Category Archives: Bambini eccetera

Tutorial: Zainetto per l’Asilo

zainettoPrima di partire per le montagne vi lascio un  nuovo Tutorial , grazie al quale potrete sfruttare i prossimi 15 giorni di ferie per creare uno zainetto per l’ asilo del vostro bimbo o bimba.

Potete trovarlo qui !

Sarò felice di vedere le vostre creazioni; e non dimenticate, se il cucito vi appassiona, che siete i benvenuti sul mio gruppo dedicato agli autodidatti dell’ago e filo di ogni ordine e grado!

Buone Vacanze e Buon Lavoro,

 

 

il mago dei fornelli

mago fornelliIl fornello a induzione è una delle piu’ recenti ed apprezzate mode in cucina.

Dopo la cottura a micro-onde, quella a induzione è la nuova avanguardia della tecnologia nella preparazione del cibo: da ogni dove si levano voci entusiaste per la sua praticità. Il fatto di non avere una fiamma libera genera nell’utente un senso di sicurezza, specialmente quando, come spesso capita, ci sono bimbi nei paraggi.

Eppure, proprio come la cottura a microonde, la cottura ad induzione nasconde le sue insidie.

La cottura a termoinduzione funziona tramite emissione di EMF: onde elettromagnetiche del tutto simili a quelle utilizzate per la trasmissione dei telefoni cellulari.

In questo articolo si evidenzia come la quantità delle onde EMF trasmesse da una piastra ad induzione possa facilmente superare i limiti di sicurezza vigenti in EU. Tali limiti, lo ricordiamo, sono comunque insufficienti, in quanto le onde EMF sono dannose anche a bassa intensità , specialmente per l’embrione, il feto ed il bambino piccolo. L’uso del cellulare, ad esempio, è altamente sconsigliato fino ai 14 anni di età perchè solo allora il cranio raggiunge uno spessore tale da proteggere decentemente il cervello da occasionali esposizioni, e nonostante cio’ il rischio di tumore al cervello da EMF (spesso proprio per abuso di telefono cellulare) rimane alto anche nell’adulto.

Il paradosso è che, anzichè mantenere i limiti stabiliti nel 1998, l’ICNIRP  abbia pensato di alzare i livelli di esposizione sicura nel 2010; e non certo perchè la ricerca scientifica abbia, nel frattempo, fornito evidenza di innocuità delle EMF. Piu’ probabilmente si tratta di una decisione di convenienza fatta sulla base delle necessità dell’industria . niente di piu’ che un suggello ad uno stato di cose di fatto che non sembra interessante, utile nè conveniente regolamentare in modo stretto ed efficace.microtesla

(nel grafico è illustrato l’aumento della soglia di sicurezza dai valori stabiliti nel 1998 a quelli del 2010, io violazione aperta del principio di precauzione).

Non è responsabile nè corretto alzare la soglia di sicurezza in assoluta mancanza di studi consistenti che dimostrino l’innocuità di questi apparecchi domestici e delle radiazioni che essi emettono. E’ il solito esempio che illustra magistralmente come la salute pubblica abbia da passare in secondo piano rispetto alle necessità del progresso e delle esigenze di mercato…

La sicurezza della piastra ad induzione è valutata considerando una distanza dalla piastra di circa 30 cm; una distanza maggiore di quella che siamo abituati a tenere davanti ai fornelli.  Se già si possiede una piastra ad induzione, avere cura di non utilizzarla in gravidanza ; non permettere ai bambini di avvicinarsi ad essa quando è in funzione; non utilizzare utensili in metallo durante la cottura; ed utilizzare sempre pentole che coprano l’intera superficie della piastra (vedi questo studio ; altre interessanti linee guida per la sicurezza qui.)

Fonti dell’articolo linkato

Altre info su come ridurre le onde EMF nelle nostre abitazioni

Farinata di Ceci DIY

farinataLa farinata è un piatto tipico genovese che divide gli animi: o piace, o non piace. Ma quando piace…piace un sacco !

