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Figlie delle nostre nonne

 

Uno studio affascinante punta il dito sull’impatto che le nostre scelte di madri hanno sul futuro delle nostre figlie, in particolare sulla loro possibilità di darci, un giorno, un nipotino sano.

Parlo proprio di figlie, e non di figli in generale. Infatti, come tutti sappiamo, la spermatogenesi è un processo in rinnovamento continuo. Gli ovuli femminili, invece, si formano molto presto; benchè ancora immaturi, sono pronti nelle ovaie di una bambina addirittura fin dal quinto mese di gestazione.

E’ affascinante pensare che ognuna di noi sia nata con tanti ovociti già schierati, sull’attenti, in paziente attesa del miracolo che porterà alcuni di loro fino alla luce del mondo.

Che questo pensiero, cosi’ dolce, non sia avvelenato dall’amarezza!

Come brevemente si accenna in questo link, un esperimento recente ha dimostrato come le tossine ambientali assunte in gravidanza da un topo femmina influenzino negativamente la salute riproduttiva non solo delle sue figlie, ma anche delle sue nipoti, determinando una cattiva qualità del suo materiale genetico.

Ovvero: cio’ che facciamo e che mangiamo noi mamme, quando aspettiamo una figlia femmina, è di cruciale importanza; per lei, e per i suoi bambini futuri. La salute delle nostre bambine, e di quelle che loro avranno un giorno, dipende da noi.

Allo stesso modo, la nostra fertilità è un regalo delle nostre nonne materne… Che mangiavano e vivevano in un mondo piu’ pulito e meno irto di pericoli del nostro.

Per questo, quando si è incinte, nessuna alzata di spalle è lecita. E ogni precauzione merita di essere presa.

Mi rendo conto dell’enormità di queste asserzioni, ma credo veramente che sia giunto il momento di prendere coscienza della concretezza del problema: nel mondo industrializzato una coppia su tre non riesce a concepire naturalmente!

Chi non l’avesse ancora fatto puo’ leggere questa utile pagina.

La considero la piu’ importante del sito, e leggerla significa regalare a sè ed ai propri figli qualcosa di molto piu’ utile ed importante che una fascia Gradipo.

Inoltre, benchè scriverla abbia richiesto molte ore di lavoro, è gratis. Agire sulla base delle nozioni in essa illustrate, invece, costa impegno e fatica, ma sono energie ben spese, a tutela del mondo che verrà.

 

piccolo, brutto e cattivo

E’ lo scontrino!

Stampato su carta termosensibile, questo onnipresente pezzetto di carta inquina tutti i giorni le nostre borse e i nostri portafogli con la pericolosa sostanza chimica BPA, ovvero Bisfenolo A.

Il BPA, lo ricordiamo per inciso, è stato al centro di numerose polemiche in quanto presente in molte plastiche alimentari , inclusi i biberon per la prima infanzia, ed è stato conseguentemente bandito in diversi paesi ( NB L’Italia non figura ancora fra questi, pertanto è consigliabile scegliere con molta attenzione). Per chi volesse approfondire, cerca BPA sul sito.

Recenti studi fanno pensare che proprio agli scontrini sarebbero da imputare gli alti livelli di BPA nel sangue della popolazione, molto marcati negli individui appartenenti a categorie a rischio come commessi e cassieri del supermercato. la carta termosensibile è infatt ricoperta da uno strato di finissima polvere di BPA, che, seppur invisibile, viene rilasciato molto facilmente: bastano 10 minuti di contatto perchè la pelle ne assorba oltre 2 mcg..

Ma perchè il BPA è tanto pericoloso? P
erchè, detto in due parole, si tratta di un estrogeno sintetico, ovvero di una sostanza in grado di mimare perfettamente l’azione dell’ormone estrogeno nel sangue, con conseguenze potenzialmente molto gravi sull’equilibrio ormonale, specialmente quando l’esposizione è costante nel tempo.

Per approfondire, cosa che consiglio, ecco un articolo riassuntivo ed esauriente, in lingua inglese . In italiano ne parlano brevemente qui.

Passiamo ora ai consigli post-acquisto.

-Evita ogniqualvolta possibile di prendere lo scontrino.
-Tieni gli scontrini che devi conservare in una bustina di plastica, piuttosto che liberi nel portafoglio o nella borsa.
-Non dare mai scontrini da tenere ai bambini, tantomeno per giocare!
-Dopo aver toccato uno scontrino, lava le mani prima di mangiare o preparare del cibo (in realtà questa vale anche per chi non ha toccato scontrini…)
-Non lavare le mani con salviette o saponi contenenti alcool dopo aver maneggiato uno scontrino. L’alcool aumenta drasticamente l’assorbimento cutaneo di BPA.
-Non mettere gli scontrini nella carta da riciclare, perchè la inquinano.

