Ambiente. Informarsi = difendersi



Cosa sono gli Endocrine Disruptors ( Interferenti Endocrini) ?

Un E.D. e’ un composto sintetico che quando viene assorbito dal corpo imita l’azione di un ormone naturale. Buona parte degli ED ( in italiano “Interferenti Endocrini”, anche noti come “Perturbanti Endocrini”)) e’ composta da sostanze inquinanti che si sono largamente diffuse nell’ambiente a partire dagli anni 40-50 del secolo scorso, fino a diventare estremamente comuni.
I piu’ studiati sono diossine, PCB e furani, la cui pericolosita’ e’ gia’ nota da molti anni. La lista delle sostanze ED comprende pero’ molti altri meno noti composti chimici di sintesi, prevalentemente pesticidi, plastiche e cosmetici, la cui pericolosita’, sebbene riconosciuta in ambito scientifico, non e’ stata ancora sanzionata dalla legge in nessun Paese del mondo ( con poche eccezioni).

Quali sono le caratteristiche degli ED?

Inizialmente considerati innocui per l’assenza di effetti a breve termine, questi composti si sono rivelati nel tempo molto pericolosi
per via della loro azione sul sistema endocrino. Queste sostanze sono in grado di mimare perfettamente l’azione degli ormoni naturalmente secreti dal corpo umano; in parole povere, essi vengono “riconosciuti” dal corpo come veri e propri ormoni, provocando il deragliamento di molte normali funzioni fisiologiche .

Quali sono e dove si trovano gli ED piu’ pericolosi?

Fra gli ED piu’ pericolosi per l’uomo e per l’ambiente vi sono quelli caratterizzati da una grande stabilita’ ( si degradano con estrema difficolta’) e dalla loro capacita’ di risalire la catena alimentare. Sono i POP: Persistent Organic Pollutants. A questo gruppo appartengono ad esempio diossine, PCB, DDE, PBDE.
Questi contaminanti si accumulano nei tessuti adiposi degli animali finendo, da ultimo, nei nostri, in quanto consumatori di carne, pesce , uova e latticini.
Ad esempio un contaminante come il PCB disperso nel fondale di un lago puo’ risalire la catena alimentare ed essere riscontrato dalle analisi in proporzione sempre crescente:
fitoplancton 250x
zooplancton 500x
gambero 45.000x
pesciolino 835.000x
trota 2.800.000x
gabbiano 25.000.000x

Ecco un’illustrazione che puo’ essere utile per capire il fenomeno del bioaccumulo.

La via principale di contaminazione da POP e’ l’assunzione di prodotti animali, in special modo pesce ed alimenti grassi. Purtroppo la provenienza del cibo che mangiamo non garantisce mai al 100% da questo tipo di inquinamento, perche’ e’ davvero globale : ad esempio, proprio le popolazioni eschimesi dell’Artico, che non conoscono industrializzazione, risultano altamente contaminate per il loro grande consumo di pesce, la fonte calorica primaria nelle loro diete.

Quali sono le altre sostanze ED ?

Purtroppo le sostanze ED non sono soltanto quelle liberate da processi industriali come PCB o diossine.
Essi comprendono infatti molti pesticidi e fungicidi, i cui residui impestano la frutta e verdura .
Molti ED appartengono inoltre al gruppo delle plastiche, che specialmente se usate a contatto con il cibo o a contatto con il corpo umano si rivelano reattive ed esplicano effetti estrogeni.
Moltissimi (quasi tutti) i cosmetici di uso comune ( creme, shampoo, saponi) contengono sostanze ED sospette o accertate ( come i noti parabens).

Quale e’ il rischio derivante dall’ accumulo di ED?

L’esposizione quotidiana a sostanze ED è ormai la norma per qualsiasi individuo del pianeta.
Negli animali selvatici che abitanozone contaminate si è osservato che l’accumulo di ED porta nel giro di poche generazioni a profonde alterazioni dei caratteri sessuali primari e secondari , alla diminuzione della fertilita’, ai disturbi comportamentali e cognitivi . In molti casi, nella fauna che abita laghi e fiumi sono state riscontrate anomalie dell’apparato riproduttivo . Questo anche nel caso di acque “pulite”: questi contaminanti infatti non si concentrano nelle acque, ma sedimentano sul fondo, e da li’ entrano nella catena alimentare ( plancton, pesci , uccelli e cosi’ via).
Questo inquinamento non conosce nessuna limitazione geografica! Anche i luoghi apparentemente piu’ puliti potrebbero esserne interessati : epidemie di infertilita’ fra gli orsi polari dell’Artico, nel cui grasso corporeo alcuni studi hanno rilevato quantita’ molto elevate di diversi ED, sono la prova che qualsiasi animale, specialmente se carnivoro, e’ a rischio di grave contaminazione.

Perche’ gli ED sono cosi’ pericolosi?