Per farla in casa, trovare una ricetta che “funzioni”, però, non è facile. Un po’ perchè ogni forno è diverso; un po’ perchè le dosi riportate sulle confezioni o nei siti di ricette online sono proprio, a mio umile avviso, sbagliate, e portano a tragici fallimenti oltrechè a teglie drammaticamente incrostate, capaci di far gettare la spugna alla piu’ determinata e volenterosa delle massaie.

Dopo molti esperimenti , ho quasi casualmente imbroccato le dosi  “giuste” per me e desidero condividerle con voi!

150 gr farina di ceci

500 ml acqua 

1/2 cucchiaino di sale

Olio extravergine di oliva

Teglia metallica (no teflon please!)

La farina di ceci va stemperata con l’acqua e sbattuta bene con una frusta in modo che non faccia grumi.

Deve poi riposare per 6-8 ore.  Per ridurre i tempi di fermentazione, si puo’ aggiungere un cucchiaino di aceto di mele all’impasto ( vi prometto che il sapore non si sentirà). Tuttavia non consiglio di farla riposare meno di 4-5 ore perchè il sapore e la digeribilità ne risentono grandemente.

Trascorso questo tempo, accendete il forno al massimo.  Mentre il forno si scalda, ungete uniformemente  una teglia (siate generosi, l’olio deve colare lungo le pareti) . Versate l’impasto nella teglia: deve rimanere alto fra 5 e 10 mm. Con queste dosi io faccio due teglie, una piccola e rotonda da 24 cm di diametro ed una media rettangolare 30×40 cm…. Lascio il calcolo delle superfici ai geometri !

Con la frusta, agitate bene il composto nella teglia in modo che l’olio, che tenderà ad affiorare in grosse gocce,  si mescoli uniformemente all’impasto.

Infilate la teglia nel forno accertandovi che sia “in bolla”. Qualora non lo fosse, la farinata non cuocerà uniformemente ed una parte della teglia rimarrà “nuda”. Potete aiutare la teglia a stare ben diritta infilandoci sotto un piccolo spessore realizzato con della carta stagnola.

Chiudete il forno ed aspettate con fiducia 20-40 minuti , a seconda del vostro forno. La farinata deve risultare ben dorata, con una crosticina croccante sulla superficie.

Estraete la farinata dal forno e lasciatela riposare 1-2 minuti nella teglia prima di tagliarla a pezzi e servirla ancora ben calda con verdure cotte o crude ( è ottima con il sauerkraut). La farinata calda ha la consistenza di una crema pasticcera molto soda, e raffreddandosi si addensa.

E’ ottima con una bella spolverata di pepe nero macinato di fresco!

Alcune virtù della farinata:

-non contiene glutine

-a differenza dei legumi interi, non fa gonfiare la pancia, non contenendo bucce

– è un piatto molto povero, adatto in tempi di crisi…

– essendo morbida ed appetitosa,  è adatta a tutta la famiglia, inclusi i bimbi in (auto)svezzamento

– essendo preparata con fermentazione, è molto digeribile , a patto di non essere consumata assieme a cereali o ad altri piatti proteici: il suo ideale complemento sono le verdure.

Spero di avervi ispirati!  Sarò felice di sapere come vanno i vostri esperimenti….

Un bambino in tasca

sonotuttimiei

Guest Post di Cristina da “SonoTuttiMiei

Avevo da poco partorito la mia quinta figlia. Cercavo sul web un supporto per portare che fosse più “fresco” della mia Tricot Slen (fascia lunga elastica, che avevo trovato ottima per il neonato, ma decisamente troppo calda per l’estate – e nemmeno adatta ad una bimba in crescita, o a sua sorella di due anni – ma questo allora non lo sapevo). 

