fai da te per il bebè

Sempre in tema di pannolini, molto in voga da queste parti, vi propongo oggi una ricetta per fare in casa la pasta protettiva all’ossido di zinco: la famosa “pasta di Fissan” , quella densa e bianca da spalmare prima del cambio.


INGREDIENTI + OCCORRENTE
 per 150 ml di crema:

100 gr olio di mandorle, oppure olio di oliva o altro olio vegetale
30 gr cera d’api grezza (reperibile presso erboristerie fornite e dagli apicultori)
15 gr ossido di zinco in polvere ( ordinabile in farmacia).
grembiule da cucina
frusta a mano o elettrica
due pentolini per il bagnomaria
stracci da buttare o abbondante carta da cucina

PREPARAZIONE

Mettere olio e cera in un pentolino. Porre il pentolino a bagnomaria fino a quando tutta la cera non sia sciolta.
Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare fino a che il contenuto non si raffreddi abbastanza da poter essere toccato senza bruciarsi.
Unire l’Ossido di Zinco mescolando bene con una frusta da cucina o con una forchetta.
Trasferire il composto ottenuto in una coppetta o in un barattolino largo e piatto.
Pulire prima minuziosamente tutti i recipienti e gli utensili con gli stracci asciutti o la carta, poi sgrassare con acqua calda e detersivo per piatti.

Questa ricetta è per una crema al 10% di Ossido di Zinco. Avendola testata personalmente, trovo che sia meno “bianca” delle solite ( che hanno in media il 20-30% di O.d.Z.). Volendo la si puo’ correggere in questo senso, per fare cio’ occorrerebbe probabilmente diminuire in proporzione la cera d’api.

.Perchè non saltare tutto questo sbattimento a piè pari, e comprare la pasta di Fissan?
 Ad esempio perchè fare in casa questa ricetta è facile, divertente e abbastanza veloce. Poi perchè una crema come questa, a base di Olio di Mandorle, è molto migliore delle creme commerciali, che sono a base di paraffina. Infine c’è un bel risparmio, soprattutto considerando la qualità degli ingredienti ( una crema simile, come ad esempio la crema per il cambio del noto marchio tedesco Weleda, costa ben 9 € per 75 ml! ) .

Fonte della ricetta 

“questi sono i miei gioielli”

Così, secondo il famoso aneddoto , diceva Cornelia madre dei Gracchi, mostrando i suoi due figli ad una matrona romana che si era vantata con lei dei monili che indossava.

Un bambino oggi è uno status che poche donne vogliono farsi mancare. Ma il vero lusso non è procreare in sè, bensì avere il prezioso tempo da trascorrere con i propri bambini.

Lo sanno bene le mamme che, lavorando a tempo pieno, sono costrette a lasciare i loro piccini in custodia  ai nonni, ai nidi o alle babysitter, e che diventano il target di gioielli come questi. Gli stilizzati bambini-feticcio realizzati in diversi metalli preziosi e in diverse misure ( vale a dire, per tutte le tasche) consentono di non privarsi del tutto dell’orgoglio e della soddisfazione di essere madre: in ufficio, sul tram, in coda al supermercato, alle migliaia di altrimenti ignari osservatori, questi gioielli sono la prova della piu’ antica fra le tante “competenze” femminili : quella riproduttiva.

Un magro premio di consolazione!

La donna contemporanea porta in giro questi gioielli e silenziosamente dichiara ( non senza malinconia, o almeno cosi’ mi piace pensare): “Questi sono i miei figli.

radice MAgiCA

Questo buffo raperonzolo si chiama Maca ed è originario del Perù.