La tossicita’ degli ED e’ stata inizialmente sottovalutata per il loro relativamente basso impatto sull’animale adulto. L’azione davvero spaventosa degli ED colpisce infatti la vita nello stadio prenatale.
molte di queste sostanze sono infatti in grado di oltrepassare la placenta e di giungere indisturbate al feto. Se cio’ avviene in momenti cruciali dello sviluppo embrionale, esso puo’ esserne gravemente compromesso.
Gli effetti degli ED possono risultare in malformazioni evidenti alla nascita, ma assai piu’ spesso possono portare a conseguenze non rilevabili fino all’eta’ puberale o adulta ( vedi lista sotto).


Quali sono le patologie riconducibili agli ED?

Data l’assoluta mancanza di gruppi di popolazione incontaminati, gli studi sugli ED , sulle loro precise responsabilita’ individuali e sulle loro interazioni, sono complessi, e spesso le conclusioni sono soltanto illatorie.
Esperimenti di laboratorio hanno pero’ evidenziato che gli animali esposti in stadio embrionale a concentrazioni significative di ED sviluppano le seguenti patologie:

sviluppo puberale precoce e precocissimo
elevata incidenza di endometriosi nelle femmine
elevata incidenza di PCOS ( policistosi ovarica)
elevata incidenza di aborto spontaneo, infertilita’ e gravidanze extrauterine
diminuzione della fertilita’ nei maschi ( basso numero di spermatozoi, scarsa qualita’ del seme)
elevata incidenza di criptorchidismo ed ipospadia ( malformazioni dell’apparato genitale maschile)
elevato rischio di tumori ( specie all’apparato riproduttivo) in eta’ adulta
malattie autoimmuni
deficit immunitario
diabete tipo II
deficit cognitivi, limitato sviluppo cerebrale ed intellettivo, predisposizione alla violenza, patologie comportamentali

Tutte queste problematiche sono in grave aumento: si pensi al calo del n. di spermatozoi nell’uomo medio, quantificabile in -75% dal 1925 al 2000, o all’aumento esponenziale del cancro al seno, che ogni anno e’ in aumento stabile dell’1% sull’anno precedente negli USA.

Recenti studi condotti su gruppi di uomini e donne volontari in Europa, USA e Canada mostrano che tutti, inclusi gli abitanti di una remota tribu’ eskimese nei ghiacci incontaminati del Quebec settentrionale, hanno una caratteristica comune. Insospettabilmente, hanno accumulato nei loro tessuti un cocktail di dozzine di sostanze chimiche di sintesi.


Come hanno fatto queste sostanze ad inquinare il corpo umano?

Molto semplicemente, attraverso l’aria e l’acqua inquinate da emissioni industriali, attraverso il cibo industriale, trattato e confezionato, attraverso le migliaia di prodotti che utilizziamo ed assorbiamo quotidianamente. Nessuno dei soggetti campione viveva vicino ad una discarica industriale, nessuno di essi soffriva vistose conseguenze.

Molte sostanze chimiche di sintesi sono state identificate come “Endocrine Disruptors”, ovvero “Interferenti Endocrini” , perche’ sono in grado di imitare l’azione degli ormoni nel corpo umano ed animale.
Questi composti interferiscono con le funzioni cellulari fondamentali. Misurare la loro pericolosita’ non e’ facile, non solo perche’ essi interagiscono fra loro in modi complessi e a concentrazioni molto basse, ma anche perche’ letteralmente ogni creatura del pianeta ne e’ gia’ stata contaminata, gia’ nel ventre materno. Nonostante la maggioranza di questi composti esistano da un periodo relativamente breve ( circa 60 anni), gli E.D. sono onnipresenti nell’ambiente, al punto che e’ impossibile trovare soggetti “puliti” da monitorare come gruppo di controllo negli studi scientifici.

Capire gli ED

Il sistema endocrino e’ una rete di comunicazione molto complessa e sensibile, che influenza tutti gli aspetti principali della nostra salute: la capacita’ riproduttiva, le funzioni cognitive, il metabolismo, la digestione e il tono dell’umore. Il sistema endocrino è regolato dagli ormoni.
Le reazioni agli stimolanti ormonali di origine chimica variano da un individuo all’altro, ma una cosa e’ certa: mai prima di ora vi sono stati cosi’ tanti e diversi composti chimici liberi nell’ambiente e nel corpo umano. Non è esagerato affermare che siamo ormai le cavie del piu’ grande ed incontrollato esperimento scientifico della storia.

Confrontarsi con un’idea del genere puo’ essere difficile, percio’ e’ bene sapere fino dall’inizio che qualcosa si puo’ fare. Si puo’ ottimizzare la possibilita’ dell’organismo di disintossicarsi il piu’ possibile dalle sostanze tossiche già accumulate, si puo’ ridurre (anche se non azzerare) la nostra esposizione quotidiana agli inquinanti.
Ci sono molte piccole cose semplici e positive che possiamo fare, tutte assieme costituiscono uno stile di vita che protegge il piu’ possibile la nostra famiglia e l’ambiente che i nostri bambini erediteranno.
Ecco perchè queste “scomode”, dolorose informazioni racchiudono potenzialmente una grande forza.
Per comprenderle al meglio, partiamo dal sistema endocrino.