Senza nessuna conoscenza specifica, e senza nessuno con cui confrontarmi (avevo visto una mia vicina di casa portare la figlia, ma lei non aveva grande interesse per i vari supporti, aveva una Didymos lunga lunga che portava con molti nodi per accorciarla un po’), quando mi sono imbattuta in questa frase “un bambino in tasca”, mi sono incuriosita e fermata. Tra tutto quello che avevo trovato sul web, finalmente incontravo una mamma, una persona “vera”. Così mi sono azzardata a scriverle, raccontandole la nostra storia di famiglia numerosa, sperando magari di strapparle pure uno sconticino. È così che entrato il primo Gradipo in casa mia: da allora avrei imparato a conoscere anche la sua “mamma” Candida – Anilina – che ovviamente non solo mi ha fatto lo sconto, ma mi ha aiutata a scegliere modello e tessuto, ha “ascoltato” virtualmente i miei racconti delle prime esperienze con la sua pouch, e nel tempo è diventata, posso proprio dirlo, una delle mie più care amiche. 

Da allora la famiglia è cresciuta ancora, sia quella biologica (a ottobre siamo stati benedetti con la nascita del sesto figlio), sia la famiglia delle fasce: i Gradipi sono diventati due, poi tre, è arrivato un mei-tai (la Tricot Slen prestata ad una amica ha fatto purtroppo una brutta fine), è arrivata in regalo da Candida una nuova fascia semi-elastica (in un incrocio virtuale e virtuoso di amicizia con Glores), poi due “rigide”, una ad anelli, che se ne è andata velocemente quasi quanto è arrivata (non fa proprio per me), e la nostra storia di “portatrice” e “portati” continua, con entusiasmo.

Nel tempo sono cresciute le informazioni, ho incontrato, almeno virtualmente, tante altre mamme che portano, ho letto blog, conosciuto mamme che producono, frequentato gruppi su Facebook e letto blog. Il mese scorso ho persino fatto lo “sforzo” di comprare il libro di Ester Weber “Portare i piccoli” (credevo erroneamente che fosse un testo utile solo a chi porta con la fascia lunga, invece la parte meno “tecnica” è proprio quella che mi ha attratta di più). Parole come “cross twill”, “double hammock”, “rucksack” sono diventate familiari, a me e alla mia famiglia che mi sente sproloquiare e soprattutto mi vede portare con gioia l’ultimo arrivato. 

Posso dire che l’esperienza di mettere un figlio “in tasca”, pancia a pancia, sul fianco, sulla schiena, ha arricchito me, la mia famiglia, e i miei figli… e siccome ho il vizio di filosofeggiare, devo dire che (anche e purtroppo in seguito ad alcune polemiche scatenate sul web) ho iniziato a darmi le ragioni, anche formalmente, di tutta questa passione per una pratica tanto antica quanto, nella nostra cultura, nuova e da riscoprire. 

Portare i miei figli è iniziato con le mie braccia, prima di scoprire i supporti: proprio per questo ho notato subito quel pezzo di stoffa colorata che sosteneva la figlia della mia vicina, e ho iniziato a cercare qualcosa di analogo per me (lei lo aveva ricevuto in regalo e non sapeva darmi indicazioni!).

Io credo che nell’esperienza del portare una mamma ed un bambino possano sperimentare un modo “vero” di stare insieme: un luogo di riconoscimento, di scambio, di appartenenza. Ringrazio di avere avuto la possibilità di conoscere e sperimentare questo luogo, grazie alla passione che Candida mette nel suo lavoro, il suo essere anzitutto mamma, e amica.

In questo particolare momento della nostra vita, io e il mio piccolino stiamo scoprendo la fascia lunga, sto sperimentando tessuti e legature, il portare mi fa sentire anche più femminile (in un momento della vita, quella alle prese con un neonato, in cui noi mamme veniamo sempre dipinte come spettinate – e questo per me è vero sempre! – sciatte e con le occhiaie e i vestiti sporchi di rigurgito). Ho persino un Gradipo coordinato al cappello (che nasconde il problema capelli spettinati!). 

