pulire con coscienza

Per pulire le superfici dure del bagno, ecco un ottima ricetta per un detergente atossico e fai da te ad una frazione del costo dei detersivi ( sia bio che convenzionali) in commercio.  Abrasivo senza graffiare, è molto  efficace e ne basta pochissimo.

Occorrente:

-bicarbonato di sodio

-detersivo per piatti  ( possibilmente eco)

-olio essenziale a scelta per profumare (opzionale).

-Un qualsiasi contenitore con tappo ermetico( tipo tupper)

Versare  una tazza di detersivo in una ciotola, aggiungere 20 gocce di olio essenziale e poi il bicarbonato setacciato ( per evitare la formazione di grumi) fino ad ottenere una pasta di consistenza morbida ma solida.

La pasta cosi’ ottenuta ha una durata indefinita ed è ottima per tutte le superfici lavabili .

Provare per credere!

Figlie delle nostre nonne

 

Uno studio affascinante punta il dito sull’impatto che le nostre scelte di madri hanno sul futuro delle nostre figlie, in particolare sulla loro possibilità di darci, un giorno, un nipotino sano.

Parlo proprio di figlie, e non di figli in generale. Infatti, come tutti sappiamo, la spermatogenesi è un processo in rinnovamento continuo. Gli ovuli femminili, invece, si formano molto presto; benchè ancora immaturi, sono pronti nelle ovaie di una bambina addirittura fin dal quinto mese di gestazione.

E’ affascinante pensare che ognuna di noi sia nata con tanti ovociti già schierati, sull’attenti, in paziente attesa del miracolo che porterà alcuni di loro fino alla luce del mondo.

Che questo pensiero, cosi’ dolce, non sia avvelenato dall’amarezza!

Come brevemente si accenna in questo link, un esperimento recente ha dimostrato come le tossine ambientali assunte in gravidanza da un topo femmina influenzino negativamente la salute riproduttiva non solo delle sue figlie, ma anche delle sue nipoti, determinando una cattiva qualità del suo materiale genetico.

Ovvero: cio’ che facciamo e che mangiamo noi mamme, quando aspettiamo una figlia femmina, è di cruciale importanza; per lei, e per i suoi bambini futuri. La salute delle nostre bambine, e di quelle che loro avranno un giorno, dipende da noi.

Allo stesso modo, la nostra fertilità è un regalo delle nostre nonne materne… Che mangiavano e vivevano in un mondo piu’ pulito e meno irto di pericoli del nostro.

Per questo, quando si è incinte, nessuna alzata di spalle è lecita. E ogni precauzione merita di essere presa.

Mi rendo conto dell’enormità di queste asserzioni, ma credo veramente che sia giunto il momento di prendere coscienza della concretezza del problema: nel mondo industrializzato una coppia su tre non riesce a concepire naturalmente!

Chi non l’avesse ancora fatto puo’ leggere questa utile pagina.

La considero la piu’ importante del sito, e leggerla significa regalare a sè ed ai propri figli qualcosa di molto piu’ utile ed importante che una fascia Gradipo.

Inoltre, benchè scriverla abbia richiesto molte ore di lavoro, è gratis. Agire sulla base delle nozioni in essa illustrate, invece, costa impegno e fatica, ma sono energie ben spese, a tutela del mondo che verrà.

 

come liberarsi di un sacco di problemi

Si avvicina di nuovo il lieto giorno in cui, puntuali come ogni anno, orde di regali piu’ o meno desiderati invadono le nostre case.

Risolto il caos delle carte stropicciate, dei nastri e delle coccarde ( che i più virtuosi, e taccagni, conservano e riciclano), rimangono i doni: sempre troppi, nonostante i ripetuti inviti alla sobrietà rivolti a parenti e ad amici, tanto ansiosi di dare una forma materiale al loro amore per noi e, soprattutto, per i nostri bimbi.

