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arance di Natale


Questo è un bellissimo lavoretto adatto dai 4 anni in su
. E’ anche un regalo di Natale a costo zero , particolarmente apprezzato da nonne e zie.

www.gradipo.net fascia bebe portabebe

Si scelgono arance a buccia spessa, non troppo grosse. Per un arancia occorrono circa 40 g di chiodi di garofano. Conviene scegliere quelli piu’ piccoli, perchè se sono grandi e piu’ è facile che la testa si sbricioli durante il lavoro.

I chiodi vanno piantati nell’arancia vicini vicini… Dopo un po’ i bambini si stuferanno e dovrete continuare da soli, inebriati dal profumo del garofano e della buccia di arancia.

Quando è finita alcuni usano decorarla con un fiocco o un nastro.
L’arancia va poi lasciata a seccare in un luogo asciutto per 40 giorni.

E’ un bel regalo di Natale , perchè profuma praticamente in eterno qualsiasi luogo dove la si tenga ( in genere armadi e cassetti).

piccolo, brutto e cattivo

E’ lo scontrino!

Stampato su carta termosensibile, questo onnipresente pezzetto di carta inquina tutti i giorni le nostre borse e i nostri portafogli con la pericolosa sostanza chimica BPA, ovvero Bisfenolo A.

Il BPA, lo ricordiamo per inciso, è stato al centro di numerose polemiche in quanto presente in molte plastiche alimentari , inclusi i biberon per la prima infanzia, ed è stato conseguentemente bandito in diversi paesi ( NB L’Italia non figura ancora fra questi, pertanto è consigliabile scegliere con molta attenzione). Per chi volesse approfondire, cerca BPA sul sito.

Recenti studi fanno pensare che proprio agli scontrini sarebbero da imputare gli alti livelli di BPA nel sangue della popolazione, molto marcati negli individui appartenenti a categorie a rischio come commessi e cassieri del supermercato. la carta termosensibile è infatt ricoperta da uno strato di finissima polvere di BPA, che, seppur invisibile, viene rilasciato molto facilmente: bastano 10 minuti di contatto perchè la pelle ne assorba oltre 2 mcg..

Ma perchè il BPA è tanto pericoloso? P
erchè, detto in due parole, si tratta di un estrogeno sintetico, ovvero di una sostanza in grado di mimare perfettamente l’azione dell’ormone estrogeno nel sangue, con conseguenze potenzialmente molto gravi sull’equilibrio ormonale, specialmente quando l’esposizione è costante nel tempo.

Per approfondire, cosa che consiglio, ecco un articolo riassuntivo ed esauriente, in lingua inglese . In italiano ne parlano brevemente qui.

Passiamo ora ai consigli post-acquisto.

-Evita ogniqualvolta possibile di prendere lo scontrino.
-Tieni gli scontrini che devi conservare in una bustina di plastica, piuttosto che liberi nel portafoglio o nella borsa.
-Non dare mai scontrini da tenere ai bambini, tantomeno per giocare!
-Dopo aver toccato uno scontrino, lava le mani prima di mangiare o preparare del cibo (in realtà questa vale anche per chi non ha toccato scontrini…)
-Non lavare le mani con salviette o saponi contenenti alcool dopo aver maneggiato uno scontrino. L’alcool aumenta drasticamente l’assorbimento cutaneo di BPA.
-Non mettere gli scontrini nella carta da riciclare, perchè la inquinano.

Attenzione!
 non solo gli scontrini sono stampati su carta pericolosa! La carta termosensibile si riconosce facilmente, perchè è lucida, e si scurisce se sottoposta a frizione. Per accertarsi che si tratti di carta velenosa, è sufficiente strofinarla con una moneta: la carta termosensibile si macchia.


Questa
 la autorevole fonte dei consigli che avete appena letto: EWG, ( Environmental Working Group), una associazione americana che da anni si batte, con successo, per l’ambiente ed i diritti delle persone a fronte della grande e spregiudicata industria.

a ciascuno il suo

Il bambino di due anni attraversa una fase del tutto fisiologica in cui rifiuta di condividere i suoi giocattoli; o meglio, non afferra affatto che cosa sia la condivisione, e la vive come una minaccia alla sua identità. 

Nonostante i piu’ eminenti psicologi li rassicurino sulla normalità della fase, i genitori la vivono spesso con un certo imbarazzo. 
Pubblicamente si danno da fare per mitigare l’intensità delle espressioni egoistiche del figlio, che ad un orecchio adulto ed “educato” suonano senza dubbio un po’ villane.