Portare costituisce poi uno spazio sacro per me e il mio bambino, me ne accorgo quando siamo in giro, e lui curioso si guarda intorno – ha ora sei mesi – ma quando inizia la stanchezza affonda il volto sul mio petto, e si trova sicuro e pronto al riposo. Quando lo porto sulla schiena mi rendo conto che davvero l’educazione prima che insegnare “come” fare, è un fare “con”, fare insieme: mio figlio segue i miei gesti, li fa insieme a me, come quando era dentro di me, ma in un “passo” successivo della sua crescita, mentre inizia ad avere consapevolezza del mondo fuori di lui. 

Io amo i miei supporti, sono proprio il tramite “fisico” di questo rapporto, il simbolo del legame e insieme del distacco tra me e il mio bambino (la fascia ci “lega”, ma ne abbiamo bisogno perché abbiamo già vissuto una separazione, in una storia di lento distacco che porterà lui alla pienezza del proprio riconoscimento, in rapporto con me – anzitutto – e con il resto della realtà). Quando ho prestato il mio primo Gradipo non vedevo l’ora che tornasse, e ora non lo presterei più (mi sono affezionata meno al secondo, che ho usato per poco tempo, ora presterei quello!). Sono grata a Candida che me l’ha cucito con amore, e alle altre mamme che ho incontrato in questa avventura, che mi hanno suggerito tipi diversi di supporti, varie legature, mi hanno raccontato la loro esperienza, condiviso le loro scoperte. Sono contenta di avere ancora un po’ di tempo davanti (e invidiosa delle giovani neo-mamme, che pensano già al prossimo cucciolo da portare, quando io ormai sono in dirittura d’arrivo). 

La manina del mio cucciolo che spunta dalla fascia, a pochi giorni dalla sua nascita, oppure i suoi occhietti curiosi che si guardano intorno dal suo rifugio caldo: quando penso al portare ho queste immagini nella mia mente (oltre alle decine di splendidi tessuti, colori e fantasie che mi piacerebbe sperimentare…)

Sono immagini di grande bellezza, la bellezza di un bambino stretto al seno di sua madre…

 

c’è grasso e grasso

Quando veniamo al mondo nel nostro corpo è presente una notevole quantità di grasso bruno.

fat_baby

Diversamente dal grasso bianco, che è dannoso alla salute, il grasso bruno possiede interessantissime qualità salutari. Le sue cellule sono ricchissime di mitocondri e favoriscono la regolazione della temperatura corporea: in sostanza, grazie al grasso bruno il corpo è in grado di proteggersi dal freddo generando calore anche senza ricorrere al movimento. 

La presenza di una buona percentuale di grasso bruno è garanzia di efficienza metabolica e di salute generale. Aumentando questa percentuale e’ anche possibile perdere peso senza seguire alcuna dieta. Ma come si fa ad accrescere il numero di questi preziosi adipociti?

Innanzitutto, è necessario coprirsi il meno possibile. Non sto consigliando di prendere freddo, ma soltanto di abbigliarsi quel tanto che basta a proteggersi dalle basse temperature senza stare “al calduccio” . Il freddo deve solleticarci e farci venire voglia di muoverci! Se questo non succede, significa che siamo troppo coperti.

Un metodo efficacissimo per aumentare il grasso bruno è la doccia fredda, che deve essere effettuata a stomaco vuoto, durare almeno 30 secondi ed essere concentrata su schiena, spalle e collo -le zone nelle quali il nostro corpo produce e stocca queste cellule adipose.

Un altro metodo, un po’ meno drastico ma comunque efficace, è il bagno derivativo (piu’ info qui)

Nelle culture tradizionali è un uso frequente il bagno ghiacciato (come il nostro “Cimento” invernale) che spesso assume un carattere rituale e quasi iniziatico.

In conclusione, una sapiente e frequente esposizione al freddo è un caposaldo della nostra salute. E per i piccini? Vale lo stesso, naturalmente. Siete convinti che far prendere freddo al proprio bimbo sia una delle cose peggiori che un genitore possa permettere? E allora guardate qui!

