Category Archives: Salute info

i segreti dello zucchero

sugar

Che lo zucchero faccia male non è una novità.

In natura gli alimenti dolci concentrati sono pochissimi; la frutta bilancia il contenuto in fruttosio con tanta acqua, vitamine, minerali e fibra; i frutti altamente zuccherini sono soggetti ad una breve stagionalità ; il miele è difficile da raggiungere e ben protetto  dalle sue custodi, e l’orso, che ne è ghiotto , è l’unico animale a soffrire di carie ( soprattutto quando esagera ).

Negli ultimi anni si è diffusa una certa mole di informazione volta a ridurre l’uso e l’abuso di zucchero, sensibilizzando i consumatori , motivandoli a leggere le etichette di prodotti insospettabili alla ricerca di  additivi , coloranti e zuccheri nascosti. Tuttavia mi sembra importante chiarire alcuni punti sui quali ancora si crea, e si subisce, una certa confusione.

La dicitura ” zucchero di canna” non ci dice assolutamente nulla sulla raffinazione del prodotto. “Zucchero di canna” significa  soltanto “estratto dalla canna da zucchero” anzichè dalla comune (ed italianissima) barbabietola. Il processo di lavorazione è del tutto simile e il risultato, chimicamente, lo stesso: saccarosio puro, senza alcuna traccia dei minerali presenti nella materia prima . Quindi quello che troviamo in etichetta come “zucchero di canna” è semplicemente “zucchero raffinato” (percio’ bianco) proveniente da paesi in cui si coltiva e si lavora la canna da zucchero  (non esattamente a km 0!)

La dicitura “sciroppo di glucosio-fruttosio” oppure “fruttosio“si riferisce ad uno zucchero di sintesi chimica che , sebbene il nome richiami quello della frutta, è assai piu dannoso per l’organismo umano  del comune zucchero bianco da tavola. Gli effetti del fruttosio sul metabolismo sono simili a quelli dell’alcool. Siamo quindi di fronte ad un prodotto che sovraccarica il fegato, promuove l’obesità e ha gravi conseguenze – come la Sindrome metabolica, ad esempio.

In etichetta troviamo poi, piuttosto raramente, lo zucchero grezzo di canna; qui è piuttosto difficile stabilire di che prodotto si tratti con precisione, anche se verosimilmente si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di zucchero bianco cristallino, prima estratto dalla canna in maniera convenzionale, e successivamente colorato con caramello  : lo stesso zucchero “biondo” in cristalli che ci viene offerto al bar come alternativa allo zucchero bianco, ma che di fatto non ha un margine apprezzabile su di esso.

Il consumatore più coscienzioso si orienta, per i suoi dessert, su zucchero integrale di canna ottenuto per spremitura ed essiccazione del succo di canna da zucchero. E’ il caso degli zuccheri “turbinado” o “muscovado” (presenti in Italia con altri nomi commerciali a seconda del produttore). Questi zuccheri , praticamente introvabili nei prodotti industriali, ancorchè biologici o integrali, sono piu’ ricchi di fibra e minerali rispetto allo zucchero bianco (basta un’occhiata per accorgersene). Attenzione pero’: la qualità del prodotto è importante. Ci sono ditte che per loro stessa ammissione (mi sono premurata di contattarne una via email per chiedere chiarimenti)  spacciano per “zucchero integrale” uno zucchero cristallino finissimo (il cosiddetto caster sugar ) addizionato di melassa. Diffidate quindi da un prodotto troppo liscio ed omogeneo, preferendo gli zuccheri grumosi e scuri, che si sposano ottimamente con l’aroma di caffè e cacao e sono ottimi per biscotti e crostate.  Per il loro aroma intenso non sono invece molto adatti a torte “bianche” come pan di spagna, torte margherite etc,  in creme e budini alla vaniglia , in dolci delicati, agrumati etc.  Per le torte bianche  non resta che utilizzare lo zucchero  cristallino di canna, naturalmente biologico (il che permette di evitare, quantomeno, gli sbiancanti chimici ed altri additivi) , oppure…cambiare ricetta e fare un’altro dolce  –  opzione consigliata 😉   Per la produzione casalinga di creme alla vaniglia e budini invece, volendo evitare lo zucchero raffinato,  è meglio preferire il miele di acacia per il suo sapore delicato. Il miele non è però adatto alla cottura in forno , perchè si degrada troppo facilmente.

