ridere, ma con stile

La saga dei Mumin fu creata dalla Finlandese Tove Jansson a partire dai primi anni ’40. Tove, che e’ scomparsa di recente, era scrittrice e disegnatrice. Figlia di artisti e persona simpaticissima, era venerata dai suoi connazionali.

Praticamente sconosciuti in Italia, questi buffi “troll” simili ad ippopotamini regalano ai lettori un piccolo mondo surreale e poetico, animato da una vena ironica che ne rende la lettura molto piacevole anche agli adulti. Libri arguti, mai banali, pieni di sfumature da leggere e da ascoltare con attenzione.

Da parte mia nutro il sospetto che Matt Groening dei famosi ( ma assai piu’ cinici ) Simpson si sia ispirato anche ai Mumin per creare i suoi personaggi nasuti e un po’ tonti.

Meritano certamente piu’ spazio nel panorama della letteratura per l’infanzia. Fanno ridere (soprattutto nella versione a fumetti), fanno riflettere, fanno sognare…

I romanzi ed i fumetti sono adatti dai 7 anni di eta’ , ma per l’Epifania abbiamo reperito online dei libretti cartonati con finestrine che hanno mandato Mario (2 anni)  in brodo di giuggiole.

Che dire? Provateli. Li trovate in qualsiasi biblioteca per bambini, nella collana “Gli Istrici” di Salani.

 

 

felici e imburrati

La nostra famosa e supercollaudata ricetta di biscotti al grano saraceno si avvale di un ingrediente segreto: il ghee.

Pochi sanno come si prepara in casa questo utilissimo burro anidro, o burro chiarificato, perfetto da utilizzare in sostituzione del burro in torte e dolci, ma anche per cucinare risotti, stufati e verdure. La sua virtu’ principale e’ quella di essere molto resistente alle alte temperature:  e’ infatti stabile anche oltre i 200 gradi, mentre il comune burro annerisce gia’ a 130 gradi.  Il ghee contiene piu’ grassi del burro: e’ infatti una specie di burro concentrato.  Per questo quando lo si sostituisce al posto del burro in una ricetta si puo’ ridurre il peso dell’ingrediente del 20% circa. I risultati sono ottimi soprattutto nel caso dei biscotti, che risultano meravigliosamente asciutti e croccanti.

Prima di passare alla ricetta, vorrei dire una parolina in difesa del burro, che dopo essere stato demonizzato per tanto tempo e’ stato recentemente scagionato dall’accusa di essere dannoso , come gia’ era accaduto al povero uovo. Continue reading

guastafeste

Mi dispiace passare per austera o musona, ma se c’è una moda che davvero non mi piace, è quella delle super feste di compleanno per i bambini dell’asilo e delle scuole elementari ( ahem, volevo dire primarie,).

Queste feste, poichè ormai il  genitore  politicamente corretto è obbligato ad invitare tutta la classe, contano almeno una ventina di bambini scalmanati e  non sono percio’ sostenibili in n appartamento normale. Ecco perchè  il genitore affitta uno spazio apposito, il piu’ possibile nudo e spoglio da suppellettili che possano essere rotte o sporcate dai piccoli vandali ( leggi: squallido).

Affitto del locale, cibo e bevande sono una spesa notevole per i genitori, ma anche gli invitati spendono  parecchio,se vogliono accettare tutti gli inviti ricevuti e portare ogni volta, come è giusto, un regalino.

Alla festa poi il rumore di fondo è talmente alto che i genitori devono urlarsi per riuscire a comunicare. il cibo è raramente fatto in casa , comprensibilmente trattandosi di 20 bambini , piu’  fratellini e genitori.

I bambini si agitano moltissimo, ma non si divertono. Si inseguono, si saltano addosso, si picchiano, si chiudono nei bagni, si fanno male in tanti modi,  insomma fanno tutte quelle cose che preferiremmo non veder loro mai fare.