Natale a Costo Zero n. 6

Nel tutorial di oggi, che puntualmente è in ritardo,  vi insegno a creare dei facili e bellissimi pomodori di stoffa.

Al lettore che dovesse storcere il naso perchè “il pomodoro  è un’idea poco natalizia”, ribatto che ha davvero poca fantasia!

Questi frutti cosi’ poco invernali sono originali decorazioni per l’albero, sul quale portano i colori caratteristici del Natale. Basterà un nastrino dorato a completare l’effetto.

In versione un po’ piu’ grande del reale, con cuciture rinforzate ed un bel sonaglio all’interno, puo’ essere regalato ad un bebè.

Un cestino di mini-pomodori sotto l’albero farà scoppiare di felicità i vostri piccoli cuochi.

Un’amica che ama il design lo accoglierà volentieri in casa sua come decorazione: oltre ad essere straordinariamente verosimile, il pomodoro è un regalo esteticamente irreprensibile.

Un’amica o una zia che ama cucire potrà sfruttarlo come puntaspilli.

Infine, in versione maxi puo’ diventare un originale cuscino per il divano: non ho ancora provato, ma non so quanto resisterò prima di sacrificare una maglietta rossa per creare un Pomodoro Gigante.

Prima di lasciarvi con il video , una piccola…

NOTA. Questa idea non è mia: non riesco a ritrovare il blog (penso americano) dal quale proviene. Chi la trova la linki! E’ così carina che l’autrice davvero ne merita i credits.

Natale a Costo Zero #5

Con la stessa tecnica della settimana scorsa oggi vi insegno a produrre delle magliette stampate a mano da regalare a Natale....così

Si parte da una t-shirt tinta unita o da un altro supporto in stoffa (come le originali mutande delle Titere ).

Con una patate, uno spelucchino e del colore da stoffa potete personalizzare la maglietta con una bella stampa a mano!

Dopo poca pratica stupirete voi stessi con risultati eccellenti e farete divertire i bambini, che, mentre voi lavorate,  stamperanno instancabilmente tutte le loro canottiere, e poi le vostre federe da cucina e tutti i vostri strofinacci…. ( vi ho parlato di quando sono andata a rispondere al telefono a metà del tutorial? No? Lasciamo perdere).

Questo è l’album – slideshow con le istruzioni passo passo per la vostra piccola stamperia casalinga!

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Natale a Costo Zero #4

La carta da regalo è decisamente un genere sprecone: oltre a costare parecchio, finisce accartocciata e gettata via nel giro di pochi, frenetici minuti.

 Oltre a riciclare nel modo piu’ taccagno possibile la carta recuperabile (persino i pezzetti piccoli si possono riutilizzare per i giochi a premi delle feste dei bambini), si può fabbricare in casa dell’ottima carta da regalo a prezzi molto ragionevoli se non proprio irrisori, ed al contempo divertire i bambini in un barboso pomeriggio di pioggia come quello odierno. Continue reading

Torta per l'Autunno

Inizia a fare freddo , e cosi’ abbiamo preparato una torta che è fra le nostre preferite. La Torta di Carrube  piace moltissimo ai bambini ed è molto digeribile, perchè non contiene glutine. E’ sorprendentemente simile alla torta al cioccolato, e la consistenza è simile a quella della famosa sachertorte, solo leggermente piu’ asciutta. Continue reading

una boccata d'aria

….in tempi di sensazionalismo, quello della verità è l’unico outing interessante.

All’indomani delle inquietanti notizie sui vaccini ritirati dal mercato in molti paesi , è finalmente esplosa la liceità dell’obiezione all’obbligo vaccinale: da qualche giorno a questa parte, crocchi di mamme al parco e davanti a scuola discutono dell’argomento con una consapevolezza nuova, promettendo a sè stesse di non fare richiami vaccinali e di non immunizzare affatto i loro bimbi piccolissimi. Continue reading