Attenzione!
 non solo gli scontrini sono stampati su carta pericolosa! La carta termosensibile si riconosce facilmente, perchè è lucida, e si scurisce se sottoposta a frizione. Per accertarsi che si tratti di carta velenosa, è sufficiente strofinarla con una moneta: la carta termosensibile si macchia.


Questa
 la autorevole fonte dei consigli che avete appena letto: EWG, ( Environmental Working Group), una associazione americana che da anni si batte, con successo, per l’ambiente ed i diritti delle persone a fronte della grande e spregiudicata industria.

una panacea quasi gratis

E’ il Kefir, bevanda a base di latte fermentato simile allo yogurt, originaria del Caucaso. Le popolazioni che tradizionalmente fanno consumo di kefir sono fra le piu’ longeve del pianeta e godono di un’ottima salute.

Il Kefir contiene piu’ fermenti di qualsiasi costoso probiotico da farmacia, ed a parte l’irrisorio costo iniziale, si puo’ produrre in casa al costo del latte.

L’elenco di tutto cio’ che il Kefir puo’ fare per la salute umana sarebbe troppo lungo da pubblicare. D’altra parte chiunque puo’ farsene un’idea leggendo sul web le migliaia di testimonianze positive in merito.

Nel lungo periodo ( 3 mesi e piu’) l’assunzione di Kefir ha effetti risolutivi su moltissimi problemi comuni e fastidiosi, dall’acne ai problemi digestivi alle infezioni ricorrenti, comprese quelle resistenti agli antibiotici di uso comune. Un bicchiere al giorno è in grado di riequilibrare alla perfezione la flora intestinale, che è  un presupposto fondamentale di tutta la salute dell’organismo.

In particolare ritengo utile menzionare che un suo consumo regolare è in grado di sradicare lo Streptococco B, il batterio tanto temuto dalle gestanti all’avvicinarsi del parto.

Reperire e utilizzare i grani del kefir non è difficile
. Il suo sapore, simile a quello dello yogurt, ma leggermente frizzante, è gradito ai piu’ ed incontra in genere anche i gusti dei piu’ piccini.

la Regina dell'estate

L’anguria si odia, o si ama… Ma chi la odia? Deve essere pazzo!

Oltre ad essere fresca e dissetante, l’Anguria fa molto bene. Contiene l’antiossidante Licopene , Vitamine del gruppo B, Vitamina C e Vitamina A. inoltre l’ Anguria è diuretica, tonifica l’apparato urinario e, grazie alla presenza di abbondante Potassio, previene ed aiuta a curare i calcoli renali.

Esiste anche una vera e propria “cura dell’anguria” per chi soffre di calcoli!

I suoi semi sono croccanti e nutrienti; e non c’é ragione di sputarli!

Una buona Anguria ha la buccia molto liscia e molto dura, ed ha sempre una macchia gialla nel punto dove il frutto, crescendo, è rimasto appoggiato a terra, garanzia del fatto che è rimasta attaccata alla pianta fino alla maturazione.

Perchè sia fresca e duri, meglio comprarsela intera: una volta tagliata, inacidisce e fermenta facilmente. Le baby angurie sono molto più pratiche da portare a casa e da tenere in frigo! A volte sono anche più dolci e più buone.

L’Anguria passa per indigesta ?. Semplicemente non è adatta ad essere mangiata in compagnia di altri cibi e, come tutta la frutta, non è adatta dopo i pasti.

Sulle virtù dell’anguria . Un articolo che illustra, fra vari rimedi casalinghi per i calcoli renali, la tradizionale cura dell’Anguria.

le "sane" gallette di riso…


…sono in realtà un vero cibo-spazzatura
. E a far loro compagnia ci sono tutti gli altri cereali estrusi per la colazione: corn flakes, riso soffiato, e le mille varianti che troviamo sugli scaffali.

Negli anni 60 fu realizzato un esperimento all’Università del Michigan. 18 topi da laboratorio vennero divisi in tre gruppi differenti. Uno ricevette acqua e corn flakes; il secondo ricevette acqua e la scatola dei corn flakes; il terzo gruppo ricevette acqua e cibo per topi.
I topi del terzo gruppo rimasero sani per tutta la durata dell’esperimento.
I ratti che mangiavano la scatola di cartone diventarono letargici e morirono di malnutrizione.
Ma i topi che mangiavano corn flakes morirono prima di quelli che mangiavano il cartone. L’ultimo di loro morì lo stesso giorno in cui moriva anche il primo dei mangiatori di scatola. Prima di morire, i topi nutriti a corn flakes svilupparono comportamenti schizofrenici ed aggressivi, autolesionismo e convulsioni.
La scioccante conclusione di questo studio fu che il cartone della scatola era un cibo piu’ sano dei cereali che conteneva.