Il Maca è un tubero davvero speciale, che ha le potenzialità di offrire un netto miglioramento della salute generale.
Prima che un supplemento, il Maca è un alimento vero e proprio, consumato da centinaia di anni dalle popolazioni andine.
Per la sua densità di nutrienti e il prezioso contenuto in aminoacidi è un alimento fortemente energizzante, ideale per sportivi e per chi conduce una vita molto attiva.
Il Maca è un alimento adattogeno, in grado cioè di modulare la sua attività in base ai fabbisogni individuali dell’ organismo che lo riceve.
Per queste sue caratteristiche, il Maca è utile a garantire una ottimale nutrizione durante la gravidanza e l’allattamento, sostenendo la madre e promuovendo la crescita sana del bambino. 
La mia esperienza personale con il Maca è di assoluta soddisfazione!

Una delle sue virtù piu’ interessanti è la capacità di potenziare la fertilità in entrambi i sessi ; cio’ avviene perchè i livelli ormonali vengono normalizzati, ed eventuali squilibri vengono corretti. Cio’ è conseguenza dell’eccellente stato di benessere e dalla superiore nutrizione che deriva dal consumo regolare di questa radice.
Sul web non mancano le testimonianze di coppie infertili che sono riuscite a concepire un bambino grazie ad una “cura” di Maca!
Proprio perchè si tratta di un alimento, e non di un supplemento, consiglierei di assumerlo nella sua forma piu’ semplice: farina di Maca, meglio se essiccata al sole. Capsule e compresse di Maca concentrato sono ( forse ) ugualmente efficaci, ma preferisco inserirlo nella mia dieta con tutto il suo apporto, calorico e nutritivo, inalterato.

La farina di Maca ha un gusto leggermente amarognolo ma gradevole, è apprezzabile nello yogurt, magari con un po’ di miele. Si tratta di un vero Super-Cibo, in grado di sostituire un pasto completo: quando si va di fretta, e non si ha tempo di cucinare, un frullato con due cucchiai di Maca sostiene e sazia per molte ore.

Uno o due cucchiai al giorno per un mese sono sufficienti ad apprezzarne tutti i benefici.

microonde, un altro grande “no grazie”

microonde

Ricerche sulla pericolosita’ della cottura al microonde e sui suoi effetti dannosi per la salute umana condussero l’Unione Sovietica a bandire questa tecnologia gia’ dal 1976; negli anni 80 un ricercatore svizzero ( il dr. Hertel ) condusse degli esperimenti che provavano in modo inconfutabile la tossicita’ della cottura al microonde, e per questa sua scomoda scoperta passo’ molti guai.

Vi invito a liberarvi del forno a microonde. La cottura dei cibi e’ gia’ in se’ stessa un procedimento innaturale che andrebbe utilizzato con parsimonia ed evitato quando possibile: l’essere umano e’ l’unica creatura del pianeta a cuocere il proprio cibo, ed è, fra le altre cose , anche la piu’ malata.

La cottura al microonde non si limita a distruggere i nutrienti nel cibo, o a formare tossine. Il riscaldamento a microonde, provocato dall’attrito fra le molecole, provoca la distruzione delle pareti cellulari nel cibo che mangiamo.

Non mi dilungo, ma lascio un link in inglese ed uno in italiano.

vengo anch'io!

La presenza dei padri in sala parto è ormai una consuetudine, è quasi un must del politicamente corretto. Eppure, non è detto che sia la soluzione migliore. Certamente ci sono molti tipi di coppia, e molte diverse situazioni che rendono piu’ o meno opportuna questa decisione . Ma è bene tenere a mente che non si tratta di una scelta obbligata, nè dell’unica possibile, anche se in questo particolare momento storico essa sembra essere universalmente considerata la piu’ “giusta” .

Ho trovato interessante in merito questo articolo di Michel Odent, medico chirurgo, autorevole voce a favore del parto attivo e naturale .

Secondo l’esperienza di Odent, che gestì una casa del parto naturale a Pithiviers, in Francia, per 23 anni (dal 1962 al 1985) , la presenza dell’uomo in sala parto puo’ essere un fattore destabilizzante, ritardare il naturale succedersi degli eventi, aumentare le preoccupazioni della donna, e persino condurre, dopo la nascita, a problemi sessuali e di coppia.

