contenti tutti


Ho letto ultimamente del ritiro dal commercio del farmaco Nopron, (niaprazina), noto fra le mamme insonni come ultima spiaggia per far dormire il proprio bimbo.

Avevo sentito parlare del Nopron per la prima volta qualche anno fa, durante una interminabile gita in pullman con l’asilo.                                                                                 Mentre l’autista sbagliava strada per la terza volta, e mia figlia treenne, dopo aver vomitato tutto il possibile, capitolava con la testa sulle mie ginocchia, avevo avuto modo di sentire le ciniche madri genovesi (un club per me impenetrabile, allora ancor piu’ di adesso) esplorare le tematiche piu’ svariate: i prezzi del parrucchiere, il miglior veterinario per porcellini d’India, le primarie americane Hillary vs. Obama, e infine, ciliegina sulla torta, il Nopron ed i suoi validi usi.

Ricordo nitidamente il sorriso ed il tono spavaldo di una mamma che affermava di usarlo due volte alla settimana per uscire serenamente alla sera, lasciando i tre figli con la babysitter.

Ora, io non mi permetto di giudicare l’operato di genitori che, probabilmente esausti per le notti in bianco, si rivolgono al pediatra e ne escono con il Nopron. In questi casi l’errore sta nella struttura sanitaria che, in pieno stile allopatico,  propone questa non-soluzione.

Ma  se si parla di automedicazione, e di idee sgamate per uscire alla sera, non vedo attenuanti .                                                                                                                                    Il binomio Pampers-Pampero ( geniale trovata stilistica di una mamma-icona che si è fatta portavoce di quello che le mamme non dicono ) è davvero, per sua natura, molto difficile da praticare, e conduce in terreni molto sdrucciolevoli sui quali personalmente sono molto felice di non avventurarmi.                                                                                  Sono assolutamente dell’idea che il genitore debba ridimensionare le proprie esigenze, ed accettare la crescita che il suo ruolo comporta.  Questo non significa necessariamente guardare Bambi il sabato sera… ma nemmeno drogare i figli per passare una serata con amici ! E qui la stessa Wonderland, messa da parte per un attimo l’ironia che la caratterizza,  si dimostra una madre saggia ed equilibrata ( vedi il suo commento a questo post ).

Insomma, spesso fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…  Spesso, ma non abbastanza, se si pensa che i bambini sotto cura psichiatrica in Italia sono 50000.

Il ritiro dal mercato del Nopron non è una soluzione all’abuso di psicofarmaci nella terapia di  vari “disturbi” infantili, ed è probabilmente dettato da una questione di opportunità: perfino negli USA, paese leader nell’abuso da farmaci, il noto antistaminico Benadryl, che viene impropriamente usato come sedativo per bambini. non è ufficialmente utilizzabile sotto ai 5 anni di età, mentre il Nopron, presente sul mercato francese con indicazione dai 3 anni in su,  in Italia veniva somministrato di routine anche ai neonati .  I dati raccolti sugli effetti collaterali a medio e a lungo termine stavano diventando preoccupanti , e l’AIFA ha preferito fare un passo indietro.

 

Il caso rappresenta tuttavia una preziosa occasione per discutere di questo tema e cercare ancora una volta  soluzioni migliori.  Fra il Nopron ed il metodo “Fate la Nanna”di Estivill, esiste la mitologica possibilità di trovare un “terzo guanciale” che sia comodo per tutti ?

Lo ammetto, forse no. Noi comunque stiamo zingaramente  sopravvivendo .  E se capite cosa intendo, potete riderci su anche voi.

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