Category Archives: Nascere Sani

il salto nella luce

luce

Il tempo passa, e cresce la consapevolezza del problema ambientale. Sempre piu’ persone si rendono conto di trovarsi in una situazione in cui affidarsi al naturale corso delle cose non basta piu’ a tutelare la salute propria e dei familiari:  l’inquinamento è tanto , e tale,  che il vaso è ormai colmo, e non appare saggio scegliere con leggerezza, rischiando ogni volta di scomodare la proverbiale goccia.

Si fanno strada medicina alternativa, fitoterapia, cura scrupolosa per l’alimentazione, approcci olistici alla persona e agli ambienti di vita quotidiana. Questo è encomiabile , e vedere tanta buona volontà mi scalda il cuore.  Devo ammettere che l’onda riformatrice dei “sempre meno pochi”  è in linea con le mie migliori aspettative.

Frequentando i gruppi di genitori “illuminati”, però –  genitori che si impegnano in prima persona in strategie al contempo tradizionali ed innovative , dall’ EC alla dieta vegana , all’educazione montessoriana, i giocattoli educativi, e molto altro –  riscontro spesso un serpeggiante sentimento di sconforto.

Questo è comprensibile. Le informazioni “negative” sono moltissime; processarle , esserne il filtro e l’interprete, farsi carico della loro trasformazione in prassi quotidiana, ha un prezzo. Ne risulta spesso un sentimento di amarezza, di impotenza, di sfiducia nei confronti degli enti istituzionali , di misantropia, di disfattismo.

Il genitore informato troppo spesso è un genitore angosciato, spaventato, deluso.  Assorbe da ogni parte informazioni sconcertanti , e spesso persino contrastanti fra loro. E’ confuso e disorientato. E’ dispiaciuto, talvolta apertamente  rabbioso per non riuscire a fare di piu’ , e meglio, per “la salvezza” dei propri figli.

Questo stato mentale è comprensibile; eppure, è una trappola rischiosa. Si ha paura, e la paura irrigidisce. L’irrigidimento a sua volta  rende scricchiolanti e dolorosi tutti quei movimenti che nella quotidianità della vita familiare normalmente hanno una piacevole fluidità e costituiscono la natura piu’ profonda della cura e del calore che si vivono in un sano nido casalingo.

Pian piano l’attenzione meticolosa al dettaglio si trasforma in nevrosi o in ossessione, e finisce per avvelenare il nostro rapporto con le persone e con le cose.

Si ha quindi il caso della madre vegetariana che aggredisce la maestra perchè il bambino , durante il pasto , ha assaggiato la carne  dal piatto di un compagno; del padre che non permette al bambino di salutare la zia al cellulare per farle gli auguri di compleanno, neppure col vivavoce,  per evitare l’esposizione a EMF; dei genitori che insistono con rimedi della nonna in casi di notevole gravità.

In particolare l’attenzione al cibo sano sconfina nell’ortoressia, che è considerata alla stregua degli altri e piu’ noti disturbi alimentari: in alcuni casi l’osservanza religiosa della dieta sana non permette alla persona di mangiare fuori in compagnia, perchè in nessun ristorante esiste un cibo degno, per lei,  di essere mangiato.

In effetti , esaminando la situazione da un punto di vista del tutto oggettivo, non possiamo esimerci dall’ammettere che l’aria terrestre non è piu’ degna di essere inspirata,  perchè ovunque, anche nei luoghi piu’ impervi e dimenticati, essa contiene contaminanti dispersi dall’uomo . La questione è innegabilmente reale, ha una sua consistenza.

Tuttavia l‘informazione, se ha da essere fatta, deve avere lo scopo di migliorare le nostre vite, non di renderle un salto nel buio, in un inferno di proibizioni e di sensi di colpa. Una vita del genere non sostiene, non nutre, non rafforza i nostri figli. Otteniamo, nonostante le nostre eroiche fatiche , il risultato opposto a quello per cui crediamo di lottare.

Di pari passo all’acquisizione di nuove informazioni è necessario l’aggiustamento , nella pratica, delle attuali strategie. Ci occorre elasticità per crescere di pari passo ai nostri figli: dobbiamo continuamente cambiare, provare nuove strade, sperimentare nuove soluzioni, in ogni ambito. Bisogna essere pronti a rimettersi incessantemente  in gioco e a correggere il tiro, anche quando questo ci rende un po’ incoerenti agli occhi di un mondo cui  un po’ troppo spesso, sentendoci sotto ai riflettori,  raccontiamo le nostre scelte con toni veementi e un po’ apocalittici, che rendono bruciante una successiva ritirata.