Non dimenticherò mai quella volta in cui sentii mia figlia quattrenne gridare: “Questa festa è BRUTTISSIMA! Non ho mai visto una festa cosi’ brutta!!”

Ma dove sono finite quelle festicciole casalinghe, con tre o quattro bambini al massimo e la torta fatta in casa dalla mamma? Di rado succedevano cose turche, e non ricordo che si venisse alle mani. Si giocava come in un normale pomeriggio di gioco assieme, reso piu’ bello dalle candeline, dai doni, dall’atmosfera un po’ diversa del compleanno…. E se è vero che non sempre capitava di essere invitati, è vero anche che nessuno di noi è morto di dolore per questo: in fondo è normale che anche i bambini , come noi adulti, abbiano amicizie e preferenze.

Altri bambini, i piu’ conviviali,  portavano la torta a scuola e si festeggiava a ricreazione; nessuno si sentiva escluso e i genitori non dovevano farsi carico di fatiche immani e spese esagerate…

Chissà che “la  Festa di  Compleanno ai Tempi della Crisi” possa tornare ad essere un evento carino?

Dopo anni di Gradipo, anche un pezzetto del LAb sbarca su queste pagine!

In alto a destra alla voce Laboratorio potete visitare  le le nuove pagine dedicate alle creazioni del Lab Anilina.

Per tutto il mese di Marzo chi acquista una fascia Gradipo e un oggetto dal nostro Lab usufruisce di spedizione celere gratuita!

A questo link il negozio su Facebook AnilinaLab.

Grazie del vostro passaparola!

traditi dal lusso

Alzi la mano chi odia il salmone! Be’, forse qualcuno c’è; ma non sono molti. Quasi tutti apprezzano questo pesce gustoso… e costoso.

Purtroppo però il prezzo del salmone non si paga solo in eurodollari. Mangiarne troppo spesso potrebbe rappresentare un serio problema per la nostra salute.

Ma…come? Non ci hanno sempre detto che il salmone fra le rare e preziose fonti di acidi grassi Omega3, tanto utili alla nostra pelle ed alla salute cardiovascolare?

Certamente, Il salmone contiene i preziosi Omega3. Disgraziatamente, però, esso contiene anche molta altra robaccia.

Il salmone da allevamento, in particolare, è una vera pietra dello  scandalo che dovrebbe essere evitata come la peste da donne incinte e dai bambini. Le sue carni contengono livelli elevatissimi di PCB (una sostanza paragonabile, per effetti e per pericolosità, alle tristemente note diossine).

Ecco a voi un interessante istogramma che ci illustra i valori di PCB in questo tipo di salmone, fino a 40 volte superiori a quelli di altri cibi considerati “a rischio” come latte e carne suina.

Inoltre, forse non tutti sanno che il colore rosa delle sue carni è un “regalo” dell’alimentazione che il salmone selvaggio ottiene in natura, nutrendosi di microscopici gamberetti “krill” in quantità.

Ovviamente, il povero salmone da allevamento non mangia allo stesso modo. Oltre ad essere spesso, come abbiamo visto sopra, pesantemente contaminati, i mangimi destinati ai poveri salmoni da allevamento rendono le loro carni banalmente grigie, come quelle di qualsiasi altro pesce.

Siete perplessi? Non avete mai mangiato, non mangereste mai del  salmone grigio! Infatti: proprio per questo i premurosi allevatori di salmone hanno l’abitudine di integrare la dieta dei pesciolini con dei coloranti di sintesi capaci di riprodurre il colore naturale della carne.

Nell’immagine a fianco potete osservare lo strumento che gli allevatori di salmoni utilizzano per valutare quanto integratore amministrare ai pesci in modo da ottenere la tinta desiderata.

Oltre al danno, anche la beffa.