Che fare? Da qualche anno noi giochiamo d’anticipo. Un grosso e affettuoso sacco accoglie maternamente, già da metà novembre, tutti i giocattoli poco amati e poco usati che vagano per casa nostra. La casa si prepara cosi’ ad accogliere l’ondata di nuovi arrivi.

Il sacco puo’ essere smaltito in modi innumerevoli
, la fantasia ne suggerisce a decine. Possono essere dati in beneficenza, regalati ad un asilo, destinati alle case in montagna o al mare ( spesso un po’ spoglie sotto questo profilo), conservati per un mercatino del baratto da organizzare con qualche altra famiglia oppressa dalle merci e/o ostile allo spreco.

Possono anche essere semplicemente e poeticamente abbandonati in giro per la città, muniti di un etichetta con su scritto “cerco casa“, nell’ attesa ( garantisco, breve) di una manina grassa ed affettuosa pronta ad adottarli.

Se i bambini sono restii a partecipare, perchè troppo legati alle loro cose, il sacco puo’ essere gestito da mamma e/o papà in modo un po’ sotterraneo, ed i giocattoli possono essere custoditi nel “dimenticatoio”, in un luogo inaccessibile ( a casa nostra si dice “in cima in cima”, ovvero sull’armadio), pronti a fare la loro ricomparsa in caso di successivi reclami o melodrammatici attacchi di nostalgia .
In seguito, per riscuotere qualcosa dal “sacco”, un altro oggetto potrà essere temporaneamente sacrificato dai bimbi, in modo da mantenere il livello del caos in casa sempre ad un livello accettabile.

E poi i bimbi dimenticano in fretta! Un giocattolo dell’anno scorso puo’ essere una quasi-novità o comunque una dolce riscoperta, da assaporare magari in un momento difficile, e questo è un motivo in piu’ per fare un uso sapiente del dimenticatoio, non solo sotto le feste.

arance di Natale


Questo è un bellissimo lavoretto adatto dai 4 anni in su
. E’ anche un regalo di Natale a costo zero , particolarmente apprezzato da nonne e zie.

www.gradipo.net fascia bebe portabebe

Si scelgono arance a buccia spessa, non troppo grosse. Per un arancia occorrono circa 40 g di chiodi di garofano. Conviene scegliere quelli piu’ piccoli, perchè se sono grandi e piu’ è facile che la testa si sbricioli durante il lavoro.

I chiodi vanno piantati nell’arancia vicini vicini… Dopo un po’ i bambini si stuferanno e dovrete continuare da soli, inebriati dal profumo del garofano e della buccia di arancia.

Quando è finita alcuni usano decorarla con un fiocco o un nastro.
L’arancia va poi lasciata a seccare in un luogo asciutto per 40 giorni.

E’ un bel regalo di Natale , perchè profuma praticamente in eterno qualsiasi luogo dove la si tenga ( in genere armadi e cassetti).


Sparlare dei vizi pubblici e privati del signor B è diventata una consuetudine talmente omologante da suscitarmi una nausea terribile. 

La barzelletta e la battuta sul signor B rappresentano un lasciapassare eccellente ovunque à gauche, e nessuno sembra stufarsi di questo gioco, nonostante duri ormai da quasi quindici anni.

Ma la sua esistenza politica, che molti riconoscono come la causa prima di ogni barbarie nel Paese, non è, di fatto, che un semplice sintomo dello stato di cose.
Non credo che il suo operato meriti tanta apprensione e tanto interesse da parte di chi non lo ha votato. E non voto piu’, ormai da molti anni, qualcuno la cui unica, presunta virtù è quella di non chiamarsi signor B. 
Preferisco restare a casa.

Iinoltre, la presenza del signor B. a capo del governo è espressione di una indiscutibile volontà popolare, che per quanto sia non condivisibile, è comunque legittima. Liquidare il voto popolare sostenendo che si tratta di un nutrito branco di deficienti mi sembra presuntuoso.
Soprattutto alla luce della palese mancanza di nervo da parte dei suoi avversari, che il signor B mette al tappeto prima di tutto in virtù del suo osceno, fiero candore nell’essere se stesso.