La risposta biochimica all’evento del parto comprende spesso, per l’uomo, un picco di adrenalina 
che accentua la risposta razionale. Questo atteggiamento puo’ contagiare ed influenzare negativamente la risposta ormonale della donna, che farebbe piu’ fatica ad abbandonarsi ai suoi istinti naturali.

Essere testimoni della nascita potrebbe inoltre influenzare negativamente la ripresa della vita sessuale dopo la nascita del bambino.

Odent formula anche l’ipotesi di una “depressione postpartum” maschile, ricordandoci che in molte culture esistono rituali per canalizzare le reazioni emozionali dell’uomo durante e dopo il parto. Secondo Odent, nella maggioranza dei casi l’uomo sarebbe provato psicologicamente dall’esperienza della nascita assai piu’ della sua compagna.

L’argomento è controverso, ed è >discusso nei dettagli qui da vari “esperti” del settore.

Indipendentemente dalle esperienze positive di molte altre persone, è importante e confortante sapere che anche rifiutare la presenza del proprio marito o compagno in sala parto puo’ essere una scelta sensata e del tutto “normale”, anche se decisamente controcorrente .

Cinque anni fa fu proprio questa la mia scelta , presa all’ultimo minuto.
Durante l’attesa, mi sentivo certa che avrei voluto mio marito in sala parto. E invece, contraddicendo tutti i progetti fatti in gravidanza, lo spedii letteralmente a casa!
In quel momento temevo di perdere la mia preziosa concentrazione, di essere “distratta” dalla sua presenza.

Purtroppo non fui in grado di mandare a casa anche un po’ del personale medico, decisamente invadente e in sovrannumero… Ma questa è un’altra storia, e meriterebbe un capitolo a parte.

mai più in scatola

Il BPA, o Bisfenolo A, è una sostanza contenuta in molte plastiche, comprese molte plastiche alimentari, la cui pericolosità è stata dimostrata: si tratta di un perturbante endocrino, ovvero di una sostanza (fra le molte) capace di causare gravi disturbi ormonali e metabolici, ed è pericolosa anche se viene assunta in piccolissime quantità .
Già nel 2008, le ditte canadesi ed americane hanno provveduto a ritirare dal commercio bicchieri e biberon in plastica, sostituendoli con prodotti privi di BPA. il governo canadese ha anche legiferato in merito, sulla base di consistenti dimostrazioni scientifiche della realtà di questo problema.
L’anno scorso, anche in Europa il BPA è stato eliminato da tutte le stoviglie per la prima infanzia (incluse tazze e biberon) ma è ancora presente in bicchieri e contenitori alimentari in policarbonato ( una comunissima  plastica trasparente e dura, come ad esempio quella dei bicchieri dei frullatori).

Oggi vorrei però puntare il dito sui: pelati in scatola. Il BPA infatti migra negli alimenti per semplice contatto, e cio’ avviene in modo clamoroso se gli alimenti, soprattutto se liquidi, sono caldi oppure acidi.

I pomodori pelati, onore e vanto della tradizione italiana, sono immersi in liquido, sono acidi, e sono perlopiu’ inscatolati caldi nelle bellissime latte dall’interno “smaltato” in plastica bianca al BPA.
E allora?
Stop ai pomodori in lattina: via libera a quelli in barattoli e bottiglie di vetro.

Ma i pelati non sono soli. Moltissimi cibi in scatola hanno evidenziato livelli di BPA troppo elevati, e fra questi il peggiore è purtroppo il latte in polvere, con un campione altamente contaminato su tre.

Piu’ info a questo link.

Sauerkraut, che cavolo è?

Questa ricetta è molto facile e vi introdurrà in un universo nuovo!

Il termine Sauerkraut ( letteralmente “cavolo acido”) , è di origine alsaziana, ma piatti simili a questo sono tipici delle cucine tradizionali di tutto il mondo, dal coreano Kimchi al messicano Cortido.