Il sistema endocrino e’ uno dei tre sistemi fondamentali dell’organismo assieme al sistema nervoso ed al sistema immunitario.
Il sistema endocrino e’ composto da una dozzina di ghiandole come tiroide, pituitaria, ghiandole surrenali, timo, pancreas, ovaie, testicoli… Il compito di queste ed altre ghiandole e’ quello di secernere ormoni. Gli ormoni sono “messaggeri chimici” che gestiscono ed amministrano gli eventi interni al corpo come la crescita e lo sviluppo delle cellule, il funzionamento dei vari organi ed il rapporto fra di essi.
Gli ormoni circolano nel sangue e vengono catturati dai recettori presenti nelle cellule. Ogni ormone agisce come una “chiave”, capace di aprire soltanto alcune serrature. Quando l’ormone ed il recettore si incastrano perfettamente, come chiave e serratura, la cellula riceve un messaggio chimico, una istruzione, come ad esempio produrre una certa proteina, o moltiplicarsi.

Estrogeno, progesterone, testosterone, DHEA, melatonina, insulina, cortisolo, ormoni tiroidei sono solo alcuni dei piu’ noti ormoni primari e secondari che circolano nel corpo umano.

Questi ormoni interagiscono piu’ di quanto si sia finora creduto. Meccanismi complessi di rilascio, stimolazione e risposta sono all’ opera nel rapporto fra queste molecole in circolo nel sangue e gli organi atti a riceverle. Secondo studi recenti anche i recettori ormonali sono piu’ complicati di quanto si pensasse, ed esistono in due forme ( alfa e beta). Questo significa che ci sono piu’ chiavi diverse che possono aprire lo stesso recettore. La complessita’ e la delicatezza del sistema endocrino, che hanno certamente grande valore e significato nella fisiologia umana, rendono anche la minaccia degli ED piu’ insidiosa, e piu’ difficile da studiare a fondo.

Si parla spesso dei fitoestrogeni. Non sono anche questi interferenti endocrini?

Questi “falsi ormoni”, secreti da alcune piante come forma di autodifesa nei confronti degli animali erbivori, avrebbero effettivamente un effetto ormonale capace di ridurre la fertilita’ e dunque di tenere “sotto controllo” una popolazione erbivora troppo vorace. Nonostante la salubrità di un consumo abituale di fitoestrogeni ( come quelli contenuti nella soia ) sia alquanto dubbia e discussa, la ricerca ha dimostrato che essi non interferiscono con il sistema endocrino in modo pericoloso, probabilmente perche’ il corpo umano si e’ adattato nel tempo a queste sostanze. I fitoestrogeni non si accumulano nei tessuti ma sono escreti, o decadono spontaneamente entro poche ore. L’attivita’ dei fitoestrogeni si misura in minuti, mentre quella di sostanze come il DDT o la diossina e’ di anni, o di decenni.

Negli esseri umani, il livello naturale di ormoni necessari a gestire le funzioni fisiologiche e’ relativamente basso. Concentrazioni bassissime di un ormone nel sangue sono sufficienti a provocare una risposta biochimica: si parla di parti per milione e parti per miliardo. Gli interferenti endocrini vengono trovati nel tessuto umano in concentrazioni molto piu’ alte degli ormoni naturali. Nel luglio 2005 uno studio condotto negli USA su soggetti di ogni eta’ indico’ una presenza media di 148 sostanze chimiche di sintesi nel corpo umano.

Ma e’ poi vero che queste sostanze hanno degli effetti? Perche’ il corpo umano non dovrebbe essere in grado di smaltirle ed eliminarle?

La buona notizia e’ che il corpo umano ha probabilmente la capacita’ di farlo, soltanto che il ritmo al quale esse vengono introdotte rende impossibile ai nostri organi di disintossicazione . sangue, linfa, reni, fegato, intestino, polmoni, e pelle- di fare il loro lavoro e rende impossibile l’adattamento. Ogni anno negli USA 2000 nuove sostanze chimiche potenzialmente ED vengono immesse nel mercato, e 20 milioni di kg di ED sospetti o accertati vengono rilasciati nell’ambiente. E’ un po’ troppo anche per il piu’ sano degli uomini.

Ci sono molte domande senza risposta sui possibili effetti a lungo termine degli interferenti enocrini. Siccome si tratta di un fenomeno recente,si cominciano soltanto adesso a delinearne le possibili conseguenze. Negli studi sugli animali selvatici vari studi evidenziano la stretta relazione fra esposizione ad ED e deformita’ congenite, infertilita’ ed ermafroditismo. Tali studi sono ben documentati, ma l’impatto sui mammiferi sembra essere determinato da molte variabili come l’ eta’ al momento dell’esposizione ai contaminanti, la lunghezza e la’intensita’ della stessa, e la costituzione individuale . Alcuni soggetti sembrano maggiormente resistenti, ma si fa strada il sospetto che la diffusione generalizzata di allergie ed intolleranze alle sostanze chimiche, l’aumento dei tumori in eta’ infantile, dell’infertilita’ maschile e femminile,dell’autismo e di altre patologie comportamentali siano fortemente influenzati dal mare chimico in cui tutti nuotiamo.

