l'evasore della porta accanto

Con i tempi che corrono una maglietta simile, oltre ad essere un capolavoro di cattivo gusto, è una istigazione all’odio sociale.

Mi stupisce il fatto che l’era della lotta all’evasione fiscale sorga proprio ora, in singolare coincidenza con la peggior crisi dello stato sociale che le generazioni dal dopoguerra ad oggi abbiano mai vissuto. E mi viene da pensare che la triste commistione fra interesse pubblico e capitale privato abbia a che fare con tanto zelo…

Non capisco come si possa addossare il disastro nel quale versa il paese al piccolo commerciante che non fa lo scontrino rischiando una multa perchè, probabilmente, non riesce a sbarcare decentemente il lunario. E’ un po’ come dire che Trenitalia ha un servizio penoso perchè alcuni farabutti viaggiano a ufo…

Intendiamoci, sono assolutamente per il dare a Cesare quel che è di Cesare.  Evadere il fisco è certamente un reato del quale non intendo fare apologia. Ma demonizzare il piccolo evasore non aiuta la collettività.

Perchè si pagano le tasse ? Esse non sono certo un “pizzo” qualsiasi, altrimenti che cosa distinguerebbe lo stato da una mafia locale?

Le tasse si pagano, teoricamente parlando, per costruire, mantenere e migliorare i servizi pubblici.  Per la manutenzione delle strade, l’istruzione dei bambini, la tutela del verde e della salute dei cittadini, per pagare gli stipendi a chi lavora nello stato….Si pagano per contribuire tutti insieme alla qualità della nostra vita.

Questa è la teoria, ed è bella e giusta. Purtroppo però mi scappa di ricordare che lo Stato italiano spenda 50.000 € al minuto in spese militari. Avete letto bene, tutti gli zeri sono al loro posto: sono 76 milioni al giorno. Dal 1990 ad oggi le spese militari dello Stato italiano sono quasi raddoppiate.

Non c’è bisogno che io ricordi, invece, lo sfacelo del bene pubblico e la penuria delle risorse che subiamo in tutti i settori, nonostante l’impegno di tanti singoli che accettano di rimboccarsi le maniche in prima persona.

Se ci fosse stato un referendum,  chi di noi avrebbe votato di sacrificare lo stato sociale al mostro bellico? Eppure ci viene chiesto di racimolare gli ultimi centesimi dalle tasche, stringere i denti… e ora perfino – dulcis in fundo – di diventare esattori a nostra volta, e svergognare il primo capro espiatorio che ci capita a tiro.

La solidarietà è un bene pubblico, e la decenza un bene privato. Questi nessuno ce li puo’ levare. Teniamoceli stretti!

Quasi dimenticavo: sapevate che esiste anche una ragione per la quale lo scontrino è (addirittura!) indesiderabile? Quando andiamo al supermercato, dove esso rimane una certezza,  il mio consiglio è di disfarsene il prima possibile.

 

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