Il cavolo, affettato molto sottilmente, viene fatto fermentare da lattobacilli. Ne risulta un alimento quasi indeperibile, dal sapore acido e caratteristico.

Nella tradizione popolare è considerato un cibo purificante e disintossicante, utile nel trattamento delle affezioni digestive e respiratorie, nonchè rimedio primario ai postumi da sbornia per la sua capacità di neutralizzare gli effetti dell’intossicazione da alcool.

Il Sauerkraut si prepara con cavolo ( in genere cavolo bianco) finemente affettato, ed il suo sapore caratteristico e astringente, insieme alla sua ricchezza in fermenti ed enzimi, lo rendono un accompagnamento ideale a molti piatti, in special modo agli alimenti proteici come carne, uova, formaggio o legumi, di cui favorisce la digestione.

I benefici del Sauerkraut derivano anzitutto dal fatto di essere a base di cavolo – verdura nota per il suo contenuto di Vitamina C, fibra, manganese, vitamina B6 e folato ( famose inoltre le le sue virtù nella prevenzione del cancro e nel trattamento dell’ulcera peptica).
Ma cio’ che rende cosi’ speciale ed unico questo piatto è il processo di fermentazione, che lo trasforma in un alleato prezioso della nostra salute.

La fermentazione produce fermenti probiotici , che a loro volta producono enzimi che stimolano la digestione, promuovendo una flora intestinale sana e varia.
la fermentazione produce anche isotiocianati, composti che hanno evidenziato proprietà anticancro attraverso test in vitro e su animali.

Ma veniamo al dunque. Come si prepara il Sauerkraut? La ricetta è semplice!

SAUERKRAUT

1 cavolo medio,
2 cucchiai di sale marino integrale,
opzionale: semi di cumino, aglio, cipolla, pepe nero, peperoncino, zenzero e/o altre spezie secondo il gusto personale ( noi lo prepariamo con 1 spicchio di aglio, 1 cucchiaino di semi di cumino e cipolla affettata).

Nota bene: tutti i recipienti e gli utensili devono essere molto puliti.
La quantità di sale non deve essere diminuita, essa è infatti garanzia di una fermentazione sana.

-Lavare il cavolo, tagliarlo in quarti ed eliminare il torsolo.
-Con un buon coltello a lama lunga affettare il cavolo il piu’ sottilmente possibile.
-Raccogliere il cavolo affettato in una pentola o in un altro recipiente capiente.
-Salare con 2 cucchiai di sale fino.
-Con le mani ben pulite, lavorare il cavolo in modo da distribuire il sale in maniera uniforme.
-Lasciar riposare almeno due ore.
-Lavorare nuovamente il cavolo, che sotto l’azione del sale inizierà a dare il succo, in modo che ne produca il piu’ possibile. Unire le spezie e l’aglio pestati al mortaio, e volendo cipolla affettata ( alcuni apprezzano anche rondelle di carote o pezzetti di sedano).
-Quando il cavolo si presenta traslucido e ben umido, trasferirlo in un barattolo di vetro capiente, tipo quelli da conserva casalinga ( per 1 cavolo intero in genere ci vuole 1 barattolo da 1,5 lt.).
-Con un cucchiaio di legno o un pestello pressare il cavolo il piu’ possibile nel recipiente. Non devono esserci bolle d’aria e la superficie del cavolo deve essere raggiunta e possibilmente coperta dal liquido. Non riempire mai il barattolo fino in cima: l’ideale è che il cavolo arrivi circa 4-5 cm sotto all’imboccatura.
-Trasferire in un luogo fresco e tranquillo, e lasciar riposare per un minimo di tre giorni ( fino ad una settimana).