L’aspetto, per cosi’ dire, “consolante” del problema sta nel fatto che questi contaminanti ormonalmente attivi non sembrano essere in grado di alterare il nostro patrimonio genetico fondamentale . Essi agiscono soltanto sullo sviluppo del programma contenuto nel DNA. Immaginiamo che l’embrione umano sia un’automobile smontata e che il suo DNA sia un libretto di istruzioni per il suo montaggio. Gli ED non modificano il il DNA, ma interferiscono con i processi che portano all’automobile fatta e finita, correttamente montata.
La nostra comprensione del DNA e delle proteine cambia e si espande in continuazione, ed e’ troppo presto per sapere che cosa lasceremo in eredita’ alla prossima generazione, ma guardando indietro all’esperienza americana del DES ci rendiamo conto che esso ha devastato una generazione intera, maschi e femmine , e lo ha fatto in modi che vanno oltre le malformazioni genitali.

Gli Interferenti Endocrini piu’ comuni

Ecco una lista degli ED piu’ comuni.

* BPA, aka Bisfenolo A.  Sostanza sintetica contenuta nelle plastiche, specialmente nel policarbonato, plastica destinata all’uso alimentare. E’ quella plastica dura e trasparente delle tazze in plastica , dei biberon e dei bicchieri. E’ presente nella smaltatura interna delle latte metalliche (scatolame, compreso il latte in polvere) , nel composito per le otturazioni dentarie ). Questa sostanza contamina facilmente i cibi liquidi e solidi, soprattutto se caldi.

* Ftalati: Sostanze sintetiche molto volatili che vengono aggiunte alla plastica per renderla piu’ morbida, piu’ flessibile e resiliente. Si trovano nei pavimenti in PVC, in colle, inchiostri, detergenti, giocattoli, tende da doccia, sacchetti in plastica, saponi, shampoo, profumi, lacca per capelli, solvente per unghie ed in generale in tutto cio’ che “odora di plastica”.

* Parabens: Composti utilizzati come conservanti dall’ industria cosmetica, praticamente onnipresenti in creme, lozioni, deodoranti, medicinali ed anche in alcuni alimenti.

* PBDE : Sostanza ignifuga utilizzate nella fabbricazione di mobili, tende, materassi, tappeti,poltrone, moquettes per ridurne o ritardarne l’infiammabilita’. Negli anni diventa volatile ed inquina la polvere di casa. Inclusa nell’elenco degli inquinanti organici persistenti (POP), il suo uso e’ stato bandito da svariati paesi per la capacita’ di contaminazione ambientale. Diffusa nell’ambiente tramite contaminazione industriale e attraverso le discariche, si concentra nei grassi animali ( carne, pesce, prodotti caseari) ed e’ uno dei contaminanti importanti del latte materno umano. Recentemente, alcuni scienziati hanno sollevato il dubbio che , in popolazioni fortemente contaminate da PCB e PDBE, i rischi dell’allattamento al seno siano maggiori dei benefici che ne derivano ( approfondisci qui ).

* PCB (policlorobifenili): Un altro gruppo di composti sintetici molto tossici ( anch’essi fanno parte della lista POP), largamente utilizzati nel passato come isolanti nei trasformatori elettrici, come lubrificanti, come additivi nella produzione di plastiche, carta, tinture, pitture e vernici. Banditi dalla meta’ degli anni ‘70, sono pero’ molto stabili. Poiche’ si degradano lentissimamente, sono persistenti nell’ambiente e negli organismi viventi.

* Diossina: “diossina” e’ un nome generale che si applica a centinaia di diverse sostanze di sintesi chimica altamente persistenti nell’ambiente.La piu’ tossica delle diossine e’ la TCDD (2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina) .
La diossina e’ un sottoprodotto di molti processi industriali xhe coinvolgono il cloro, come lo sbiancamento della polpa di legno e dellacarta, l’incenerimento dei rifiuti, la produzione di pesticidi e solventi. Come nel caso dei PCB, le molecole di diossina si diffondono nell’atmosfera , precipitano al suolo e nei fondali marini, dove vengono ingerite dai microorganismi e dal plancton. Immagazzinate nei tessuti grassi, risalgono la catena alimentare fino a ragggiungere carne, pesce, uova, e latticini. Il 90% delle diossine rilevabili nel nostro corpo proviene dal cibo, anche se nessun’etichetta la menziona! Dagli anni 90 i livelli di diossina sono in calo grazie alle normative ambientali, ma rimane il contaminante ambientale n. 1 .

* Pesticidi / erbicidi: In particolare atrazina, simazina, heptachlor , metoxychlor ed altri organofosfati and organocloruri . Di provata tossicita’ per il sistema nervoso, i pesticidi sono capaci di danneggiare l’apparato riproduttivo e le funzioni cognitive e comportamentali. L’esposizione avviene direttamente nelle aree agricole, e indirettamente attraverso frutta e verdura da agricoltura convenzionale.

* Metalli pesanti: Cadmio ed Arsenico sono due metalli pesanti di largo impiego la cui attivita’ di interferenti endocrini e’ ben documentata. Anche Mercurio e Piombo sono implicati, ed altri ancora sono allo studio.