Bisogna essere pronti ad accogliere le informazioni difficili, tradurle in pratica e farne i nostri “attrezzi di lavoro” . Ma occorre anche essere capaci di dimenticarle  non appena entriamo nella piu’ delicata sfera emotiva. Agire in modo sostenibile e costruttivo  ha infatti, come suo corrispettivo, sul piano interiore, il coltivare un amore spassionato per la realtà in tutte le sue declinazioni, anche in quelle meno felici;  un sentimento che ci permetta di curarla come una piantina un po’ patita, con calma e pazienza, senza arrabbiarci perchè non cresce, perchè ha poche foglie, perchè non è verde e rigogliosa come avevamo sperato.

I nostri figli non meritano soltanto l’alto contatto in fascia,  il giocattolo in legno, i granuli omeopatici, i biscotti fatti in casa senza glutine, la scuola libertaria o Montessori, i pannolini in stoffa, e tutte le altre cose belle ed utili che popolano il nostro mondo di “genitori consapevoli”. Essi meritano anche , e soprattutto, il nostro equilibrio e la nostra serenità. Meritano che noi trasmettiamo loro, attraverso scelte coscienziose, l’ amore per la vita, non il terrore di una cattiva morte.

La consapevolezza piu’ profonda e preziosa che possiamo trasmettere ai nostri bambini  si puo’ riassumere nel messaggio: ” Tu sei amato. La Terra è un bel posto in cui vivere”. Il resto del nostro lavoro , ed il tormento interiore che spesso ne deriva, è la nostra nemesi generazionale; ma non deve diventare il loro fardello. Dopo aver smantellato i vecchi idoli, dobbiamo portare fuori le macerie in silenzio, senza caricarle sulle loro giovani spalle.

Perciò  credo che sia fondamentale avere cura di sè e dei propri pensieri :  coltivarli come un giardino scegliendo le sementi giuste, sfoltendo le erbacce, riassettando i viali, potando gli alberi da frutto e creando spazi ordinati in cui sia possibile interagire con gli altri in serenità. Questo  equilibrio dell’anima non è la destinazione,  ma il punto di partenza per un mondo migliore, e merita quindi di essere il primo obiettivo da perseguire, il primo orizzonte a cui tendere noi , genitori e non solo,  in quanto uomini e donne di buona volontà.

intolleranti per amore

Un paio di mesi fa mi ha molto colpita il caso di questo bambino inglese che rifiuta di essere un maschio, preferendo essere una bambina.

Il caso, molto strumentalizzato dai media, è subito diventato un’occasione di invocare la tolleranza e di promuovere la cultura dell’accettazione del diverso.

E’ senza dubbio lodevole che la società si prodighi per accogliere nel modo migliore tutti i suoi membri indipendentemente dalle loro “differenze”, e la lotta alla discriminazione è preziosa. Dopotutto, che cosa significa normale?

Tuttavia , nessuno si interroga sulle possibili cause che potrebbero essere all’origine di casi come questo, Continue reading

vengo anch'io!

La presenza dei padri in sala parto è ormai una consuetudine, è quasi un must del politicamente corretto. Eppure, non è detto che sia la soluzione migliore. Certamente ci sono molti tipi di coppia, e molte diverse situazioni che rendono piu’ o meno opportuna questa decisione . Ma è bene tenere a mente che non si tratta di una scelta obbligata, nè dell’unica possibile, anche se in questo particolare momento storico essa sembra essere universalmente considerata la piu’ “giusta” .

Ho trovato interessante in merito questo articolo di Michel Odent, medico chirurgo, autorevole voce a favore del parto attivo e naturale .

Secondo l’esperienza di Odent, che gestì una casa del parto naturale a Pithiviers, in Francia, per 23 anni (dal 1962 al 1985) , la presenza dell’uomo in sala parto puo’ essere un fattore destabilizzante, ritardare il naturale succedersi degli eventi, aumentare le preoccupazioni della donna, e persino condurre, dopo la nascita, a problemi sessuali e di coppia.

La risposta biochimica all’evento del parto comprende spesso, per l’uomo, un picco di adrenalina 
che accentua la risposta razionale. Questo atteggiamento puo’ contagiare ed influenzare negativamente la risposta ormonale della donna, che farebbe piu’ fatica ad abbandonarsi ai suoi istinti naturali.

Essere testimoni della nascita potrebbe inoltre influenzare negativamente la ripresa della vita sessuale dopo la nascita del bambino.