Eppure questi stessi genitori, pochi anni dopo, sono ancor più pronti a stroncare sul nascere gli slanci di generosità, che sono tipici del bambino di cinque-sei anni.
A questa età non è raro, infatti, che il bambino presti o regali le sue cose con una certa disinvoltura.

La prodigalità a volte infastidisce i genitori del generoso, che tentano di difendere la proprietà privata del figlioletto ( considerandola evidentemente un’ estensione della propria).
Ma i piu’ imbarazzati sono spesso proprio i genitori del fortunato destinatario di prestiti e doni. Questi precipitano in un’agitazione assolutamente sproporzionata alla questione, esigendo la restituzione immediata del regalo, per inezia che sia, con esiti purtroppo mortificanti per tutti.

Il messaggio che i bambini recepiscono è che se regalare (Natale e compleanni esclusi, si capisce) è cosa sconveniente, accettare un regalo è addirittura scandaloso, ed espone alla vergogna della restituzione.

Ma regalare è un gesto sano.
 Donare qualcosa di proprio insegna il distacco dalle cose; e questa preziosa lezione non si impara quando si acquista un regalo nei negozi.
Il momento del dono è potenzialmente costruttivo per il bambino, puo’ farlo crescere in consapevolezza di sè, farlo inorgoglire della sua volontà di rendere felice un altro attraverso un piccolo gesto…. Insomma, è tutt’altro che un atto sconcio!

In generale, mi da sempre fastidio che i grandi si intromettano nelle questioni dei loro figli. Non solo quando tentano, generalmente con scarsi o pessimi risultati,  di dirimere salomonicamente le loro liti (cosa che secondo me andrebbe fatta solo in casi estremi), ma anche e soprattutto quando pretendono di dirigere le loro relazioni spontanee ed i loro slanci affettivi.

Sarebbe meglio che i bambini fossero lasciati liberi di sperimentare in quale misura e con quali modalità spartire le proprie cose con gli altri
, magari facendo anche qualche esperienza deludente, anzichè imparare precocemente a difendere , nella teoria e nella pratica, la proprietà privata.
Che, detto per inciso, mi sembra già sufficientemente tutelata.

fai da te per il bebè

Sempre in tema di pannolini, molto in voga da queste parti, vi propongo oggi una ricetta per fare in casa la pasta protettiva all’ossido di zinco: la famosa “pasta di Fissan” , quella densa e bianca da spalmare prima del cambio.


INGREDIENTI + OCCORRENTE
 per 150 ml di crema:

100 gr olio di mandorle, oppure olio di oliva o altro olio vegetale
30 gr cera d’api grezza (reperibile presso erboristerie fornite e dagli apicultori)
15 gr ossido di zinco in polvere ( ordinabile in farmacia).
grembiule da cucina
frusta a mano o elettrica
due pentolini per il bagnomaria
stracci da buttare o abbondante carta da cucina

PREPARAZIONE

Mettere olio e cera in un pentolino. Porre il pentolino a bagnomaria fino a quando tutta la cera non sia sciolta.
Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare fino a che il contenuto non si raffreddi abbastanza da poter essere toccato senza bruciarsi.
Unire l’Ossido di Zinco mescolando bene con una frusta da cucina o con una forchetta.
Trasferire il composto ottenuto in una coppetta o in un barattolino largo e piatto.
Pulire prima minuziosamente tutti i recipienti e gli utensili con gli stracci asciutti o la carta, poi sgrassare con acqua calda e detersivo per piatti.

Questa ricetta è per una crema al 10% di Ossido di Zinco. Avendola testata personalmente, trovo che sia meno “bianca” delle solite ( che hanno in media il 20-30% di O.d.Z.). Volendo la si puo’ correggere in questo senso, per fare cio’ occorrerebbe probabilmente diminuire in proporzione la cera d’api.

.Perchè non saltare tutto questo sbattimento a piè pari, e comprare la pasta di Fissan?
 Ad esempio perchè fare in casa questa ricetta è facile, divertente e abbastanza veloce. Poi perchè una crema come questa, a base di Olio di Mandorle, è molto migliore delle creme commerciali, che sono a base di paraffina. Infine c’è un bel risparmio, soprattutto considerando la qualità degli ingredienti ( una crema simile, come ad esempio la crema per il cambio del noto marchio tedesco Weleda, costa ben 9 € per 75 ml! ) .