Dopo tre giorni il vostro Sauerkraut è pronto.
 Non preoccupatevi se aprendo il barattolo sentite un fischio, e/o vedete delle bollicine in superficie: sono segno che tutto procede per il meglio.
Il vostro capolavoro di fermenti vivi potrà tranquillamente essere conservato in frigo per sei mesi, il suo sapore migliora con il passare del tempo!

Ora potete assaggiare il Sauerkraut. Lo scoprirete delizioso con un filo d’olio accanto a qualsiasi secondo piatto, e sarà una gustosa aggiunta alle vostre insalate. Presto non potrete piu’ viverne senza…soprattutto durante un lungo, freddo inverno come questo!

Tutto sulle verdure fermentate ( non solo cavolo!) qui (in lingua inglese).

abra-cadabra…diagnosi prenatale!

Mi si perdoni, per una volta, la leggerezza del tema. Questo sito offre un simpatico  calcolatore “scientifico” del colore degli occhi del vostro bebè, basato su uno studio probabilistico del colore degli occhi dei genitori , dei nonni e degli zii.
Per chi vuole addentrarsi nel regno dell’inesplicabile e del misterioso, la plurimillenaria tabella cinese offre anche una predizione del sesso del nascituro che vanta un presunto 90% di accuratezza.

il can che dorme

Negli USA due genitori hanno perso la custodia del figlio di due anni, che è stato affidato ai servizi sociali, per essersi rifiutati di seguire i consigli dei pediatri.

La storia è qui.

Consultati dalla madre, preoccupata per l’inappetenza ed il basso peso del bambino – 8 kg, quando il minimo a 2 anni sarebbe di 9 – i dottori avevano proposto questa soluzione: introdurre nella dieta del bambino patatine fritte, dolciumi e cioccolata in quantità. Convincerlo con le buone, insomma, a buttare giù qualcosa…qualsiasi cosa.

Di fronte ad una netta opposizione dei genitori, i medici hanno sollevato il sospetto che non si trattasse di persone responsabili (!), ed hanno richiesto l’intervento dei servizi sociali, che hanno provveduto a sistemare il bambino in un istituto nel quale è stato nutrito con questa “dieta speciale” per quattro mesi.

Quattro mesi di battaglia legale
, al termine dei quali i genitori hanno finalmente ottenuto di riportare a casa il loro bambino, di appena 250 grammi piu’ pesante di prima ed ormai irrimediabilmente abituato a vivere di cibo spazzatura.

La madre ha affermato: ” Credevo di fare la cosa giusta quando mi sono rivolta all’ospedale per chiedere aiuto”.
Come biasimarla? Eppure, questa madre ha sbagliato. Meglio non svegliare il can che dorme. E non guardare mai le tabelle dei percentili.

morte di un dubbio

www.gradipo.net vaccino influenza A

Qualcuno ancora si sta chiedendo se sia o meno opportuno vaccinarsi contro l’influenza A? ( strano, nessuno la chiama piu’ influenza suina, forse non piace piu?)

Questo video dovrebbe assassinare ogni dubbio. illustra il caso di una venticinquenne americana che ha sviluppato una gravissima reazione avversa al vaccino, ricevuto in agosto. Da allora la sua vita è rovinata per sempre.

Guarda il video qui

Meglio rischiare l’influenza o una sorpresa del genere?

A noi la scelta, visto che nella nostra, questa volta civilissima, italia vaccinarsi non è obbligatorio.

Per chi ama approfondire, segnalo questo post che illustra nei dettagli lo scandalo del vaccino Pandemix che infiamma la Germania in queste settimane.
La popolazione tedesca ha infatti appreso che il vaccino amministrato ai “comuni mortali” non è lo stesso riservato all’alta classe dirigente e alle forze dell’ordine, che ne riceveranno una versione “scelta”.
Pare infatti che nel Pandemix sia contenuto un coadiuvante pericoloso ( lo squalene), assente nella versione “first class” del farmaco.

Alcune nozioni di base sulla potenziale pericolosità dei vaccini e sullo squalene qui.