Category Archives: Ricette

felici e imburrati

La nostra famosa e supercollaudata ricetta di biscotti al grano saraceno si avvale di un ingrediente segreto: il ghee.

Pochi sanno come si prepara in casa questo utilissimo burro anidro, o burro chiarificato, perfetto da utilizzare in sostituzione del burro in torte e dolci, ma anche per cucinare risotti, stufati e verdure. La sua virtu’ principale e’ quella di essere molto resistente alle alte temperature:  e’ infatti stabile anche oltre i 200 gradi, mentre il comune burro annerisce gia’ a 130 gradi.  Il ghee contiene piu’ grassi del burro: e’ infatti una specie di burro concentrato.  Per questo quando lo si sostituisce al posto del burro in una ricetta si puo’ ridurre il peso dell’ingrediente del 20% circa. I risultati sono ottimi soprattutto nel caso dei biscotti, che risultano meravigliosamente asciutti e croccanti.

Prima di passare alla ricetta, vorrei dire una parolina in difesa del burro, che dopo essere stato demonizzato per tanto tempo e’ stato recentemente scagionato dall’accusa di essere dannoso , come gia’ era accaduto al povero uovo. Continue reading

pulire con coscienza

Per pulire le superfici dure del bagno, ecco un ottima ricetta per un detergente atossico e fai da te ad una frazione del costo dei detersivi ( sia bio che convenzionali) in commercio.  Abrasivo senza graffiare, è molto  efficace e ne basta pochissimo.

Occorrente:

-bicarbonato di sodio

-detersivo per piatti  ( possibilmente eco)

-olio essenziale a scelta per profumare (opzionale).

-Un qualsiasi contenitore con tappo ermetico( tipo tupper)

Versare  una tazza di detersivo in una ciotola, aggiungere 20 gocce di olio essenziale e poi il bicarbonato setacciato ( per evitare la formazione di grumi) fino ad ottenere una pasta di consistenza morbida ma solida.

La pasta cosi’ ottenuta ha una durata indefinita ed è ottima per tutte le superfici lavabili .

Provare per credere!

una panacea quasi gratis

E’ il Kefir, bevanda a base di latte fermentato simile allo yogurt, originaria del Caucaso. Le popolazioni che tradizionalmente fanno consumo di kefir sono fra le piu’ longeve del pianeta e godono di un’ottima salute.

Il Kefir contiene piu’ fermenti di qualsiasi costoso probiotico da farmacia, ed a parte l’irrisorio costo iniziale, si puo’ produrre in casa al costo del latte.

L’elenco di tutto cio’ che il Kefir puo’ fare per la salute umana sarebbe troppo lungo da pubblicare. D’altra parte chiunque puo’ farsene un’idea leggendo sul web le migliaia di testimonianze positive in merito.

Nel lungo periodo ( 3 mesi e piu’) l’assunzione di Kefir ha effetti risolutivi su moltissimi problemi comuni e fastidiosi, dall’acne ai problemi digestivi alle infezioni ricorrenti, comprese quelle resistenti agli antibiotici di uso comune. Un bicchiere al giorno è in grado di riequilibrare alla perfezione la flora intestinale, che è  un presupposto fondamentale di tutta la salute dell’organismo.

In particolare ritengo utile menzionare che un suo consumo regolare è in grado di sradicare lo Streptococco B, il batterio tanto temuto dalle gestanti all’avvicinarsi del parto.

Reperire e utilizzare i grani del kefir non è difficile
. Il suo sapore, simile a quello dello yogurt, ma leggermente frizzante, è gradito ai piu’ ed incontra in genere anche i gusti dei piu’ piccini.

fai da te per il bebè

Sempre in tema di pannolini, molto in voga da queste parti, vi propongo oggi una ricetta per fare in casa la pasta protettiva all’ossido di zinco: la famosa “pasta di Fissan” , quella densa e bianca da spalmare prima del cambio.


INGREDIENTI + OCCORRENTE
 per 150 ml di crema:

100 gr olio di mandorle, oppure olio di oliva o altro olio vegetale
30 gr cera d’api grezza (reperibile presso erboristerie fornite e dagli apicultori)
15 gr ossido di zinco in polvere ( ordinabile in farmacia).
grembiule da cucina
frusta a mano o elettrica
due pentolini per il bagnomaria
stracci da buttare o abbondante carta da cucina

PREPARAZIONE

Mettere olio e cera in un pentolino. Porre il pentolino a bagnomaria fino a quando tutta la cera non sia sciolta.
Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare fino a che il contenuto non si raffreddi abbastanza da poter essere toccato senza bruciarsi.
Unire l’Ossido di Zinco mescolando bene con una frusta da cucina o con una forchetta.
Trasferire il composto ottenuto in una coppetta o in un barattolino largo e piatto.
Pulire prima minuziosamente tutti i recipienti e gli utensili con gli stracci asciutti o la carta, poi sgrassare con acqua calda e detersivo per piatti.