Alla non-cultura del signor B, l’opposizione reagisce con una patetica “indignazione” (parola ormai demodé ), ed un humour oramai molto, molto trito. E dai salotti alle osterie, a sinistra non emerge per davvero un solo pensiero degno di nota: non si parla che del signor B.

Non si parla di ecologia. Non si parla di pedagogia. Non si parla di alimentazione. Non si parla di educazione ( e non si parla con educazione).
Si chiacchera, un po’ stancamente, di tutto e di niente; e l’unico fervore è lì: nel parlar male del signor B! Allora si accendono gli animi, brillano gli occhi.

Molti hanno fatto di sfotterlo e diffamarlo una vera professione, e vanno in tour nei teatri “giusti”. E il biglietto si paga!

Che ne sarebbe di loro… senza il signor B ?

Io credo che questi stomaci forti meritino di gustare il signor B in ogni salsa, per molti anni a venire.

piccolo, brutto e cattivo

E’ lo scontrino!

Stampato su carta termosensibile, questo onnipresente pezzetto di carta inquina tutti i giorni le nostre borse e i nostri portafogli con la pericolosa sostanza chimica BPA, ovvero Bisfenolo A.

Il BPA, lo ricordiamo per inciso, è stato al centro di numerose polemiche in quanto presente in molte plastiche alimentari , inclusi i biberon per la prima infanzia, ed è stato conseguentemente bandito in diversi paesi ( NB L’Italia non figura ancora fra questi, pertanto è consigliabile scegliere con molta attenzione). Per chi volesse approfondire, cerca BPA sul sito.

Recenti studi fanno pensare che proprio agli scontrini sarebbero da imputare gli alti livelli di BPA nel sangue della popolazione, molto marcati negli individui appartenenti a categorie a rischio come commessi e cassieri del supermercato. la carta termosensibile è infatt ricoperta da uno strato di finissima polvere di BPA, che, seppur invisibile, viene rilasciato molto facilmente: bastano 10 minuti di contatto perchè la pelle ne assorba oltre 2 mcg..

Ma perchè il BPA è tanto pericoloso? P
erchè, detto in due parole, si tratta di un estrogeno sintetico, ovvero di una sostanza in grado di mimare perfettamente l’azione dell’ormone estrogeno nel sangue, con conseguenze potenzialmente molto gravi sull’equilibrio ormonale, specialmente quando l’esposizione è costante nel tempo.

Per approfondire, cosa che consiglio, ecco un articolo riassuntivo ed esauriente, in lingua inglese . In italiano ne parlano brevemente qui.

Passiamo ora ai consigli post-acquisto.

-Evita ogniqualvolta possibile di prendere lo scontrino.
-Tieni gli scontrini che devi conservare in una bustina di plastica, piuttosto che liberi nel portafoglio o nella borsa.
-Non dare mai scontrini da tenere ai bambini, tantomeno per giocare!
-Dopo aver toccato uno scontrino, lava le mani prima di mangiare o preparare del cibo (in realtà questa vale anche per chi non ha toccato scontrini…)
-Non lavare le mani con salviette o saponi contenenti alcool dopo aver maneggiato uno scontrino. L’alcool aumenta drasticamente l’assorbimento cutaneo di BPA.
-Non mettere gli scontrini nella carta da riciclare, perchè la inquinano.

Attenzione!
 non solo gli scontrini sono stampati su carta pericolosa! La carta termosensibile si riconosce facilmente, perchè è lucida, e si scurisce se sottoposta a frizione. Per accertarsi che si tratti di carta velenosa, è sufficiente strofinarla con una moneta: la carta termosensibile si macchia.


Questa
 la autorevole fonte dei consigli che avete appena letto: EWG, ( Environmental Working Group), una associazione americana che da anni si batte, con successo, per l’ambiente ed i diritti delle persone a fronte della grande e spregiudicata industria.

a ciascuno il suo

Il bambino di due anni attraversa una fase del tutto fisiologica in cui rifiuta di condividere i suoi giocattoli; o meglio, non afferra affatto che cosa sia la condivisione, e la vive come una minaccia alla sua identità. 