Fonte della ricetta 

“questi sono i miei gioielli”

Così, secondo il famoso aneddoto , diceva Cornelia madre dei Gracchi, mostrando i suoi due figli ad una matrona romana che si era vantata con lei dei monili che indossava.

Un bambino oggi è uno status che poche donne vogliono farsi mancare. Ma il vero lusso non è procreare in sè, bensì avere il prezioso tempo da trascorrere con i propri bambini.

Lo sanno bene le mamme che, lavorando a tempo pieno, sono costrette a lasciare i loro piccini in custodia  ai nonni, ai nidi o alle babysitter, e che diventano il target di gioielli come questi. Gli stilizzati bambini-feticcio realizzati in diversi metalli preziosi e in diverse misure ( vale a dire, per tutte le tasche) consentono di non privarsi del tutto dell’orgoglio e della soddisfazione di essere madre: in ufficio, sul tram, in coda al supermercato, alle migliaia di altrimenti ignari osservatori, questi gioielli sono la prova della piu’ antica fra le tante “competenze” femminili : quella riproduttiva.

Un magro premio di consolazione!

La donna contemporanea porta in giro questi gioielli e silenziosamente dichiara ( non senza malinconia, o almeno cosi’ mi piace pensare): “Questi sono i miei figli.

radice MAgiCA

Questo buffo raperonzolo si chiama Maca ed è originario del Perù.

Il Maca è un tubero davvero speciale, che ha le potenzialità di offrire un netto miglioramento della salute generale.
Prima che un supplemento, il Maca è un alimento vero e proprio, consumato da centinaia di anni dalle popolazioni andine.
Per la sua densità di nutrienti e il prezioso contenuto in aminoacidi è un alimento fortemente energizzante, ideale per sportivi e per chi conduce una vita molto attiva.
Il Maca è un alimento adattogeno, in grado cioè di modulare la sua attività in base ai fabbisogni individuali dell’ organismo che lo riceve.
Per queste sue caratteristiche, il Maca è utile a garantire una ottimale nutrizione durante la gravidanza e l’allattamento, sostenendo la madre e promuovendo la crescita sana del bambino. 
La mia esperienza personale con il Maca è di assoluta soddisfazione!

Una delle sue virtù piu’ interessanti è la capacità di potenziare la fertilità in entrambi i sessi ; cio’ avviene perchè i livelli ormonali vengono normalizzati, ed eventuali squilibri vengono corretti. Cio’ è conseguenza dell’eccellente stato di benessere e dalla superiore nutrizione che deriva dal consumo regolare di questa radice.
Sul web non mancano le testimonianze di coppie infertili che sono riuscite a concepire un bambino grazie ad una “cura” di Maca!
Proprio perchè si tratta di un alimento, e non di un supplemento, consiglierei di assumerlo nella sua forma piu’ semplice: farina di Maca, meglio se essiccata al sole. Capsule e compresse di Maca concentrato sono ( forse ) ugualmente efficaci, ma preferisco inserirlo nella mia dieta con tutto il suo apporto, calorico e nutritivo, inalterato.

La farina di Maca ha un gusto leggermente amarognolo ma gradevole, è apprezzabile nello yogurt, magari con un po’ di miele. Si tratta di un vero Super-Cibo, in grado di sostituire un pasto completo: quando si va di fretta, e non si ha tempo di cucinare, un frullato con due cucchiai di Maca sostiene e sazia per molte ore.

Uno o due cucchiai al giorno per un mese sono sufficienti ad apprezzarne tutti i benefici.

il can che dorme

Negli USA due genitori hanno perso la custodia del figlio di due anni, che è stato affidato ai servizi sociali, per essersi rifiutati di seguire i consigli dei pediatri.

La storia è qui.

Consultati dalla madre, preoccupata per l’inappetenza ed il basso peso del bambino – 8 kg, quando il minimo a 2 anni sarebbe di 9 – i dottori avevano proposto questa soluzione: introdurre nella dieta del bambino patatine fritte, dolciumi e cioccolata in quantità. Convincerlo con le buone, insomma, a buttare giù qualcosa…qualsiasi cosa.

Di fronte ad una netta opposizione dei genitori, i medici hanno sollevato il sospetto che non si trattasse di persone responsabili (!), ed hanno richiesto l’intervento dei servizi sociali, che hanno provveduto a sistemare il bambino in un istituto nel quale è stato nutrito con questa “dieta speciale” per quattro mesi.

Quattro mesi di battaglia legale
, al termine dei quali i genitori hanno finalmente ottenuto di riportare a casa il loro bambino, di appena 250 grammi piu’ pesante di prima ed ormai irrimediabilmente abituato a vivere di cibo spazzatura.