Gli ED e la ricerca. tirando le somme

Nel suo libro Silent Spring, pubblicato negli anni ‘60, Rachel Carson punto’ il dito sugli effetti devastanti che i composti chimici con attivita’ ormonale (specialmente il DDT), esibivano sull’ambiente e sulle specie selvatiche.

Il DES (dietilbestrolo), un presunto farmaco antiabortivo prescritto negli anni 50 e 60 alle donne incinte , risulto’ essere un tragico errore: migliaia di donne, figlie di madri che avevano assunto il farmaco, svilupparono cancri all’apparato riproduttore o scoprirono di avere gravi malformazioni di utero, ovaie e tube.

Sia DDT che DES erano stati propagandati come preparati innocui e miracolosi.

Quarant’anni dopo, la biologa Theo Colborn ed il suo gruppo di studiosi pubblicano un libro ( Our Stolen Future, USA 1997) che documenta l’azione devastante degli ED non solo sull’ambiente e sugli animali selvatici, ma sulla stessa specie umana. Congetture fra l’inquinamento e l’aumento di incidenza del cancro al seno sono state fatte a partire dagli anni 90, ed il ruolo delle tossine ambientali sembra ormai ufficialmente accettato (State of the Evidence by the Breast Cancer Fund ).

“E’ la dose a fare il veleno”. O no?

Non sempre; non in questo caso. Paracelso, autore di questa massima, intuì correttamente un principio che è tuttora al fondamento della moderna tossicologia, ma non conosceva gli ED.
Bassi dosaggi di sostanze ED possono essere piu’ pericolosi di dosaggi molto alti, perche’ le sostanze ormonalmente attive non seguono la tpica curva ascendente utilizzata in tossicologia. In altre parole, nel caso degli ED, non e’ la dose a fare il veleno. Paradossalmente, mentre una grande quantita’ di diossina puo’ essere riconosciuta dall’organismo come un veleno, e quindi attivare una risposta di difesa, sono proprio le frequenti esposizioni a dosaggi molto bassi a creare le interferenze ormonali piu’ verosimili, ingannando alla perfezione il sistema endocrino.
Inoltre questi composti possono interagire fra loro nel corpo umano, amplificandosi a vicenda con un effetto “cocktail” dai risultati imprevedibili e letteralmente impossibili da studiare.

Un altro fattore cruciale e’ il momento dell’esposizione. Molti di questi composti sono lipofili: si legano e si depositano nei tessuti grassi. Una volta accumulati, non e’ facile eliminarli dal corpo, e percio’ rimangono nei nostri corpi per decenni, specialmente nel corpo femminile – che per natura e’ piu’ grasso. Il grasso dei nostri corpi diventa cosi’ una specie di deposito stoccaggio per sostanze pericolose, destinate a passare inevitabilmente ai bambini che portiamo in grembo: prima attraverso la placenta, e poi nel latte materno.

Questi contaminanti possono passare dalla placenta all’embrione in sviluppo. Sappiamo che c’e’ una “finestra” temporale molto importante in cui si completano le prime fasi dello sviluppo fetale : la differenziazione sessuale, lo sviluppo dell’apparato riproduttivo, del sistema nervoso, del sistema immunitario, ecc.
Questa finestra e’il primo trimestre di gravidanza.


Tutte le madri sono invitate alla responsabilita’
, perche’ non spossiamo permetterci di ignorare i fatti. Il rischio per il feto dipende in larga parte dalle precauzioni che la madre prende o non prende in questa finestra critica, oltreche’ naturalmente dal livello di ED gia’ accumulati nel suo corpo dalla nascita fino al momento in cui rimane incinta .

Come e’ crudele tutto cio’!

Ma non ci sono solo cattive notizie. Il primo passo per risolvere qualsiasi problema e’ prendere coscienza che il problema esiste, ovvero: tirare fuori la testa dalla sabbia, e agire!

Tutti dobbiamo diventare coscienti della presenza e dell’impatto degli ED nelle nostre vite quotidiane. Questo significa valutare il potenziale di contaminanti che assorbiamo ogni giorno attraverso alimentazione e stile di vita, inclusi pesticidi, abbigliamento, detergenti, cosmetici, e molto altro .

Capire che la purezza dell’aria, dell’acqua, del terreno hanno un effetto sulla nostra salute è importante. Che lo vogliamo o no, facciamo parte dell’ambiente naturale e siamo strettamente connessi al resto del mondo. Ed e’ proprio in virtu’ di questo che i piccoli cambiamenti possono diventare onde globali di consapevolezza.

Per te e per la tua famiglia…


Scegli il cibo con molta attenzione ed intelligenza.
. Non e’ una moda, ma una necessita’. Riduci il consumo di alimenti contenenti grassi animali, e limita la carne ed il pesce. Poiche’ come abbiamo visto gli ED risalgono la catena alimentare, ridurre le proteine ed i grassi animali e’ una saggia precauzione. Animali carnivori e longevi come i pesci grossi ( come tonno, salmone, spada ) hanno un alto potenziale di rischio contaminazione da ED e metalli pesanti: meglio evitarne il consumo frequente. ( Pesci piccoli come acciughe, sardine e crostacei sono piu’ sicuri).