Questa ricetta è per una crema al 10% di Ossido di Zinco. Avendola testata personalmente, trovo che sia meno “bianca” delle solite ( che hanno in media il 20-30% di O.d.Z.). Volendo la si puo’ correggere in questo senso, per fare cio’ occorrerebbe probabilmente diminuire in proporzione la cera d’api.

.Perchè non saltare tutto questo sbattimento a piè pari, e comprare la pasta di Fissan?
 Ad esempio perchè fare in casa questa ricetta è facile, divertente e abbastanza veloce. Poi perchè una crema come questa, a base di Olio di Mandorle, è molto migliore delle creme commerciali, che sono a base di paraffina. Infine c’è un bel risparmio, soprattutto considerando la qualità degli ingredienti ( una crema simile, come ad esempio la crema per il cambio del noto marchio tedesco Weleda, costa ben 9 € per 75 ml! ) .

Fonte della ricetta 

Sauerkraut, che cavolo è?

Questa ricetta è molto facile e vi introdurrà in un universo nuovo!

Il termine Sauerkraut ( letteralmente “cavolo acido”) , è di origine alsaziana, ma piatti simili a questo sono tipici delle cucine tradizionali di tutto il mondo, dal coreano Kimchi al messicano Cortido.

Il cavolo, affettato molto sottilmente, viene fatto fermentare da lattobacilli. Ne risulta un alimento quasi indeperibile, dal sapore acido e caratteristico.

Nella tradizione popolare è considerato un cibo purificante e disintossicante, utile nel trattamento delle affezioni digestive e respiratorie, nonchè rimedio primario ai postumi da sbornia per la sua capacità di neutralizzare gli effetti dell’intossicazione da alcool.

Il Sauerkraut si prepara con cavolo ( in genere cavolo bianco) finemente affettato, ed il suo sapore caratteristico e astringente, insieme alla sua ricchezza in fermenti ed enzimi, lo rendono un accompagnamento ideale a molti piatti, in special modo agli alimenti proteici come carne, uova, formaggio o legumi, di cui favorisce la digestione.

I benefici del Sauerkraut derivano anzitutto dal fatto di essere a base di cavolo – verdura nota per il suo contenuto di Vitamina C, fibra, manganese, vitamina B6 e folato ( famose inoltre le le sue virtù nella prevenzione del cancro e nel trattamento dell’ulcera peptica).
Ma cio’ che rende cosi’ speciale ed unico questo piatto è il processo di fermentazione, che lo trasforma in un alleato prezioso della nostra salute.

La fermentazione produce fermenti probiotici , che a loro volta producono enzimi che stimolano la digestione, promuovendo una flora intestinale sana e varia.
la fermentazione produce anche isotiocianati, composti che hanno evidenziato proprietà anticancro attraverso test in vitro e su animali.

Ma veniamo al dunque. Come si prepara il Sauerkraut? La ricetta è semplice!

SAUERKRAUT

1 cavolo medio,
2 cucchiai di sale marino integrale,
opzionale: semi di cumino, aglio, cipolla, pepe nero, peperoncino, zenzero e/o altre spezie secondo il gusto personale ( noi lo prepariamo con 1 spicchio di aglio, 1 cucchiaino di semi di cumino e cipolla affettata).

Nota bene: tutti i recipienti e gli utensili devono essere molto puliti.
La quantità di sale non deve essere diminuita, essa è infatti garanzia di una fermentazione sana.