La madre ha affermato: ” Credevo di fare la cosa giusta quando mi sono rivolta all’ospedale per chiedere aiuto”.
Come biasimarla? Eppure, questa madre ha sbagliato. Meglio non svegliare il can che dorme. E non guardare mai le tabelle dei percentili.

morte di un dubbio

www.gradipo.net vaccino influenza A

Qualcuno ancora si sta chiedendo se sia o meno opportuno vaccinarsi contro l’influenza A? ( strano, nessuno la chiama piu’ influenza suina, forse non piace piu?)

Questo video dovrebbe assassinare ogni dubbio. illustra il caso di una venticinquenne americana che ha sviluppato una gravissima reazione avversa al vaccino, ricevuto in agosto. Da allora la sua vita è rovinata per sempre.

Guarda il video qui

Meglio rischiare l’influenza o una sorpresa del genere?

A noi la scelta, visto che nella nostra, questa volta civilissima, italia vaccinarsi non è obbligatorio.

Per chi ama approfondire, segnalo questo post che illustra nei dettagli lo scandalo del vaccino Pandemix che infiamma la Germania in queste settimane.
La popolazione tedesca ha infatti appreso che il vaccino amministrato ai “comuni mortali” non è lo stesso riservato all’alta classe dirigente e alle forze dell’ordine, che ne riceveranno una versione “scelta”.
Pare infatti che nel Pandemix sia contenuto un coadiuvante pericoloso ( lo squalene), assente nella versione “first class” del farmaco.

Alcune nozioni di base sulla potenziale pericolosità dei vaccini e sullo squalene qui.

a cuor leggero

Cos’è questo aggeggio? E’ un fluoroscopio, in voga negli USA negli anni dal 1935 al 1950. Si trovava nei negozi di calzature e nei grandi magazzini, e serviva a dimostrare che la scarpa era della misura giusta, specialmente per i bambini.
Si calzava la scarpa, si infilava nel buco, il commesso premeva il bottone e…voilà! Dai tre periscopi in alto il commesso, la mamma ed il bambino potevano contemporaneamente osservare a schermo la radiografia delle dita del piede che si muovevano nella scarpa.
(Fonte: questo link).

Raggi X per comprare un paio di scarpe? Proprio così! Da 7 a 14 RAD a piede, per 20 secondi di esposizione. Nella massima serenità:all’epoca si riteneva, infatti, che le radiazioni ionizzanti delle radiografie fossero assolutamente innocue.. Tanto è vero che venvano regolarmente prescritte alle donne in gravidanza per verificare le misure del bacino.

Questa piccola storia edificante ci insegna a non avvicinarci a nessuna tecnologia (diagnostica o meno) a cuore troppo leggero, e a non abbandonarci alle rassicurazioni che cadono dall’alto senza indagare.

Un esempio contemporaneo potrebbe essere rappresentato dalle ecografie prenatali realizzate a scopo “ricreativo” ( in particolare le 3D e 4D).
Ci sono numerosi studi che mettono in dubbio l’innocuità degli ultrasuoni per lo sviluppo fetale; vale davvero la pena di scherzare con il fuoco, sottoponendo i nostri bambini all’ecografia ben più delle tre volte “raccomandate e garantite” dal SSN?
Credo di no.

baby-sitter virtuale

 

Se c’è una televisione in casa, è facile che si trasformi in una baby-sitter, almeno nei momenti critici ( ad esempio mentre si aspetta che la cena sia in tavola).
Per non cadere in tentazione, non ho mai voluto una tele ( temo,ad essere sincera, che finirei per guardarla io stessa, pur disprezzandola).

In compenso, confesso che il mio piccolo laptop intrattiene la mia bambina dalla tenera infanzia. Anche perchè, nonostante le nostre cautele, non siamo dei tecnofobi, e non ci dispiace vederla armeggiare abilmente con mouse e tastiera .

Negli ultimi tempi abbiamo scoperto un sito di giochi online davvero molto carino, e siamo felici di presentarvelo.
Boowa e Kwala!

Ci sono più di 800 giochi educativi e mai snervanti ( non basati sulla performance veloce).
Il sito esiste in francese o in inglese, perciò richiederà comunque un pochino della vostra attenzione ed assistenza…ma non molto.

L’unica avvertenza…cercate di non abusarne! Abusare dei babysitter virtuali è sempre una facile tentazione, anche per chi parte con le intenzioni più sagge.