Raccolte le debite informazioni e prese le dovute precauzioni non rimane che ricordare che consumare  cibi zuccherati non dovrebbe essere una abitudine troppo frequente (certamente non quotidiana!)…e precisare che i dolcificanti di sintesi chimica (inclusi i “pseudo-Stevia” che hanno invaso il mercato italiano ultimamente, ed il nuovissimo zucchero-insetticida OGM) sono rimedi peggiori del male.

 

 

 

 

 

 

io NON mi svezzo da solo

self - weaning

Siamo genitori Conservatori o Alternativi? Il pacchetto è “tutto compreso”, alla maniera recisa e rassicurante a cui decenni da “cittadini consumatori” ci hanno abituati.

Una volta scelto il package, pagato alla cassa, aperto ed indossato i vari gadget e studiato il libretto di istruzioni, siamo pronti ad abbracciare con serena ottusità tutte le proposte, nell’incrollabile fiducia che solo la coerenza-senza-coscienza puo’ offrirci.

Ed è cosi’ che molte madri si avviano con sicumera sull’affascinante, ma sdrucciolevole via dell’ AUTOSVEZZAMENTO. Continue reading

il mago dei fornelli

mago fornelliIl fornello a induzione è una delle piu’ recenti ed apprezzate mode in cucina.

Dopo la cottura a micro-onde, quella a induzione è la nuova avanguardia della tecnologia nella preparazione del cibo: da ogni dove si levano voci entusiaste per la sua praticità. Il fatto di non avere una fiamma libera genera nell’utente un senso di sicurezza, specialmente quando, come spesso capita, ci sono bimbi nei paraggi.

Eppure, proprio come la cottura a microonde, la cottura ad induzione nasconde le sue insidie.

La cottura a termoinduzione funziona tramite emissione di EMF: onde elettromagnetiche del tutto simili a quelle utilizzate per la trasmissione dei telefoni cellulari.

In questo articolo si evidenzia come la quantità delle onde EMF trasmesse da una piastra ad induzione possa facilmente superare i limiti di sicurezza vigenti in EU. Tali limiti, lo ricordiamo, sono comunque insufficienti, in quanto le onde EMF sono dannose anche a bassa intensità , specialmente per l’embrione, il feto ed il bambino piccolo. L’uso del cellulare, ad esempio, è altamente sconsigliato fino ai 14 anni di età perchè solo allora il cranio raggiunge uno spessore tale da proteggere decentemente il cervello da occasionali esposizioni, e nonostante cio’ il rischio di tumore al cervello da EMF (spesso proprio per abuso di telefono cellulare) rimane alto anche nell’adulto.

Il paradosso è che, anzichè mantenere i limiti stabiliti nel 1998, l’ICNIRP  abbia pensato di alzare i livelli di esposizione sicura nel 2010; e non certo perchè la ricerca scientifica abbia, nel frattempo, fornito evidenza di innocuità delle EMF. Piu’ probabilmente si tratta di una decisione di convenienza fatta sulla base delle necessità dell’industria . niente di piu’ che un suggello ad uno stato di cose di fatto che non sembra interessante, utile nè conveniente regolamentare in modo stretto ed efficace.microtesla

(nel grafico è illustrato l’aumento della soglia di sicurezza dai valori stabiliti nel 1998 a quelli del 2010, io violazione aperta del principio di precauzione).

Non è responsabile nè corretto alzare la soglia di sicurezza in assoluta mancanza di studi consistenti che dimostrino l’innocuità di questi apparecchi domestici e delle radiazioni che essi emettono. E’ il solito esempio che illustra magistralmente come la salute pubblica abbia da passare in secondo piano rispetto alle necessità del progresso e delle esigenze di mercato…

La sicurezza della piastra ad induzione è valutata considerando una distanza dalla piastra di circa 30 cm; una distanza maggiore di quella che siamo abituati a tenere davanti ai fornelli.  Se già si possiede una piastra ad induzione, avere cura di non utilizzarla in gravidanza ; non permettere ai bambini di avvicinarsi ad essa quando è in funzione; non utilizzare utensili in metallo durante la cottura; ed utilizzare sempre pentole che coprano l’intera superficie della piastra (vedi questo studio ; altre interessanti linee guida per la sicurezza qui.)

Fonti dell’articolo linkato

Altre info su come ridurre le onde EMF nelle nostre abitazioni

Farinata di Ceci DIY

farinataLa farinata è un piatto tipico genovese che divide gli animi: o piace, o non piace. Ma quando piace…piace un sacco !

Per farla in casa, trovare una ricetta che “funzioni”, però, non è facile. Un po’ perchè ogni forno è diverso; un po’ perchè le dosi riportate sulle confezioni o nei siti di ricette online sono proprio, a mio umile avviso, sbagliate, e portano a tragici fallimenti oltrechè a teglie drammaticamente incrostate, capaci di far gettare la spugna alla piu’ determinata e volenterosa delle massaie.