Odent formula anche l’ipotesi di una “depressione postpartum” maschile, ricordandoci che in molte culture esistono rituali per canalizzare le reazioni emozionali dell’uomo durante e dopo il parto. Secondo Odent, nella maggioranza dei casi l’uomo sarebbe provato psicologicamente dall’esperienza della nascita assai piu’ della sua compagna.

L’argomento è controverso, ed è >discusso nei dettagli qui da vari “esperti” del settore.

Indipendentemente dalle esperienze positive di molte altre persone, è importante e confortante sapere che anche rifiutare la presenza del proprio marito o compagno in sala parto puo’ essere una scelta sensata e del tutto “normale”, anche se decisamente controcorrente .

Cinque anni fa fu proprio questa la mia scelta , presa all’ultimo minuto.
Durante l’attesa, mi sentivo certa che avrei voluto mio marito in sala parto. E invece, contraddicendo tutti i progetti fatti in gravidanza, lo spedii letteralmente a casa!
In quel momento temevo di perdere la mia preziosa concentrazione, di essere “distratta” dalla sua presenza.

Purtroppo non fui in grado di mandare a casa anche un po’ del personale medico, decisamente invadente e in sovrannumero… Ma questa è un’altra storia, e meriterebbe un capitolo a parte.

abra-cadabra…diagnosi prenatale!

Mi si perdoni, per una volta, la leggerezza del tema. Questo sito offre un simpatico  calcolatore “scientifico” del colore degli occhi del vostro bebè, basato su uno studio probabilistico del colore degli occhi dei genitori , dei nonni e degli zii.
Per chi vuole addentrarsi nel regno dell’inesplicabile e del misterioso, la plurimillenaria tabella cinese offre anche una predizione del sesso del nascituro che vanta un presunto 90% di accuratezza.

profumo di guai

Usare profumi e altri cosmetici in gravidanza, specialmente nelle prime 12 settimane può esporre l’embrione ad interferenti endocrini.

questo link un articolo riassume i risultati di una ricerca condotta dal Prof. Richard Sharpe del Medical Research Council’’s Human Reproductive Sciences Unit (Edinburgh) . La ricerca è stata xondotta su topi di laboratorio, ed ha evidenziato come negli embrioni di sesso maschile una esposizione a interferenti endocrini nelle quantità normalmente contenute in creme e profumi può causare ritardi nello sviluppo sessuale del nacituro, che nel corso delle sua vita può manifestare infertilità e tumore ai testicoli.

Lo studio si concentra sull’embrione di sesso maschile, dal momento che la maggior parte dei cosmetici ha un effetto estrogenico ( e contrasta perciò gli ormoni maschili).
Non per questo l’embrione femmina è al sicuro dagli xenoestrogeni!
In altre occasioni e’ stato dimostrato come l’esposizione in utero a queste sostanze possa danneggiare l’apparato riproduttivo femminile, predisponendo al cancro e causando patologie oggigiorno frequenti, come cisti ovariche ed endometriosi, largamente imputabili all’inquinamento ambientale.
Non andrebbe dimenticato infine che, a lungo andare, i cosmetici e le profumazioni sintetiche danneggiano anche i soggetti adulti!

Ecco perchè l’uso di questi prodotti va evitato il piu’ possibile, non solo in gravidanza.

Anche gli oli essenziali andrebbero usati con cautela e con moderazione quando si aspetta un bambino, utilizzandoli solo dopo la fine del primo trimestre di gravidanza ed evitando quelli che possono essere pericolosi. Trovate qui una lista di quelli da evitare e di quelli che possone essere invece molto benefici.

sognare il futuro

Mi piace sognare un mondo in cui il libero mercato sia meno potente dei governi. Un mondo in cui uno Stato davvero sociale si occupi di mettere al bando le sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente. Di vietarne la produzione e la vendita.  Conoscete prodotti che riportano

<—————-  questo rassicurante simbolo?

Tradotto in italiano, eccone il significato preciso.

“Sostanze nocive per l’ambiente acquatico (organismi acquatici, acque) e per l’ambiente terrestre (fauna, flora, atmosfera), o che a lungo termine hanno effetto dannoso. Non disperdere nell’ambiente.
Eliminare il prodotto o i residui analogamente ai rifiuti pericolosi.
Evitare la contaminazione dell’ambiente provvedendo ad un immagazzinaggio adeguato.”

Come sarebbe a dire “Non disperdere nell’ambiente“? Stiamo parlando di prodotti studiati e venduti per essere utilizzati in casa e fuori dalle persone comuni!
Quale sarebbe l’ “immagazzinaggio adeguato“?
Chi si occupa di informare i cittadini della pericolosita’, a lungo e a breve termine, di cio’ che stanno comprando?

