Sparlare dei vizi pubblici e privati del signor B è diventata una consuetudine talmente omologante da suscitarmi una nausea terribile. 

La barzelletta e la battuta sul signor B rappresentano un lasciapassare eccellente ovunque à gauche, e nessuno sembra stufarsi di questo gioco, nonostante duri ormai da quasi quindici anni.

Ma la sua esistenza politica, che molti riconoscono come la causa prima di ogni barbarie nel Paese, non è, di fatto, che un semplice sintomo dello stato di cose.
Non credo che il suo operato meriti tanta apprensione e tanto interesse da parte di chi non lo ha votato. E non voto piu’, ormai da molti anni, qualcuno la cui unica, presunta virtù è quella di non chiamarsi signor B. 
Preferisco restare a casa.

Iinoltre, la presenza del signor B. a capo del governo è espressione di una indiscutibile volontà popolare, che per quanto sia non condivisibile, è comunque legittima. Liquidare il voto popolare sostenendo che si tratta di un nutrito branco di deficienti mi sembra presuntuoso.
Soprattutto alla luce della palese mancanza di nervo da parte dei suoi avversari, che il signor B mette al tappeto prima di tutto in virtù del suo osceno, fiero candore nell’essere se stesso.

Alla non-cultura del signor B, l’opposizione reagisce con una patetica “indignazione” (parola ormai demodé ), ed un humour oramai molto, molto trito. E dai salotti alle osterie, a sinistra non emerge per davvero un solo pensiero degno di nota: non si parla che del signor B.

Non si parla di ecologia. Non si parla di pedagogia. Non si parla di alimentazione. Non si parla di educazione ( e non si parla con educazione).
Si chiacchera, un po’ stancamente, di tutto e di niente; e l’unico fervore è lì: nel parlar male del signor B! Allora si accendono gli animi, brillano gli occhi.

Molti hanno fatto di sfotterlo e diffamarlo una vera professione, e vanno in tour nei teatri “giusti”. E il biglietto si paga!

Che ne sarebbe di loro… senza il signor B ?

Io credo che questi stomaci forti meritino di gustare il signor B in ogni salsa, per molti anni a venire.

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