Mangia biologico.
Se come e’ probabile non puoi comprare soltanto cibo biologico, fai una scelta mirata. Alcune colture sono piu’ trattate di altre. Fragole, frutti di bosco, spinaci, peperoni, fagiolini verdi, pesche, albicocche, mele, sedano, cetrioli ed uva sono prodotti molto carichi di residui di pesticidi. I prodotti a lotta integrata sono un po’ meno trattati. Lava tutto con molta cura in acqua e bicarbonato, sbuccia tutto cio’ che non e’ biologico.

Supporta la capacita’ naturale di disintossicazione del tuo organismo con esercizio fisico regolare
. Una bella sudata ogni tanto e’ una buona idea ( anche in sauna). Dormi abbondantemente. La depurazione del fegato e’ un ‘ottimo aiuto per migliorare la capacita’ depurativa di questo importante organo di disintossicazione. Cibi ricchi di fibra, cibi ricchi in flavonoidi, probiotici possono aiutare.

Prendi supplementi vitaminici con acidi grassi essenziali per supportare al meglio il tuo organismo
. Nel mondo “tossico” di oggi questa non e’ piu’ una opzione ma una necessita’. A causa delle pratiche sconsiderate di coltura e del conseguente impoverimento dei terreni, gran parte del nostro cibo e’ carente dei nutrienti fondamentali di cui il corpo ha bisogno, e di cui spesso siamo purtroppo carenti, anche se mangiamo “bene”.

Fidati del tuo naso
. Non sostare mai in luoghi dove percepisci odore di colle, vernici, solventi, nemmeno se all’aperto.
Tieni a mente che ogni odore chimico che puo’ essere inalato viene anche assorbito dall’organismo.


Fai attenzione a detergenti e nei cosmetici
. Non fare uso delle comuni creme di bellezza, creme idratanti, creme solari, anche (e soprattutto) se prodotte da marchi famosi. Evita i saponi liquidi, preferendo la semplice saponetta ( meglio se vegetale e senza profumo). Per idratare la pelle scegli soltanto oli o burri naturali, senza additivi. Prima di credere alla “naturalita’” di un prodotto, controlla sempre l’ INCI riportato sull’etichetta.

Limita al massimo i detersivi e i prodotti per l’igiene della casa, acquistando se possibile prodotti innocui, a base di sostanze naturali. Negli ultimi anni sono stati introdotti molti nuovi prodotti per la casa, piu’ ecologici, piu’ sicuri, ed altrettanto efficaci di quelli delle marche famose . Costano indubbiamente un po’ di piu’, ma hanno un’ottima resa. Di fatto la maggioranza delle pulizie si puo’ effettuare anche con soda, bicarbonato ed aceto. ( Soda e sapone di marsiglia per il bucato).
Non acquistare, non utilizzare e non tenere in casa nessun composto chimico che riporti la dicitura ” Nocivo per gli organismi acquatici”.

Lava gli abiti nuovi prima di indossarli
, per evitare di assorbire gli appretti e gli antitarmici che contengono in grande quantita’. Lava due o tre volte gli abiti nuovi destinati ai bambini o ai bebè.
Non comprare e utilizzare pesticidi e aficidi per le tue piante, nè prodotti antitarmici per i tuoi armadi, inclusa la naftalina ( si possono usare canfora , oli essenziali o spezie).

Non usufruire della lavasecco
. Invece, lava a mano i tuoi capi delicati. Se proprio devi portare un capo in lavanderia, appendilo fuori per almeno 24 h prima di indossarlo o appenderlo nell’armadio.

Indaga sull’ acqua che bevi
. Scopri se i laboratori della tua zona testano per metalli pesanti e sostanze chimiche ormonalmente attive. Molta acqua in bottiglia non e’ testata, e molti filtri casalinghi sono insufficienti. Evita l’acqua nelle bottiglie di plastica. Le bottiglie sono insufflate a caldo e vengono riempite immediatamente, il che aumenta la cessione di molecole nell’acqua.
Evita la candeggina e le piscine che utilizzano il cloro come disinfettante.

Non usare pesticidi proprio in casa tua!
Niente prodotti antipulci per animali: shampoo, schiume, spray, collari, ecc. Non usare repellenti per insetti o per zanzare, nemmeno se si tratta di prodotti “naturali” a base di piretro. Sono reperibili prodotti sicuri , come quelli a base di olio essenziale di citronella o di geranio.

No alla polvere
. PCB, PDBE e diossine si concentrano nella polvere. Non entrare in casa con le scarpe. Lava spesso i giocattoli dei bambini ed i pavimenti su cui amano giocare. Passa l’aspirapolvere almeno 2 volte alla settimana. Aspira molto bene e molto spesso i tappeti ( altrimenti e’ meglio non averne affatto).