Questo esperimento era stato intrapreso come uno scherzo, ma i risultati non furono divertenti! Forse per questo non furono pubblicati e divulgati al grande pubblico?

Un altro studio aveva già in precedenza rilevato come i topi nutriti esclusivamente a grano soffiato, acqua e vitamine vivessero solo due settimane: meno dei topi nutriti con sola acqua e zucchero, che sopravvivevano per un mese!

Il problema non era quindi la malnutrizione: risultati come questi suggeriscono che i cereali soffiati siano realmente tossici. Le proteine contenute nei cereali sono fortemente modificate dall’innaturale processo di estrusione, che trasforma un cibo nutriente in un veleno !

Tutti i dettagli, in lingua inglese, qui.

Il muesli a base di fiocchi di avena puo’ essere un ottimo sostituto per la colazione. Per gustarlo al meglio e non  trovarlo “legnoso” si puo’ versare nella tazza, coprire di latte, kefir o yogurt diluito con acqua ( lo yogurt da solo è troppo denso), e lasciar riposare almeno 20 minuti. Cosi’ preparato piace anche ai bambini piccoli.

radice MAgiCA

Questo buffo raperonzolo si chiama Maca ed è originario del Perù.

Il Maca è un tubero davvero speciale, che ha le potenzialità di offrire un netto miglioramento della salute generale.
Prima che un supplemento, il Maca è un alimento vero e proprio, consumato da centinaia di anni dalle popolazioni andine.
Per la sua densità di nutrienti e il prezioso contenuto in aminoacidi è un alimento fortemente energizzante, ideale per sportivi e per chi conduce una vita molto attiva.
Il Maca è un alimento adattogeno, in grado cioè di modulare la sua attività in base ai fabbisogni individuali dell’ organismo che lo riceve.
Per queste sue caratteristiche, il Maca è utile a garantire una ottimale nutrizione durante la gravidanza e l’allattamento, sostenendo la madre e promuovendo la crescita sana del bambino. 
La mia esperienza personale con il Maca è di assoluta soddisfazione!

Una delle sue virtù piu’ interessanti è la capacità di potenziare la fertilità in entrambi i sessi ; cio’ avviene perchè i livelli ormonali vengono normalizzati, ed eventuali squilibri vengono corretti. Cio’ è conseguenza dell’eccellente stato di benessere e dalla superiore nutrizione che deriva dal consumo regolare di questa radice.
Sul web non mancano le testimonianze di coppie infertili che sono riuscite a concepire un bambino grazie ad una “cura” di Maca!
Proprio perchè si tratta di un alimento, e non di un supplemento, consiglierei di assumerlo nella sua forma piu’ semplice: farina di Maca, meglio se essiccata al sole. Capsule e compresse di Maca concentrato sono ( forse ) ugualmente efficaci, ma preferisco inserirlo nella mia dieta con tutto il suo apporto, calorico e nutritivo, inalterato.

La farina di Maca ha un gusto leggermente amarognolo ma gradevole, è apprezzabile nello yogurt, magari con un po’ di miele. Si tratta di un vero Super-Cibo, in grado di sostituire un pasto completo: quando si va di fretta, e non si ha tempo di cucinare, un frullato con due cucchiai di Maca sostiene e sazia per molte ore.

Uno o due cucchiai al giorno per un mese sono sufficienti ad apprezzarne tutti i benefici.

vengo anch'io!

La presenza dei padri in sala parto è ormai una consuetudine, è quasi un must del politicamente corretto. Eppure, non è detto che sia la soluzione migliore. Certamente ci sono molti tipi di coppia, e molte diverse situazioni che rendono piu’ o meno opportuna questa decisione . Ma è bene tenere a mente che non si tratta di una scelta obbligata, nè dell’unica possibile, anche se in questo particolare momento storico essa sembra essere universalmente considerata la piu’ “giusta” .

Ho trovato interessante in merito questo articolo di Michel Odent, medico chirurgo, autorevole voce a favore del parto attivo e naturale .