Tirando le somme, non vale proprio la pena di rischiare mangiando questo pesce. In compenso però se proprio ci si vuole viziare si puo’ acquistare del salmone selvaggio; ha un prezzo decisamente meno ragionevole, ma dopotutto il lusso è lusso, ed oggigiorno il vero lusso è tenersi alla larga dall’inquinamento.

 

 

 

l'ultima a morire

Molte persone ragionevoli, alla vigilia delle presidenziali americane del 2008, avevano (mal) riposto la propria fiducia in Barack Obama e nell’afflato delle sue promesse.

Molte di esse erano vaghe, ed altrettante altre erano destinate ad essere brutalmente disattese. Il “Premio Nobel per la Guerra” , che ha avuto l’onore di sedere sulla poltrona presidenziale durante l’aggressione alla Libia, una delle piu’ spaventose ed ingiuste scorrerie mai perpetrate dalla NATO, potrebbe lasciare il suo posto alla fine dell’anno che è appena iniziato.

All’orizzonte si profila, fra i candidati che potrebbero aspirare alla carica, un  personaggio che parla insolitamente chiaro sui temi scottanti del momento:  lo strapotere delle banche e la truffa del debito; la guerra e le spese militari; la libertà di cura ed il problema ambientale . E’ Ron Paul, un repubblicano di spirito conservatore. Paul  è certamente – ed americanissimamente – liberista, ma forse è dotato di una testa pensante e di un poco di umanità. O almeno, cosi’ mi piace pensare dopo avere visto questo intenso video .

E’ davvero troppo poco per fidarsi, soprattutto dopo il disincanto lasciato dal quattrennio Obama; ma da sempre, in nome dei bimbi che mi svegliano ogni giorno, coltivo una speranza, e nel 2012 un piccolo pezzetto di questa speranza si chiama Ron Paul.

 

Vaniglia in Bacche

La Vaniglia in Bacche è tornata!

La nostra Vaniglia proviene dal Madagascar, è Biologica e Fair Trade: viene prodotta senza pesticidi e conservanti, e  soprattutto senza sfruttamento di lavoro minorile, con una giusta retribuzione dei lavoratori.

Il suo prezzo, ragionevole ma non stracciato, riflette le sue qualità…

Tutti gli acquirenti ricevono inoltre un piccolo ricettario gratuito con idee fantasiose per assaggiare la Vaniglia.

La trovate qui 

 

Lavori in corso

A questo link potete trovare i nuovi album fotografici di Anilina_lab!

Per ora sono soltanto abbozzati, ma sono destinati ad arricchirsi di tanti oggetti creati a mano nel nostro laboratorio sartoriale e non solo.  Nel frattempo potete curiosare e magari pescare qualcosa di interessante per Natale, come le Spille di Bottoni Retrò di questa pagina.

Nel 2012 ci ripromettiamo di inserire finalmente alcuni modelli di abitini per bimbi e una versione “mini” del Gradipo per permettere ai bambini di portare la loro bambola proprio come la mamma porta il fratellino o sorellina più piccolo.

A presto e tanti auguri a tutti!

 

abra-cadabra

L’Italia stringe i denti e si prepara alla medicina amara ma necessaria, amministrata da un trasparentissimo Mario Monti, di cui pare che almeno il 50% del popolo italiano, (forse ignaro dei possibili conflitti di interesse del personaggio), si fidi molto.

Mentre la manovra, ancora segreta al pubblico italiano, viene acclamata a Bruxelles, si rumoreggia di pesanti incrementi dell’IVA e dell’ICI…

Ma se il bilancio del Paese è negativo,il problema è davvero l’evasione fiscale?  E quanti di noi sanno dove vanno a finire le tasse che i cittadini virtuosi pagano con pesanti sacrifici?

E’ fondamentale che quanti piu’ cittadini possibile siano a conoscenza dell”enorme truffa rappresentata dal signoraggio bancario. Conoscere i fatti ci aiuta ad essere costruttivi e solidali; e anzichè vedere negli altri, nostri pari, un “nemico”, unirsi in un obiettivo umano e comune.