Evita l’uso delle plastiche ogni qualvolta e’ possibile
, specialmente a contatto con il cibo. Le plastiche piu’ sicure sono quelle marchiate con i numeri 2, 4 e 5 ( il numero si trova stampigliato all’interno del simbolo triangolare del riciclo). In generale, piu’ la plastica e’ morbida e piu’ e’ velenosa. Limita l’utilizzo di sacchetti di plastica e pellicola per alimenti allo strettissimo necessario. Rimuovi con cura il primo strato (1 mm) dei formaggi venduti a diretto contatto con la plastica trasparente. Usa una tazzina in ceramica alla macchina del caffe’. Acquista utensili e barattoli in vetro per conservare il cibo.

Evita il teflon . il teflon è una plastica: politetrafluoroetilene (PTFE) . I suoi fumi sono dannosi, e la molecola che lo compone inquina il sangue di praticamente tutti gli esseri viventi del pianeta. L’accumulo di teflon è stato collegato a malformazioni fetali ed infertilità nell’adulto. Gli operai che ne seguono la produzione soffrono gravi ripercussioni sulla salute. Il felice giorno in cui sarà vietato dalla legge è probabilmente lontano. Si possono usare padelle e pentole in acciaio, vetro, ghisa.( è bene evitare anche l’Alluminio).

Se desideri avere figli, se aspetti gia’ un bambino, o se allatti, fai molta attenzione alle sostanze chimiche assorbite dal tuo organismo . Non pensare a cio’ che e’ fuori dal tuo controllo: concentrati su cio’ che puoi modificare per migliorare la tua salute da subito.

Non dubitare mai del tuo potere di consumatore
. Quando non trovi i prodotti ecologici e biologici, chiedi al personale del supermercato, chiama i numeri verdi, scrivi emails. Contribuirai a muovere il mercato nella direzione giusta. Cosi’ come la legge ha regolamentato le aree pubbliche in cui è vietato fumare, in un futuro, speriamo vicino, si potrebbe restringere l’uso di sostanze chimiche pericolose. ( solventi, colle, vernici, pesticidi).

Non si tratta di vivere sotto ad una campana di vetro ne’ di tornare allo stile di vita del Medio Evo. Si tratta di una sfida per riprogettare il nostro futuro in modo piu’ sicuro, realistico e sostenibile.

Gli effetti degli ED non sono ancora chiari ne’ certi, perche’ sono passati meno di 100 anni dall’inizio della loro massiccia immissione nell’ambiente. Coincidentalmente , nel corso di quest’ultimo secolo abbiamo assistito a fenomeni gravi ed importanti come aumento delle patologie degenerative, crollo della fertilita’ in ambedue i sessi, autismo, allergie e disturbi cognitivi e comportamentali.
Nonostante sia certamente semplicistico bollare gli ED come cause primarie di tutto cio’, in tutti i casi sopra citati l’evidenza dei fatti suscita forti sospetti. Tutti gli studi effettuati su animali di laboratorio indicano forti correlazioni.
Sebbene da piu’ parti si sia obiettato che gli esperimenti su animali di laboratorio non possono avere un valore di prova definitiva, la posizione della maggior parte degli esperti e’ quella di accettare l’evidenza dei fatti ed adottare il principio di precauzione.
Le interazioni delle diverse sostanze, l’importanza del momento dell’esposizione, la difficolta’ di stabilire i dosaggi critici rendono le sperimentazioni difficilissime.
C’e’ ancora molta incertezza riguardo a dosaggi critici, cause e conseguenze dell’esposizione negli esseri umani, e la ricerca diretta sugli esseri umani ha ovviamente limitazioni di tipo etico.
Ironicamente, la maggioranza degli esperti concorda nel definire cio’ che e’ gia’ avvenuto con la diffusione degli ED come un esperimento su scala mondiale. Un esperimento tuttora in corso, del quale non si puo’ dire se e quando saranno tratte le conclusioni.

Questa e’ anche una buona notizia. Significa che la partita non e’ finita, e che c’e’ lo spazio per fare la differenza. Dobbiamo trovare modi piu’ intelligenti e piu’ sicuri per vivere e progredire assieme alla natura ( che, incidentalmente, ci e’ indispensabile)e non contro di essa.

La specie umana e’ davvero incredibile. Siamo capaci di adattarci e di imparare cose nuove ad un ritmo serrato. Possiamo operare cambiamenti molto importanti. abbiamo solo bisogno di forza, conoscenza, ed equilibrio ( e soprattutto di un’ altra classe dirigente).

Il modo migliore di cambiare le cose inizia dai cambiamenti che tutti noi possiamo fare nelle nostre vite quotidiane. Non sottovalutare mai il tuo potere di singolo.
E ricordati di far valere i tuoi soldi: è l’unico voto che conta, sempre.

7 thoughts on “Ambiente. Informarsi = difendersi

  1. Mammina marmotta

    Felice di aver trovato il tuo blog! In linea con le tue idee…sostengo la tua campagna di informazione!! Ahimè c’e’ troppa ignoranza in merito a questi argomenti. I miei genitori che di sensibilità ecologica ne hanno davvero poca, convinti pero’ del contrario. Coltivano l’orto, utilizzando antimarciumi per le zucchine e altri prodotti chimici…convinti poi di produrre biologico per i nipotini!! Si deve combattere una vera battaglia per far crollare la disinformazione…su molti piani…grazie

    Reply
  2. admin Post author

    Cara Mammina Marmotta, hai proprio ragione! Sono convinta che la regolamentazione debba prima di tutto essere fatta a monte , perchè è utopistico aspettarsi che siano i singoli ad informarsi e a scegliere con attenzione… Per questo certi prodotti devono sparire dagli scaffali e dalla libera vendita! Questo è un problema “fantasma”, che non ha eco su stampa e televisioni, ma è piu’ grave e piu’ urgente di tanti altri di cui invece si discute.