Secondo l’esperienza di Odent, che gestì una casa del parto naturale a Pithiviers, in Francia, per 23 anni (dal 1962 al 1985) , la presenza dell’uomo in sala parto puo’ essere un fattore destabilizzante, ritardare il naturale succedersi degli eventi, aumentare le preoccupazioni della donna, e persino condurre, dopo la nascita, a problemi sessuali e di coppia.

La risposta biochimica all’evento del parto comprende spesso, per l’uomo, un picco di adrenalina 
che accentua la risposta razionale. Questo atteggiamento puo’ contagiare ed influenzare negativamente la risposta ormonale della donna, che farebbe piu’ fatica ad abbandonarsi ai suoi istinti naturali.

Essere testimoni della nascita potrebbe inoltre influenzare negativamente la ripresa della vita sessuale dopo la nascita del bambino.

Odent formula anche l’ipotesi di una “depressione postpartum” maschile, ricordandoci che in molte culture esistono rituali per canalizzare le reazioni emozionali dell’uomo durante e dopo il parto. Secondo Odent, nella maggioranza dei casi l’uomo sarebbe provato psicologicamente dall’esperienza della nascita assai piu’ della sua compagna.

L’argomento è controverso, ed è >discusso nei dettagli qui da vari “esperti” del settore.

Indipendentemente dalle esperienze positive di molte altre persone, è importante e confortante sapere che anche rifiutare la presenza del proprio marito o compagno in sala parto puo’ essere una scelta sensata e del tutto “normale”, anche se decisamente controcorrente .

Cinque anni fa fu proprio questa la mia scelta , presa all’ultimo minuto.
Durante l’attesa, mi sentivo certa che avrei voluto mio marito in sala parto. E invece, contraddicendo tutti i progetti fatti in gravidanza, lo spedii letteralmente a casa!
In quel momento temevo di perdere la mia preziosa concentrazione, di essere “distratta” dalla sua presenza.

Purtroppo non fui in grado di mandare a casa anche un po’ del personale medico, decisamente invadente e in sovrannumero… Ma questa è un’altra storia, e meriterebbe un capitolo a parte.

mai più in scatola

Il BPA, o Bisfenolo A, è una sostanza contenuta in molte plastiche, comprese molte plastiche alimentari, la cui pericolosità è stata dimostrata: si tratta di un perturbante endocrino, ovvero di una sostanza (fra le molte) capace di causare gravi disturbi ormonali e metabolici, ed è pericolosa anche se viene assunta in piccolissime quantità .
Già nel 2008, le ditte canadesi ed americane hanno provveduto a ritirare dal commercio bicchieri e biberon in plastica, sostituendoli con prodotti privi di BPA. il governo canadese ha anche legiferato in merito, sulla base di consistenti dimostrazioni scientifiche della realtà di questo problema.
L’anno scorso, anche in Europa il BPA è stato eliminato da tutte le stoviglie per la prima infanzia (incluse tazze e biberon) ma è ancora presente in bicchieri e contenitori alimentari in policarbonato ( una comunissima  plastica trasparente e dura, come ad esempio quella dei bicchieri dei frullatori).

Oggi vorrei però puntare il dito sui: pelati in scatola. Il BPA infatti migra negli alimenti per semplice contatto, e cio’ avviene in modo clamoroso se gli alimenti, soprattutto se liquidi, sono caldi oppure acidi.

I pomodori pelati, onore e vanto della tradizione italiana, sono immersi in liquido, sono acidi, e sono perlopiu’ inscatolati caldi nelle bellissime latte dall’interno “smaltato” in plastica bianca al BPA.
E allora?
Stop ai pomodori in lattina: via libera a quelli in barattoli e bottiglie di vetro.

Ma i pelati non sono soli. Moltissimi cibi in scatola hanno evidenziato livelli di BPA troppo elevati, e fra questi il peggiore è purtroppo il latte in polvere, con un campione altamente contaminato su tre.

Piu’ info a questo link.

Sauerkraut, che cavolo è?

Questa ricetta è molto facile e vi introdurrà in un universo nuovo!

Il termine Sauerkraut ( letteralmente “cavolo acido”) , è di origine alsaziana, ma piatti simili a questo sono tipici delle cucine tradizionali di tutto il mondo, dal coreano Kimchi al messicano Cortido.

Il cavolo, affettato molto sottilmente, viene fatto fermentare da lattobacilli. Ne risulta un alimento quasi indeperibile, dal sapore acido e caratteristico.

Nella tradizione popolare è considerato un cibo purificante e disintossicante, utile nel trattamento delle affezioni digestive e respiratorie, nonchè rimedio primario ai postumi da sbornia per la sua capacità di neutralizzare gli effetti dell’intossicazione da alcool.