-Lavare il cavolo, tagliarlo in quarti ed eliminare il torsolo.
-Con un buon coltello a lama lunga affettare il cavolo il piu’ sottilmente possibile.
-Raccogliere il cavolo affettato in una pentola o in un altro recipiente capiente.
-Salare con 2 cucchiai di sale fino.
-Con le mani ben pulite, lavorare il cavolo in modo da distribuire il sale in maniera uniforme.
-Lasciar riposare almeno due ore.
-Lavorare nuovamente il cavolo, che sotto l’azione del sale inizierà a dare il succo, in modo che ne produca il piu’ possibile. Unire le spezie e l’aglio pestati al mortaio, e volendo cipolla affettata ( alcuni apprezzano anche rondelle di carote o pezzetti di sedano).
-Quando il cavolo si presenta traslucido e ben umido, trasferirlo in un barattolo di vetro capiente, tipo quelli da conserva casalinga ( per 1 cavolo intero in genere ci vuole 1 barattolo da 1,5 lt.).
-Con un cucchiaio di legno o un pestello pressare il cavolo il piu’ possibile nel recipiente. Non devono esserci bolle d’aria e la superficie del cavolo deve essere raggiunta e possibilmente coperta dal liquido. Non riempire mai il barattolo fino in cima: l’ideale è che il cavolo arrivi circa 4-5 cm sotto all’imboccatura.
-Trasferire in un luogo fresco e tranquillo, e lasciar riposare per un minimo di tre giorni ( fino ad una settimana).

Dopo tre giorni il vostro Sauerkraut è pronto.
 Non preoccupatevi se aprendo il barattolo sentite un fischio, e/o vedete delle bollicine in superficie: sono segno che tutto procede per il meglio.
Il vostro capolavoro di fermenti vivi potrà tranquillamente essere conservato in frigo per sei mesi, il suo sapore migliora con il passare del tempo!

Ora potete assaggiare il Sauerkraut. Lo scoprirete delizioso con un filo d’olio accanto a qualsiasi secondo piatto, e sarà una gustosa aggiunta alle vostre insalate. Presto non potrete piu’ viverne senza…soprattutto durante un lungo, freddo inverno come questo!

Tutto sulle verdure fermentate ( non solo cavolo!) qui (in lingua inglese).

baciati dal sole

Arriva il sole. Ma prenderlo fa bene o male?

Ho trovato interessante leggere questo articolo nel quale si spiega come il pericolo che deriva dall’esposizione ai raggi solari sia legato ai raggi UVA e non ai raggi UVB. I raggi UVB del sole sono fondamentali alla salute umana e consentono la produzione di Vitamina D, che oltre a proteggerci dal cancro è fondamentale per l’apparato scheletrico e il sistema immunitario. ( Avevamo gia’ parlato di Vitamina D qui).

Il modo migliore di fare il pieno di raggi UVB, ottimizzando la nostra produzione di di Vitamina D, e’ esporsi quotidianamente al sole fra le 10 AM e le 2 PM ( vi ricorda niente? ironicamente…), senza filtri solari, e di rimanere al sole per un tempo breve, variabile a seconda del tipo di pelle ( 10-20 min per la pelle chiara). L’ esposizione dovrebbe essere sufficiente a colorire leggermente la pelle senza arrossarla: oltre questa fase i raggi UVB non apportano ulteriori benefici e  danneggiano lo strato superficiale della pelle.
Il modo peggiore per fare il pieno di raggi UVA, che danneggiano la pelle in profondita’ e sono responsabili dell’aumento di incidenza del cancro, e’ prendere il sole nelle ore meno calde, in cui i raggi UVA sono piu’ abbondanti dei raggi UVB. Prendere il sole attraverso i vetri delle finestre e’ dannoso in quanto solo i raggi UVA possono attraversarli ( link )

Infine, la stragrande maggioranza di creme e filtri solari contiene sostanze cancerogene
 il cui assorbimento e’ potenziato dalla luce e dal calore del sole, pertanto consigliamo di astenersene, cercando soluzioni piu’ sicure… Unaricetta fai da te per crema solare qui.

biscotti per tutti

biscotti

La farina di grano saraceno, molto digeribile perche’ priva di glutine , e’ buonissima e ricca di minerali. Provatela in questi biscotti buoni da morire, che vanno a ruba da queste parti!

1 In una ciotola sbattere con il frullino:

75 grammi di zucchero integrale
75 grammi di burro

2 Aggiungere 1 uovo intero, 1 pizzico di sale marino, 1/4 cucchiaino di bicarbonato e sbattere fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

crema

3 ( tutto facoltativo).Unite i semini di 1/3 di bacca di vaniglia, una goccia di olio essenziale di limone, e se volete farvi piacevolmente del male dei pezzetti di cioccolato fondente .

4 Unite la farina di grano saraceno. Quanta? Non ve lo so dire, quanto basta ad ottenere un composto molto morbido ma non appiccicoso, da stendere con la mano infarinata all’altezza di 8 mm e ritagliare con le formine.

Infornare a 150° in forno ( meglio se non ventilato) per 10 min o finche’ non sono dorati.

Ci metterete 20 minuti del vostro prezioso tempo, ma vi garantisco che non vi pentirete!