Dopo molti esperimenti , ho quasi casualmente imbroccato le dosi  “giuste” per me e desidero condividerle con voi!

150 gr farina di ceci

500 ml acqua 

1/2 cucchiaino di sale

Olio extravergine di oliva

Teglia metallica (no teflon please!)

La farina di ceci va stemperata con l’acqua e sbattuta bene con una frusta in modo che non faccia grumi.

Deve poi riposare per 6-8 ore.  Per ridurre i tempi di fermentazione, si puo’ aggiungere un cucchiaino di aceto di mele all’impasto ( vi prometto che il sapore non si sentirà). Tuttavia non consiglio di farla riposare meno di 4-5 ore perchè il sapore e la digeribilità ne risentono grandemente.

Trascorso questo tempo, accendete il forno al massimo.  Mentre il forno si scalda, ungete uniformemente  una teglia (siate generosi, l’olio deve colare lungo le pareti) . Versate l’impasto nella teglia: deve rimanere alto fra 5 e 10 mm. Con queste dosi io faccio due teglie, una piccola e rotonda da 24 cm di diametro ed una media rettangolare 30×40 cm…. Lascio il calcolo delle superfici ai geometri !

Con la frusta, agitate bene il composto nella teglia in modo che l’olio, che tenderà ad affiorare in grosse gocce,  si mescoli uniformemente all’impasto.

Infilate la teglia nel forno accertandovi che sia “in bolla”. Qualora non lo fosse, la farinata non cuocerà uniformemente ed una parte della teglia rimarrà “nuda”. Potete aiutare la teglia a stare ben diritta infilandoci sotto un piccolo spessore realizzato con della carta stagnola.

Chiudete il forno ed aspettate con fiducia 20-40 minuti , a seconda del vostro forno. La farinata deve risultare ben dorata, con una crosticina croccante sulla superficie.

Estraete la farinata dal forno e lasciatela riposare 1-2 minuti nella teglia prima di tagliarla a pezzi e servirla ancora ben calda con verdure cotte o crude ( è ottima con il sauerkraut). La farinata calda ha la consistenza di una crema pasticcera molto soda, e raffreddandosi si addensa.

E’ ottima con una bella spolverata di pepe nero macinato di fresco!

Alcune virtù della farinata:

-non contiene glutine

-a differenza dei legumi interi, non fa gonfiare la pancia, non contenendo bucce

– è un piatto molto povero, adatto in tempi di crisi…

– essendo morbida ed appetitosa,  è adatta a tutta la famiglia, inclusi i bimbi in (auto)svezzamento

– essendo preparata con fermentazione, è molto digeribile , a patto di non essere consumata assieme a cereali o ad altri piatti proteici: il suo ideale complemento sono le verdure.

Spero di avervi ispirati!  Sarò felice di sapere come vanno i vostri esperimenti….

placebo o non placebo

placeboNegli ultimi giorni ho assistito, sul web, ad una sistematica azione di discredito nei confronti della medicina omeopatica , portata avanti su piu’ fronti ( sarà telepatia? )

Questa opinione drasticamente e sarcasticamente critica, che apparentemente nasce spontanea dalla tastiera di vari bloggers ed opinionisti pseudo-scientifici , è probabilmente frutto di un lavoro di opinion-making molto piu’ omogeneo e coordinato di quanto non sembri al visitatore casuale. Ma questa annotazione fa parte di un altro, ben piu’ ampio argomento, di cui mi farà piacere trattare un’altra volta.

Personalmente, non sono mai stata particolarmente attratta dalla medicina omeopatica, e nella mia vita ne ho fatto un uso sporadico. Alcune volte ho avuto dei riscontri positivi, altri meno. In un singolo, drammatico caso si è rivelata notevolmente efficace. Tuttavia, questa è la mia esperienza personale, e -come è ovvio- ai fini dell’indagine scientifica non vale nulla. La preciso solo per scrupolo personale, e per chiarire che in sè l’argomento omeopatia non mi appassiona.

Quello che mi spinge ad intervenire nella “guerra all’omeopatia” di questi ultimi giorni non è quindi l’opinione di una affezionata cliente della multinazionale Boiron. So bene, ed anche i bambini sanno, che qualsiasi farmaco è business. D’altronde, questo modello di società ci insegna, fin da quando siamo in fasce, che è il business l’unico, giusto e santo motore del mondo; e , pur non trovandomi d’accordo con questa filosofia, non riesco a criticare Monsieur Boiron perchè vende “acqua fresca” piu’ di Mr. Merck che ha venduto il suo “scientifico” Vioxx per un bel pezzo e ucciso decine di migliaia di persone.