Il Sauerkraut si prepara con cavolo ( in genere cavolo bianco) finemente affettato, ed il suo sapore caratteristico e astringente, insieme alla sua ricchezza in fermenti ed enzimi, lo rendono un accompagnamento ideale a molti piatti, in special modo agli alimenti proteici come carne, uova, formaggio o legumi, di cui favorisce la digestione.

I benefici del Sauerkraut derivano anzitutto dal fatto di essere a base di cavolo – verdura nota per il suo contenuto di Vitamina C, fibra, manganese, vitamina B6 e folato ( famose inoltre le le sue virtù nella prevenzione del cancro e nel trattamento dell’ulcera peptica).
Ma cio’ che rende cosi’ speciale ed unico questo piatto è il processo di fermentazione, che lo trasforma in un alleato prezioso della nostra salute.

La fermentazione produce fermenti probiotici , che a loro volta producono enzimi che stimolano la digestione, promuovendo una flora intestinale sana e varia.
la fermentazione produce anche isotiocianati, composti che hanno evidenziato proprietà anticancro attraverso test in vitro e su animali.

Ma veniamo al dunque. Come si prepara il Sauerkraut? La ricetta è semplice!

SAUERKRAUT

1 cavolo medio,
2 cucchiai di sale marino integrale,
opzionale: semi di cumino, aglio, cipolla, pepe nero, peperoncino, zenzero e/o altre spezie secondo il gusto personale ( noi lo prepariamo con 1 spicchio di aglio, 1 cucchiaino di semi di cumino e cipolla affettata).

Nota bene: tutti i recipienti e gli utensili devono essere molto puliti.
La quantità di sale non deve essere diminuita, essa è infatti garanzia di una fermentazione sana.

-Lavare il cavolo, tagliarlo in quarti ed eliminare il torsolo.
-Con un buon coltello a lama lunga affettare il cavolo il piu’ sottilmente possibile.
-Raccogliere il cavolo affettato in una pentola o in un altro recipiente capiente.
-Salare con 2 cucchiai di sale fino.
-Con le mani ben pulite, lavorare il cavolo in modo da distribuire il sale in maniera uniforme.
-Lasciar riposare almeno due ore.
-Lavorare nuovamente il cavolo, che sotto l’azione del sale inizierà a dare il succo, in modo che ne produca il piu’ possibile. Unire le spezie e l’aglio pestati al mortaio, e volendo cipolla affettata ( alcuni apprezzano anche rondelle di carote o pezzetti di sedano).
-Quando il cavolo si presenta traslucido e ben umido, trasferirlo in un barattolo di vetro capiente, tipo quelli da conserva casalinga ( per 1 cavolo intero in genere ci vuole 1 barattolo da 1,5 lt.).
-Con un cucchiaio di legno o un pestello pressare il cavolo il piu’ possibile nel recipiente. Non devono esserci bolle d’aria e la superficie del cavolo deve essere raggiunta e possibilmente coperta dal liquido. Non riempire mai il barattolo fino in cima: l’ideale è che il cavolo arrivi circa 4-5 cm sotto all’imboccatura.
-Trasferire in un luogo fresco e tranquillo, e lasciar riposare per un minimo di tre giorni ( fino ad una settimana).

Dopo tre giorni il vostro Sauerkraut è pronto.
 Non preoccupatevi se aprendo il barattolo sentite un fischio, e/o vedete delle bollicine in superficie: sono segno che tutto procede per il meglio.
Il vostro capolavoro di fermenti vivi potrà tranquillamente essere conservato in frigo per sei mesi, il suo sapore migliora con il passare del tempo!

Ora potete assaggiare il Sauerkraut. Lo scoprirete delizioso con un filo d’olio accanto a qualsiasi secondo piatto, e sarà una gustosa aggiunta alle vostre insalate. Presto non potrete piu’ viverne senza…soprattutto durante un lungo, freddo inverno come questo!

Tutto sulle verdure fermentate ( non solo cavolo!) qui (in lingua inglese).

abra-cadabra…diagnosi prenatale!

Mi si perdoni, per una volta, la leggerezza del tema. Questo sito offre un simpatico  calcolatore “scientifico” del colore degli occhi del vostro bebè, basato su uno studio probabilistico del colore degli occhi dei genitori , dei nonni e degli zii.
Per chi vuole addentrarsi nel regno dell’inesplicabile e del misterioso, la plurimillenaria tabella cinese offre anche una predizione del sesso del nascituro che vanta un presunto 90% di accuratezza.