Nonostante i piu’ eminenti psicologi li rassicurino sulla normalità della fase, i genitori la vivono spesso con un certo imbarazzo. 
Pubblicamente si danno da fare per mitigare l’intensità delle espressioni egoistiche del figlio, che ad un orecchio adulto ed “educato” suonano senza dubbio un po’ villane.

Eppure questi stessi genitori, pochi anni dopo, sono ancor più pronti a stroncare sul nascere gli slanci di generosità, che sono tipici del bambino di cinque-sei anni.
A questa età non è raro, infatti, che il bambino presti o regali le sue cose con una certa disinvoltura.

La prodigalità a volte infastidisce i genitori del generoso, che tentano di difendere la proprietà privata del figlioletto ( considerandola evidentemente un’ estensione della propria).
Ma i piu’ imbarazzati sono spesso proprio i genitori del fortunato destinatario di prestiti e doni. Questi precipitano in un’agitazione assolutamente sproporzionata alla questione, esigendo la restituzione immediata del regalo, per inezia che sia, con esiti purtroppo mortificanti per tutti.

Il messaggio che i bambini recepiscono è che se regalare (Natale e compleanni esclusi, si capisce) è cosa sconveniente, accettare un regalo è addirittura scandaloso, ed espone alla vergogna della restituzione.

Ma regalare è un gesto sano.
 Donare qualcosa di proprio insegna il distacco dalle cose; e questa preziosa lezione non si impara quando si acquista un regalo nei negozi.
Il momento del dono è potenzialmente costruttivo per il bambino, puo’ farlo crescere in consapevolezza di sè, farlo inorgoglire della sua volontà di rendere felice un altro attraverso un piccolo gesto…. Insomma, è tutt’altro che un atto sconcio!

In generale, mi da sempre fastidio che i grandi si intromettano nelle questioni dei loro figli. Non solo quando tentano, generalmente con scarsi o pessimi risultati,  di dirimere salomonicamente le loro liti (cosa che secondo me andrebbe fatta solo in casi estremi), ma anche e soprattutto quando pretendono di dirigere le loro relazioni spontanee ed i loro slanci affettivi.

Sarebbe meglio che i bambini fossero lasciati liberi di sperimentare in quale misura e con quali modalità spartire le proprie cose con gli altri
, magari facendo anche qualche esperienza deludente, anzichè imparare precocemente a difendere , nella teoria e nella pratica, la proprietà privata.
Che, detto per inciso, mi sembra già sufficientemente tutelata.

una panacea quasi gratis

E’ il Kefir, bevanda a base di latte fermentato simile allo yogurt, originaria del Caucaso. Le popolazioni che tradizionalmente fanno consumo di kefir sono fra le piu’ longeve del pianeta e godono di un’ottima salute.

Il Kefir contiene piu’ fermenti di qualsiasi costoso probiotico da farmacia, ed a parte l’irrisorio costo iniziale, si puo’ produrre in casa al costo del latte.

L’elenco di tutto cio’ che il Kefir puo’ fare per la salute umana sarebbe troppo lungo da pubblicare. D’altra parte chiunque puo’ farsene un’idea leggendo sul web le migliaia di testimonianze positive in merito.

Nel lungo periodo ( 3 mesi e piu’) l’assunzione di Kefir ha effetti risolutivi su moltissimi problemi comuni e fastidiosi, dall’acne ai problemi digestivi alle infezioni ricorrenti, comprese quelle resistenti agli antibiotici di uso comune. Un bicchiere al giorno è in grado di riequilibrare alla perfezione la flora intestinale, che è  un presupposto fondamentale di tutta la salute dell’organismo.

In particolare ritengo utile menzionare che un suo consumo regolare è in grado di sradicare lo Streptococco B, il batterio tanto temuto dalle gestanti all’avvicinarsi del parto.