Ecco un articolo che accenna  al problema ed ecco una trattazione esaustiva per chi vuole comprenderlo bene in tutte le sue implicazioni.

Buona lettura! Se riuscite a non arrabbiarvi di cio’ che leggerete, avete tutta la mia ammirazione.

un buon inizio

Chi ha un bambino che frequenta l’ultimo anno di asilo si trova alle prese, in questo periodo dell’anno, con la scelta della scuola elementare ( o primaria, come si dice oggi).

Fra “open days” ,  pratiche burocratiche e considerazioni meramente logistiche (la scuola piu’ vicina, o quella con orari piu’  per noi comodi ) è importante non perdere di vista quella che è l’esigenza reale dei nostri figli: di apprendere non solo con profitto, ma con gratificazione e possibilmente con gioia, in un ambiente calmo e sereno.

La prima elementare, essendo un anno di transizione, è un momento delicato che costituisce l’ imprinting scolastico del bambino per gli anni a venire. Per questo motivo la scelta della scuola è veramente importante. Molto spesso le maestre, oppresse da classi troppo numerose, da situazioni problematiche e dai pressanti programmi ministeriali, dedicano poco spazio all’accoglienza dei bambini ed al livellamento delle loro competenze prescolastiche prima di partire con l’alfabetizzazione vera e propria.

Ecco quindi che fin dai primi giorni si evidenziano bambini piu’ maturi e competenti e bambini che rimangono indietro, che sono disordinati o indisciplinati, che non reggono l’impatto improvviso con la struttura. E’ quello che è accaduto, un anno fa, alla mia bambina,  vittima della mia convinzione che la maestra avrebbe provveduto, con pazienza, ad insegnarle a stare seduta per cinque ore filate, a rispettare i margini del quaderno, a “lavorare” nel senso piu’ pieno del termine.

L’ideale sarebbe, ed alla fine è stato (attraverso una migrazione di metà anno scolastico), un approccio dolce come il metodo Montessori, che segue il bambino come individuo, rispettandone i tempi e le inclinazioni. In queste scuole si dedica ancora molto tempo ad attività che incuriosiscono ed interessano il bambino,  viene posto l’accento sull’importanza del lavoro fatto con calma e con cura, e la matematica viene insegnata attraverso la manipolazione di appositi materiali.

Se ci si deve accontentare di una scuola qualsiasi, è saggio preparare il proprio bambino nel corso di tutto l’ultimo anno di asilo, affinchè acquisisca le competenze di base  (i cosiddetti “prerequisiti”) che una volta trovavano posto nel programma di prima elementare e che adesso sembrano invece essere date per scontate.  Un ottimo strumento sono le classiche cornicette a quadretti. Sono facili, danno soddisfazione ed avvicinano i piccoli alla matita e al quaderno, favorendone la concentrazione.  .Nelle scuole un tempo avevano molto spazio, ma ora non piu’; sono spesso considerate un lavoro “premio” per chi finisce prima di copiare alla lavagna, e non viene riconosciuto il loro ottimo potenziale di allenamento della motricità fine, della pazienza, dell’attenzione…competenze da coltivare proprio in quei bimbi che rimangono indietro.

Un’ultima nota un po’ amara…La scuola potrebbe e dovrebbe essere diversa e migliore, e se non lo è, la colpa non è di questo o di quel ministro, ma di una generale sciatteria che investe purtroppo molti settori della società. L’istruzione finalizzata alla preparazione di persone “produttive” viene svuotata della sua poesia e del suo contenuto piu’ umano. Ecco allora che in classe si apprende frettolosamente, in un clima di individualismo, prepotenza e competizione.

Per questo dovremmo all’occorrenza saper sacrificare le nostre esigenze alla scelta di una scuola migliore per i nostri figli, e naturalmente sentirci responsabili di cio’ che umanamente insegniamo loro fra le mura di casa.