Innanzitutto, mi ha irritata la pretesa dei commentatori di parlare a nome della “comunità scientifica”, e addirittura -piu’ in generale- a nome di tutte le persone “razionali” e “di buon senso” (appellativi la cui vaghezza è estrema ). E’  evidente a chiunque voglia approfondire che l’ambiente scientifico stesso non è omogeneo nè conclusivo sul tema dell’omeopatia. Insomma,  la giuria è ancora al lavoro, e ci vogliono pochi minuti per trovare pubblicazioni mediche e scientifiche che rilevano un’efficacia dell’omeopatia diversa, e maggiore, di quella del placebo. (Un esempio o due. )

Ergo, dire che la scienza ha ampiamente screditato l’omeopatia è una falsità, enunciata nel classico stile del “debunking”: sparala grossa, sparala con prepotenza, e tanti penseranno che è VERA.

In mancanza di argomenti validi e concreti, si utilizza un’altra tecnica-cardine della disinformazione: si ridicolizza e si compatisce la fazione avversa, e si insiste sull’irrazionalità a priori delle premesse dei rimedi inventati da Hahnemann (la diluizione estrema dei preparati, la dinamizzazione dell’acqua ecc).  Se la verità di una teoria potesse basarsi sulla sua congenialità, non sarebbe mai stato possibile passare dalla teoria geocentrica a quella eliocentrica.   Ma per fortuna per una mente libera ed indagatrice non esiste nulla che sia a priori “ridicolo” o  “non vero” : un atteggiamento veramente “scientifico” presuppone una verifica fattuale dell’inefficacia del farmaco omeopatico; verifica che manca.

Da ultimo, trovo ridicolo, infantile e profondamente antiscientifico screditare un rimedio bollandolo come un “placebo”.  Ma perchè il placebo….non piace allo scienziato? La sua stessa esistenza dovrebbe essere motivo di riflessione per la scienza medica ufficiale.

Ad oggi, l’effetto placebo , che è in grado di indurre un reale miglioramento dello stato di salute in una notevole percentuale di pazienti, è largamente sottostimato nelle sue potenzialità. Eppure il perfezionamento dell’effetto placebo, che – si pensa – agisce a livello psichico attivando le capacità di autoguarigione dell’organismo  ( approfondimenti qui e qui )- è estremamente promettente, e lo studio del suo meccanismo potrebbe dare luce ad una medicina minimamente invasiva, priva di effetti collaterali.

Insomma, agli antipodi di quella attuale.  😉

Libertà per le gemelle (repost)

Un repost del 12 Maggio 2009 dal vecchio blog di Gradipo! Lo ri-pubblico dopo aver visto che finalmente se ne parla anche in Italia (qui).


braNon e’ politica.
 Uno studio medico e antropologico condotto da Sydney Singer e Soma Grismaijer nel 2004 ha esaminato oltre 4000 donne, rilevando che le donne che non indossano il reggiseno stanno meglio di salute. Per citare il dato piu’ illuminante, le donne che indossano il reggiseno 24 ore al giorno ( si’, pare che esistano! ) hanno un rischio di sviluppare  tumori al seno 125 volte piu’ alto delle donne che non lo indossano mai.

A quanto pare il reggiseno, specie se stretto, inibisce il corretto drenaggio linfatico dei tessuti. Questo  drenaggio e’ essenziale perche’ le cellule possano eliminare i prodotti di scarto e le tossine. Ne deriva un accumulo di sostanze tossiche nei tessuti.

Naturalmente tutti gli abiti stretti fanno male. Ma di tutti i tessuti il seno e’ uno dei piu’ a rischio, perche’ ricco di ghiandole e di vasi linfatici, ma anche di grasso: proprio il grasso corporeo e’ la destinazione finale della maggior parte delle pericolose  tossine ambientali .

questo link potete verificare come gli esperti di diagnosi e cura dei noduli fibrocistici al seno raccomandino di usare il reggiseno il meno possibile.

Il peggiore di tutti e’ il reggiseno col ferretto: il metallo in esso contenuto sarebbe colpevole di provocare una scorretta stimolazione dello stomaco e della cistifellea (qui i dettagli),oltre a fungere da antenna per le onde elettromagnetiche.

Veniamo ora alla parte interessante del post: le possibili contromisure.

-Abolire il reggiseno.