Reperire e utilizzare i grani del kefir non è difficile
. Il suo sapore, simile a quello dello yogurt, ma leggermente frizzante, è gradito ai piu’ ed incontra in genere anche i gusti dei piu’ piccini.

la Regina dell'estate

L’anguria si odia, o si ama… Ma chi la odia? Deve essere pazzo!

Oltre ad essere fresca e dissetante, l’Anguria fa molto bene. Contiene l’antiossidante Licopene , Vitamine del gruppo B, Vitamina C e Vitamina A. inoltre l’ Anguria è diuretica, tonifica l’apparato urinario e, grazie alla presenza di abbondante Potassio, previene ed aiuta a curare i calcoli renali.

Esiste anche una vera e propria “cura dell’anguria” per chi soffre di calcoli!

I suoi semi sono croccanti e nutrienti; e non c’é ragione di sputarli!

Una buona Anguria ha la buccia molto liscia e molto dura, ed ha sempre una macchia gialla nel punto dove il frutto, crescendo, è rimasto appoggiato a terra, garanzia del fatto che è rimasta attaccata alla pianta fino alla maturazione.

Perchè sia fresca e duri, meglio comprarsela intera: una volta tagliata, inacidisce e fermenta facilmente. Le baby angurie sono molto più pratiche da portare a casa e da tenere in frigo! A volte sono anche più dolci e più buone.

L’Anguria passa per indigesta ?. Semplicemente non è adatta ad essere mangiata in compagnia di altri cibi e, come tutta la frutta, non è adatta dopo i pasti.

Sulle virtù dell’anguria . Un articolo che illustra, fra vari rimedi casalinghi per i calcoli renali, la tradizionale cura dell’Anguria.

le "sane" gallette di riso…


…sono in realtà un vero cibo-spazzatura
. E a far loro compagnia ci sono tutti gli altri cereali estrusi per la colazione: corn flakes, riso soffiato, e le mille varianti che troviamo sugli scaffali.

Negli anni 60 fu realizzato un esperimento all’Università del Michigan. 18 topi da laboratorio vennero divisi in tre gruppi differenti. Uno ricevette acqua e corn flakes; il secondo ricevette acqua e la scatola dei corn flakes; il terzo gruppo ricevette acqua e cibo per topi.
I topi del terzo gruppo rimasero sani per tutta la durata dell’esperimento.
I ratti che mangiavano la scatola di cartone diventarono letargici e morirono di malnutrizione.
Ma i topi che mangiavano corn flakes morirono prima di quelli che mangiavano il cartone. L’ultimo di loro morì lo stesso giorno in cui moriva anche il primo dei mangiatori di scatola. Prima di morire, i topi nutriti a corn flakes svilupparono comportamenti schizofrenici ed aggressivi, autolesionismo e convulsioni.
La scioccante conclusione di questo studio fu che il cartone della scatola era un cibo piu’ sano dei cereali che conteneva.

Questo esperimento era stato intrapreso come uno scherzo, ma i risultati non furono divertenti! Forse per questo non furono pubblicati e divulgati al grande pubblico?

Un altro studio aveva già in precedenza rilevato come i topi nutriti esclusivamente a grano soffiato, acqua e vitamine vivessero solo due settimane: meno dei topi nutriti con sola acqua e zucchero, che sopravvivevano per un mese!

Il problema non era quindi la malnutrizione: risultati come questi suggeriscono che i cereali soffiati siano realmente tossici. Le proteine contenute nei cereali sono fortemente modificate dall’innaturale processo di estrusione, che trasforma un cibo nutriente in un veleno !

Tutti i dettagli, in lingua inglese, qui.

Il muesli a base di fiocchi di avena puo’ essere un ottimo sostituto per la colazione. Per gustarlo al meglio e non  trovarlo “legnoso” si puo’ versare nella tazza, coprire di latte, kefir o yogurt diluito con acqua ( lo yogurt da solo è troppo denso), e lasciar riposare almeno 20 minuti. Cosi’ preparato piace anche ai bambini piccoli.