Prodotti come questi sono venduti in qualsiasi negozio di casalinghi, ferramenta, supermercato.
 Il loro acquisto non e’ soggetto a limitazioni di eta’ ne’ alla presentazione di un permesso. Non occorre avere un buon motivo ( sempre che esista) per fornirsene, usarne ed abusarne. Dopodiche’ questi contaminanti impestano l’aria, l’acqua ed il suolo in modo molto grave e per molti anni.

Non si dica che queste sostanze sono necessarie
, o insostituibili. Hanno fatto la loro prima comparsa negli anni 50 e 60, e hanno forse rappresentato una conquista con le loro promesse di rapidita’ e di efficacia. Smacchiatori bomba, insetticidi di pronto uso, diserbanti per il giardino, antipulci per il cane. Per una casa perfetta… a prova di microscopio.

Incredibile ma vero,
 questi stessi composti, quando vengono forniti ad un laboratorio chimico, sono corredati da numerose avvertenze: epatotossico, teratogeno, pericoloso per le donne incinte, e  cosi’ via. Avvertenze che non compaiono quando gli stessi prodotti sono smerciati al pubblico.

Per adesso sperare in uno Stato intransigente sembra prematuro. Percio’ spetta a noi bandire subito e senza eccezioni questi prodotti dalle nostre case. Proprio come se fossero vietati per legge, dal momento che lo sono certamente per buon senso.
Eliminarle sara’ un gesto di rispetto per la sicurezza immediata dei nostri bambini, e per la salute del mondo che tocca loro in eredita’.

Meglio le formiche e i topi in casa
, meglio un alone che non va piu’ via sulla giacca preferita, meglio le pulci sul cane e sul gatto. Meglio avere la casa sporca e la coscienza pulita .
In attesa che intervenga uno Stato severo come una mamma, che sappia mettere dei limiti per il bene dei suoi cittadini.

maledetto rubinetto

tap
Chi vive in citta’ subisce l’insulto quotidiano dell’acqua clorata con rassegnazione. Per quanto il cloro sia tossico, non e’ in realta’ il contaminante piu’ pericoloso nell’acqua di rubinetto. Il pericolo  maggiore deriva da alcune sostanze chimiche che si formano quando il cloro si combina con i residui organici presenti nell’acqua.Questi “sottoprodotti della disinfezione” ( o DBP, Disinfection By Products) , come THM (trialometani) ed acidi acetici alogenici (HAAs), sono estremamente tossici. Alcuni esperti ritengono che queste sostanze siano 10000 volte piu’ tossiche del cloro ( che comunque non scherza). Sono cosi’ pericolose che la soglia accettabile stabilito dall’EPA americana e’ zero… Peccato pero’ che la comune pratica di disinfezione dell’acqua con il cloro comporti necessariamente la presenza di questa robaccia.

link in inglese

I DBP sono accusati di causare problemi riproduttivi in animali ed esseri umani, ed il consumo di acqua clorata lungo il corso di un’intera vita puo’ addirittura raddoppiare il rischio di alcuni tipi di tumore.

Purtroppo emerge da questi studi che i DBP sono ancora piu’ dannose quando sono assorbite attraverso la pelle: da uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Sciences, 2008 emerge che nuotare abitualmente in una piscina clorata presenta un aumento del rischio di cancro inaccettabile .

In una doccia di 20 minuti il nostro corpo assorbe altrettanti DBP (e gli altri contaminanti dell’acqua di rubinetto) di quanti ne assorbirebbe se bevessimo per una settimana intera l’ acqua del rubinetto.

A questo link di greenpeace trovate alcune interessanti informazioni in italiano, compresi i risultati delle analisi di campioni di acqua in diverse localita’ italiane.

Possibili contromisure:
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Lavarsi un po’ meno, lavarsi “a pezzi” solo dove e quando ce n’e’ bisogno
Lavare meno i bambini ed i neonati, che ne hanno meno bisogno. non ha senso, ed e’anzi molto dannoso, lavarli tutti i giorni
Lavare ( specialmente i bimbi ) con la spugna, usando acqua bollita, che contiene meno cloro e sottoprodotti del cloro
Evitare il bagno e lunghe docce
-Installare un filtro ad osmosi inversa
Evitare le piscine come la peste: questo vale per grandi e piccini: per nuotare c’e’ il mare, d’inverno si puo’ fare dell’altro esercizio fisico.

Anche lavandosi meno, seguendo una dieta sana non c’e’ bisogno di usare il deodorante ( link in merito) .