– Non comprare mai reggiseni troppo stretti.

– Comprare reggiseni senza ferretto.

– Togliere il ferretto dai vostri reggiseni e se proprio lo si sente indispensabile sostituirlo con una banda in plastica (un sito americano le vende qui, ma non ho idea dei costi di spedizione)

– Togliere il reggiseno non appena si arriva a casa. Cosi’ come i nostri mariti si levano la cravatta. Finiti i doveri sociali, tutti liberi di respirare!

Mio marito non ha mai usato la cravatta, ma io continuero’ ad usare il reggiseno fuori casa per vari, piu’ o meno ovvi, motivi. A casa pero’ non esiste motivo di rinunciare alla liberta’.

Chi ha il seno grosso obietta che stare senza reggiseno provoca dolore? Se cosi’ e’, e’ proprio a causa di una cronica infiammazione dei tessuti del seno: gli esperti di noduli fibrocistici promettono che il dolore sparira’ in pochi giorni, non appena i tessuti si saranno ossigenati.

L’ultima barriera da superare e’ quella della vanita’: non ci hanno sempre detto che stare senza reggiseno fa venire le tette cadenti? Ebbene, tutta l’informazione (empirica) che io abbia trovato in merito punta ad indicare che stare senza reggiseno non provoca affatto il seno cadente, ma al contrario favorisce una corretta postura della schiena, facendo lavorare i muscoli del busto. Inoltre la pelle, essendo libera di respirare, si tonifica e, nel tempo, si rilassa di meno. In barba ai pareri degli esperti.

E adesso non avete piu’ scuse!

insolito pensiero giallo

Come al solito, per la “Festa della Donna” si sprecano le banalità neo-e-vetero-femministe, ma quest’anno non vi annoierò deplorandole. mimosaChi, come me,  ne è arcistufa oggi puo’ dedicarsi ad una lettura utile e del tutto scevra dal vittimismo di categoria.
Vi parlo di una nostra gialla amica…. E’ la mimosa?

No!

E’ la spezia Curcuma.curcuma

La Curcuma è nota anche come “zafferano indiano”. Assai meno pregiata del nostro fiore, è anche meno indicata per fare il risotto. Miscelata invece ad altre spezie come cumino, chili e coriandolo compone e dà colore alla miscela del noto curry .

Come molte altre spezie la Curcuma è una vera e propria bomba nutrizionale, un concentrato di sostanze preziose per il nostro organismo, sostanze di cui le nostre diete sono sempre piu’ carenti e di cui il nostro corpo, sottoposto ad insulti quotidiani, ha sempre piu’ bisogno.

In particolare la Curcuma esplica una attività protettiva e curativa nei confronti del cancro, in special modo del cancro al seno. La curcumina , che induce l’ apoptosi (il “suicidio”) delle cellule cancerose, è attiva anche sui tumori piu’ aggressivi, che rispondono meno alle terapie convenzionali , e non interferisce con l’ efficacia delle altre cure.

Le voci ufficiali non si pronunciano ancora sulla curcumina, ma ci sono molti studi promettenti già pubblicati o in corso (svariati links in calce a questo post). Piu’ interessante per i profani è l’ illuminante testimonianza di questa donna inglese che, dopo la chirurgia,  ha scelto di cambiare radicalmente il suo stile di  vita, adottando una dieta speciale e sostituendo la terapia convenzionale per la prevenzione delle ricadute con un abbondante uso di curcuma.

Il modo migliore di assumere questa spezia?  A crudo o con leggera cottura, accompagnata da olio di oliva e pepe nero. Il medium oleoso e la piperina presente nella spezia piccante ne accentuano infatti la biodisponibilità.

…Avete bisogno di altri buoni motivi per usare la curcuma?

1.  E’ un antisettico naturale. Puo’ anche essere utilizzato su ustioni e ferite.
2. Disintossica il fegato
3. Previene l’insorgenza di moltissimi tipi di tumore
4.E’ un antinfiammatorio naturale
5. E’ un potente antiossidante.
6. E’ un analgesico naturale (utile anche per i crampi mestruali!).
7.Previene e rallenta il morbo di Alzheimer riducendo la placca amiloide nel cervello
8. E’ famosa nella medicina cinese come trattamento antidepressivo.
9. Migliora il metabolismo dei grassi e favorisce la perdita di peso
10. Impedisce la crescita di vasi sanguigni nei tumori
11.Favorisce la rigenerazione epiteliale: è un trattamento di bellezza dall’interno                                    12. E’ utile nel trattamento della psoriasi e di altre condizioni infiammatorie della pelle.

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