    Reply
  3. Antonella Sagone

    ottima lista di consigli. Io la renderei ancora più semplice: – consumare solo prodotti vegetali, il più possibile vicino allo stato naturale (non trattati industrialmente). Naturalmente fatti salvi tutti gli altri consigli salutari. E per quanto riguarda il latte materno, un piccolo appunto: attenzione a diffidare di chiunque suggerisca che una formula industriale, un PRODOTTO di mercato, per quanto controllato, possa essere più salutare del latte materno. Purtroppo c’è una colpevole rimozione delle migliaia di ricerche che mostrano i rischi e i danni alla salute della formula. Il latte materno ha inoltre la capacità di contrastare gli effetti dei contaminanti. E a proposito del link citato qui, si parla di una ricerca fatta sui RATTI, ma ci sono molti studi epidemiologici sull’UOMO che sono a tal proposito rassicuranti.

    Reply
  4. admin Post author

    Benvenuta Antonella!

    Sarei felice di conoscere un link su cui approfondire gli studi epidemiologici da te citati, mi farebbe piacere una notizia rassicurante!
    Sul latte materno sono perfettamente d’accordo con te: ci sono molti esperti che hanno agitato lo spettro della contaminazione del latte umano;il problema esiste ed è molto reale, ma noi mamme possiamo fare molto per evitare di inquinare il nostro latte, ed offrendolo con amore pratichiamo una ulteriore riduzione del danno!

    Io ho seguito una dieta vegana per due anni, ma ho poi scelto di tornare a consumare alcuni prodotti animali con una certa frequenza, e non mi sento di consigliare una dieta vegana a nessuno.
    Purtroppo le diete vegane, oltre a comprendere alimenti discussi come la soia, sono spesso molto ricche di cereali ( che, sempre nella mia esperienza ma anche secondo molti studi di ricerca) non sono un cibo ottimale per gli esseri umani.

    Inoltre non tutti rispondiamo alla stessa maniera ad una certa dieta. Alcune cose ( consumo di cibi allo stato crudo, altissima percentuale di vegetali nella dieta, scelta di cibi bio, ecc.) sono senz’altro consigliabili a chiunque; altre ( come una dieta vegana rigorosa)….secondom me no.

    Personalmente seguo una dieta a base di frutta e verdura soprattutto cruda, noci, pochissimi cereali, e uova crude. Assaggio la carne di tanto in tanto, e continuo a prepararne per la mia famiglia una volta alla settimana. Per la preparazione dei cibi mi attengo alle linee guida della Weston Price Foundation che mi sono state molto utili a recuperare la salute ed un peso ottimale dopo l’esperienza vegana.

    Quello che importa è trovare un proprio equilibrio e conoscere i pericoli che ci circondano, in modo da fare scelte consapevoli!

    Reply
    1. Patrizia Bonato

      Molto interessante questo articolo! E senz’altro condivisibile nelle conclusioni.
      Qualche fonte?
      E a proposito dei cereali: mi indicheresti quali sono gli studi secondo cui essi non sarebbero un cibo ottimale per l’alimentazione umana? Li uso quotidianamente, in varie associazioni, perciò mi interessa molto! Grazie!

      Reply
      1. mrsanilina Post author

        Benvenuta Patrizia, grazie per l’input: completerò di sicuro l’articolo con della bibliografia. Da subito posso segnalarti due testi divulgativi facili da reperire: “Our Stolen Future”, Theo Colborn, 1997; e “Hormone Deception”, Lindsey berkson, 2010. Purtroppo non conosco pubblicazioni in lingua italiana in merito.
        Ho seguito per molti anni diete crudiste (raw vegan e paleodieta). L’assunto secondo il quale i cereali sarebbero inadatti al consumo umano si basa sull’evidenza del fatto che senza la cottura (che è un processo innaturale di preparazione del cibo, di cui soltanto la specie umana fa uso), i cereali sarebbero del tutto indigeribili all’uomo. Per quanto riguarda in particolare i cereali contenenti glutine, essi suscitano in TUTTI gli individui una risposta immunitaria, che nei celiachi risulta soltanto piu’ marcata.
        La mia dieta attuale comprende sporadicamente alcuni cereali, ma cerco di ridurli al minimo, e in base alla mia esperienza posso affermare che il loro consumo non è di alcun beneficio. L’effetto immediato del consumo di cereali, il piu’ notevole, è la sonnolenza dopo i pasti; ma basta provare ad eliminarli per notare, nel giro di un mesetto, una notevole differenza nelle energie a disposizione, nel tono dell’umore, nella diuresi, ecc.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s